LE STRADE DEI DISCEPOLI /E
DI GESU’.
COME NASCE LA FESTA DEL NATALE
Intanto la data della nascita di Gesù, secondo i dati più attendibili basati sul tempo della morte di Erode Il Grande, va collocata 5 o 6 anni prima e quindi noi saremmo al 2026 - 2027. Il mese e il giorno sono totalmente sconosciuti.
La sua "carta di identità" registra alcuni dati certi: nasce a Nazareth, figlio di Maria e Giuseppe (Matteo 13,55. Luca 4,22 e Giovanni 6,42), in una famiglia numerosa: " Il nazareno aveva 4 fratelli e alcune sorelle, naturalmente fratelli e sorelle carnali" (Barbaglio e un numero infinito di studiosi).
"Per la storia non esiste affatto il problema dei fratelli di Gesù: esiste solo per la dogmatica cattolica" (M. Goguel, Parigi 1932).
Dopo gli anni della giovinezza, entrò alla scuola del Battista ove maturò lentamente la sua vocazione profetica. Entrò nella scena pubblica, dopo l'incarcerazione del Battista, invitando un gruppo di donne e di uomini a seguirlo sulle strade dei villaggi. Dai Vangeli conosciamo i tratti essenziali della sua vita e del suo messaggio, fino alla morte e resurrezione.
Presto nacquero dei racconti leggendari attorno alla sua nascita, come avveniva per tutti i portatori di una tradizione. Già Luca e Matteo conoscono questo genere leggendario che non ha nessuna intenzione di raccontarci la cronaca dei fatti, ma di manifestarci un messaggio.
Nei primi secoli non esisteva alcuna festività del Natale di Gesù: “Il Natale è testimoniato per la prima volta nel calendario delle feste del Cronografo romano di Dionisio Filocalo dell'anno 354, ma, tenuto conto della data di composizione dello stesso (l'originale è del 335-336), appare probabile che si sia introdotto a Roma già prima del 336.
A Milano la festa del Natale fu celebrata dal 337, in Antiochia e Costantinopoli intorno al medesimo tempo o poco dopo; in generale però si diffuse solo con lentezza, tanto in Occidente che in Oriente, cosicché ancora l'imperatore Giustino II (565-578) si vide costretto ad imporla per tutto l'Impero Romano...La scelta del giorno 25 dicembre fu determinata dal fatto che il mondo romano celebrava in questo giorno il solstizio d'inverno, la nascita del dio Sole (natalis solis invicti).
Al posto della festa pagana ora doveva subentrare una festa cristiana...” (K.Bhilmeyer-H. Tuechle, Storia della chiesa, vol.1, pag 410, Morcelliana. Citazione integrale in Franco Barbero, Più grande del nostro cuore, pag.12).
Attenti ai dati storici che spiegano l'evoluzione. Nel 312 Costantino (che morirà nel 337) diventa imperatore di tutto l'Occidente e nel 324, ucciso Licinio, diventa imperatore unico di tutto l'impero.
Appena assunto il pieno potere convoca nel 325 a Nicea, nella sua villa imperiale, il Concilio di Nicea che presiede in persona. La sua esigenza era chiara: unificare la chiesa cristiana in cui alcuni sostenevano che Gesù è Dio e altri, molto numerosi e documentati sul piano biblico e storico, che Gesù era la più eccelsa creatura di Dio, ma non poteva essere Dio. A Costantino interessava far cessare le lotte intestine e assicurare la pax romana.
Il Concilio, sotto l'autorità di Costantino dichiara che Gesù è Dio e coloro i quali lo negano, come Ario e i suoi seguaci diffusi in tutto l'impero, debbono essere dichiarati eretici, deposti e sostituiti. (Filoramo, La croce e il potere, Laterza ed. Pag. 132).
È ben comprensibile come l'imperatore abbia incentivato la nascita della festa del Natale facendo di Gesù il nuovo Dio Sole invicto, cioè sacralizzando così il cristianesimo come religione imperiale. Quando Costantino muore per l'Impero si viaggia verso la formula un solo Impero una sola Religione. Il che determinerà tante ulteriori lotte e l'espansione di un cristianesimo alleato del potere e premiato con enormi spazi di privilegio.
Ma la festa del Natale non fu accolta se non molto lentamente e con diffidenza. Tanto che Leone Magno (440-461) cercò di farsene promotore da Roma in tutto l'Occidente. Neanche questa volta il Natale trionfò. Fu l'imperatore Giustino II (565-578) che dovette imporre la festa del Natale con un apposito decreto imperiale diffuso in tutto l'Impero.
Il resto della storia ci è noto. Quell'Impero Romano che sotto Pilato condannò Gesù di Nazareth fu lo stesso soggetto politico che divinizzò Gesù e fece combutta con la chiesa che a lui si rifaceva, ormai funzionale ed assoggettata agli interessi dell'Impero.
Ho voluto fornire queste sintetiche informazioni perché conoscere la storia e le manipolazioni dei poteri serve a riscoprire le radici della nostra fede, letteralmente sepolta sotto una montagna di costruzioni, di interessi, di ignoranza e di superstizioni.
Ma la fede in Dio che si esprime per noi nella sequela di Gesù di Nazareth non ha bisogno di fare del nostro messia un Dio e di inserirlo nella dogmatica trinitaria.
Noi stiamo constatando, con grande ed appassionato amore per la figura del Gesù storico, che seguendo le sue tracce la nostra vita trova senso, fecondità e un orizzonte nuovo.
Il ”manifesto“ dei discepoli e delle discepole.
F. In questo senso Natale per noi significa conoscere un po' meglio le vicende storiche per fare centro sul Gesù storico e cercare di seguire sempre le sue tracce nella nostra vita d'ogni giorno.
C’è un testo che vogliamo riascoltare come se fosse la prima volta che lo leggiamo.
L. Dal Vangelo di Luca 6,20-26
Luca 6,20-26
20 Alzati
gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
«Beati voi
poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
21 Beati
voi che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi che
ora piangete,
perché riderete.
22 Beati
voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e
v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a
causa del Figlio dell'uomo. 23 Rallegratevi
in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è
grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con
i profeti.
24 Ma
guai a voi, ricchi,
perché avete già la vostra
consolazione.
25 Guai
a voi che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi che
ora ridete,
perché sarete afflitti e piangerete.
26 Guai
quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo
infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.
L. Dalla Lettera agli Ebrei
11,8
Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
11,11
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso.
11,27
Per fede, egli lasciò l'Egitto, senza temere l'ira del re; infatti rimase saldo, come se vedesse l'invisibile.
Predicazione di Franco
Interventi
L. Canto musica
Signore, che sei nascosto ma non assente;
Tu
non ci risolvi magicamente nessun problema,
ma ci aiuti ad
affrontarli con la luce e la forza
che ci vengono solo dalla
parola di Gesù.
Aiutaci a prendere sul serio le sfide che ci vengono
dall'oggi
nostro e di tutti i fratelli,
senza fuggire nei paradisi
artificiali o nei cieli delle idee,
ma restando nei quotidiani
cantieri della liberazione.
T. Guidaci a cercare la sostanza, non le apparenze:
liberaci dal gioco
delle parole e degli slogans,
dalla presunzione dei passi
da gigante e da eroi;
rendici disponibili al passo dei
poveri
che cercano di fare più che di parlare;
capaci di abbracciare tutte le gioie e le speranze
e di
fare i conti con il dolore e il sacrificio,
senza crederci
dei crocefissi o dei martiri.
È un dono che Tu ci fai, questo trovarci insieme
a celebrare la cena del Signore
per ricordarci che si cammina gli uni con gli altri,
che questa strada non si percorre da soli.
Non siamo semplicemente gli uni vicini agli altri,
quasi per caso, come un mucchio di persone,
come un grappolo di «io», accostati ma estranei,
come la semplice somma di diverse individualità.
Siamo un corpo solo nel nome di Gesù,
chiamati a fare storia e strada insieme, da fratelli.
Fa’, o Signore, che diventi una realtà vissuta
questo seme di vita nuova che hai piantato in noi.
T. O Dio, nella fiducia che vogliamo riporre in Te, oggi noi rinnoviamo il nostro impegno a camminare sulla strada di Gesù di Nazareth e ripetiamo il gesto che egli compi con i suoi amici e le sue amiche, prima di essere processato e poi crocifisso. Egli prese nelle sue mani il pane della mensa e, dopo aver alzato gli occhi al cielo per benedire il Tuo nome dolce e santo, lo divise dicendo: "Prendete e mangiatene tutti. Questo pane che spezziamo e mangiamo, sotto lo sguardo di Dio, il segno della mia vita, riassume il significato della mia esistenza. Se ogni giorno voi condividerete i doni che Dio vi ha fatto, davvero farete corpo con me, sarete il mio corpo, la mia vita nel mondo",
F. Preghiera allo spezzare del pane
Silenzio
Musica
L. Ora diamo a spazio alle preghiere personali
Padre nostro: insieme
F. QUANDO SARETE
Quando
sarete per le strade,
non lasciate traccia dei vostri sandali:
la speranza ignora la nostalgia.
Quando sarete nei villaggi,
che il vostro volto sia
illuminato da un sorriso:
la tristezza offusca la buona
notizia.
Quando sarete nelle case,
occupate lo sgabello dell'ospite:
la gente che ha fretta
non sa usare il tempo.
Quando sarete nell'angoscia,
gridatela ad alta voce:
Dio ascolta certamente
sia le grida che i mormori.
Quando
sarete nella gioia,
aprite le pareti della capanna:
essa
si diffonderà come un torrente,
irrigando le arterie della
vita.
Quando dovrete riflettere,
che la vostra testa riposi sulla
stuoia:
i veri progetti nascono molto in basso.
Quando
verrà il momento delle parole,
non fate rumore con la bocca:
la parola è più vera
quando viene dal cuore.
Quando l'azione vi aspetta,
non guardate né l'orologio né
il calendario:
essa allontana più di quanto speriate
i
limiti del tempo.
(Culto
di invio - Strasburgo.
Mission - dicembre 2000)
L. Musica
(FRANCO BARBERO, PER LA COMUNITA’ DI VIA CITTA’ DI GAP, PINEROLO.
EUCARESTIA DELLA VIGILIA DI NATALE 24 dicembre 2021)