Rogo al campo nomadi morti i fratellini lasciati soli “E’ una tragedia infinita”
VALERIA D'AUTILIA
FOGGIA
Un bidone trasformato in braciere e una stufa mezza rotta. Nel campo rom, le fiamme si propagano veloci e, in pochissimi istanti, avvolgono la baracca di legno. Il papà è in campagna, la mamma si è allontanata. I due fratellini sono soli. Quando la donna rientra, i suoi bambini di 2 e 4 anni sono già morti. Carbonizzati. Vicino a loro i resti di alcune reti: il rogo li ha colti nel sonno.
In
questo insediamento
spontaneo
del Foggiano, tra
Stornara
e Cerignola, abitano poche centinaia di invisibili. Sono bulgari e
rumeni. Alcuni lavorano in agricoltura,
spesso
in modo irregolare.
Non
c'è acqua né energia elettrica, si vive tra i rifiuti. Nella
baraccopoli
non autorizzata,
tra
le più grandi della zona e
già
sgomberata tre anni fa,
c’è
poca voglia di parlare.
Una
donna che vive lì da pochi mesi sceglie di raccontare: «La madre
era andata in
bagno.
I bambini dormivano. Quando è tornata, ha trovato la baracca in
fiamme». A
una
manciata di chilometri
dal
centro abitato.
L'incendio divampa ieri intorno alle 8, alimentato dal materiale altamente combustibile con cui quella casa di fortuna è stata costruita. Arrivano i vigili del fuoco, riescono a domarlo. Poi la scoperta dei due corpicini. Intorno a loro, solo cenere e qualche suppellettile in ferro.
Il maschietto di 4 anni era il più grande. La sorellina ne aveva la metà. Adesso si cerca di capire se siano stati arsi vivi o siano morti per le esalazioni di monossido di carbonio. «La verità arriverà dagli accertamenti tecnici», dice un investigatore ancora scosso da quello che ha visto. «Una tragedia infinita, se ci sono responsabilità è giusto che qualcuno paghi». Intanto, i giovani genitori - che alla notizia hanno accusato un malore - sono stati ascoltati in caserma. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Cerignola con il supporto della sezione investigazioni scientifiche dei vigili del fuoco.
«Una situazione drammatica, anche sotto il profilo sanitario» aveva più volte denunciato il sindaco di Stornara, Rocco Calamita, che ora dice: «La politica nazionale affronti questo fenomeno tragico. Difficile trovare le parole per esprimere questo dolore». Due bambini uccisi dal fuoco che doveva riscaldarli.
La Stampa, 17 dicembre ---