giovedì 23 dicembre 2021

La felicità dei singoli

"Ogni singolo è dunque singolare, ognuno è speciale. Cresce il numero delle cliniche di bellezza, saloni di cosmetica e massaggi e decorazioni delle unghie, dei centri di wellness per uomini e donne: vogliono me, soltanto me, perché sono unica, singolare e speciale. Vi verranno soddisfatti non i miei bisogni ma i miei desideri, verrà soddisfatta la mia esigenza di autosoddisfazione personale. E questo dai centri di benessere fisico ai partiti politici: il passaggio al singolarismo porta a una società non solo di individui ma di singoli, di singoli speciali non più inseriti in un sistema collettivo come il partito, il sindacato con il contratto collettivo di lavoro, la fabbrica con la dimensione collettiva, bensì in una società in cui trionfa la dimensione singola, speciale, personale, per esempio nell'individualizzazione salariale. In altre parole, singolarismo è la percezione di essere qualcun altro rispetto ai propri simili. E' un desiderio di individualità che ricerca una forma sui generis di giustezza personale nel senso di realizzazione singolare di sé la più armoniosa possibile, in modo da arrivare a un ideale personalizzato, a una unicità esemplare, una singolarità luminosa, facendo della propria vita un'opera d'arte, creando la propria singolarità in un crescente disinteresse per l'eguaglianza e in una crescente e pericolosa indifferenza pubblica verso l'ineguaglianza, che è una delle tante zone d'ombra del singolarismo.

Ed eccoci qua a iniziare a trattare, a guisa di corollario della società dei singoli e di coronamento del singolarismo, della felicità. Come si è potuto constatare, qui non si danno giudizi di valore, opinioni su quello che sia giusto o non giusto fare: si registrano dei comportamenti, delle tendenze, addirittura delle mode".

Francesca Rigotti, L'era del singolo, Einaudi Editore, pag. 21