Scrive Tonio Dell’Olio su “Mosaico di pace”: “Quando le bombe fanno rumore e le esplosioni urlano l’odio, a nulla serve gridare più forte. La pace è questione di silenzio. Per questo serve qualcosa di più profondo piuttosto che di più urlato.
E questo è il tempo del silenzio che si fa preghiera, come le lacrime e
il dolore delle vittime. Questo è il tempo di pensare con gli occhi e
con l’anima.
Con gli stessi sentimenti della mamma di Kiev che guarda il proprio
bambino di pochi mesi”. Iniziamo questo momento immergendoci nel
silenzio, cercando, nel profondo, solo poche parole per accompagnare
questa giornata, per sostenere questa voglia di pace. Sono parole di una
meravigliosa donna, Etty Hillesum, che riuscì sempre a trovare, nel
dramma collettivo dell’olocausto, spiragli di luce.
“Una
cosa, tuttavia, è certa: si deve contribuire ad aumentare la scorta di
amore su questa terra.
Ogni briciola di odio che si aggiunge all’odio esorbitante che già esiste, rende questo mondo più inospitale e invivibile”.