La discriminazione verso i profughi
Massimo Dionisi
Ho il timore che anche sui profughi il cosiddetto mondo occidentale "democratico" faccia una penosa distinzione. Migliaia di profughi ucraini – innocenti vittime di un assurdo e cervellotico Risiko in carne e ossa, giocato da potenti psicopatici che, purtroppo, hanno in mano il timone del mondo – stanno muovendo verso i paesi europei.
I governi di Polonia, Ungheria, Romania, paesi confinanti con l'Ucraina, stanno aprendo le loro frontiere a questa massa di uomini, donne e bambini che scappano dalla guerra e organizzano dignitosi campi d'accoglienza e smistamento. Portano loro vestiti, cibo e generi di prima necessità.
Sono gli stessi governi che solo qualche mese fa alzavano muri, stendevano chilometri di filo spinato alle loro frontiere e manganellavano uomini, donne e bambini che osavano oltrepassarle per entrare in Europa, in cerca di un posto su questa terra in cui sfamare la famiglia.
Li hanno lasciati morire e ammalarsi in mezzo a fango e neve. Uomini, donne e bambini che scappavano terrorizzati da una guerra in Iraq, Siria e Afghanistan. Anche in Italia stanno arrivando i primi profughi ucraini accolti da un clima di generale solidarietà sia da parte della politica, delle istituzioni e dei cittadini che hanno portato loro cibi e vestiti. Stesse istituzioni e stessa politica che di fronte ad africani, siriani, afghani e iracheni, che fuggono da guerre e fame, li lascia affogare nel Mediterraneo, chiude in faccia i porti o li rimanda indietro dai loro aguzzini in Libia, li costringe a morire di freddo nei crepacci sui passi alpini. E i poveracci che riescono a mettere piede sulla terra ferma si trovano davanti molto spesso uno stupido manipolo di fascisti con le bandiere di Forza nuova, CasaPound, Fratelli d'Italia e Lega che organizzano la solita gazzarra ostile del "Tornatevene a casa vostra qui non vi vogliamo".
Domani 1 marzo