Ernesto Balducci (1922-1992) è l'uomo e il cristiano che diede un contributo di massimo valore alla nuova cultura cristiana e umanistica e planetaria nel secondo Novecento, cultura alla quale abbiamo cercato di nutrirci anche noi.Per ricordarlo, con profonda gratitudine anche per l'amicizia con cui ci trasmise coraggio e sostegno, ascoltiamo di nuovo, in questa piccola antologia, alcune delle sue parole (tra le tante che potremmo riproporre) che allora abbiamo raccolte e conservate come indicazioni lucide e preziose e così sono anche oggi.
Il Foglio n.484
Una Piccola Antologia di E. Balducci a cura di Enrico Peyretti
Futuro: "Quello che da' qualita' alla nostra coscienza attuale e' un auspicio di questo tempo futuro, una specie di affidamento delle nostre speranze a coloro che verranno. Questo futuro dell'uomo rappresenta un punto di riferimento con cui mi trovo pienamente concorde con tanti che non hanno la mia fede e che non sanno rivolgersi a un futuro assoluto di Dio, che e'
quello che oltrepassa la frontiera della morte. Ma il futuro dell'uomo e' gia' un punto di riferimento di valore sacro, dinanzi al quale e' possibile a me inchinarmi in preghiera accanto al fratello non credente che, anche lui, senza volerlo, preparando il futuro di pace, prega e vive la mia stessa speranza".
(Pensieri di pace, Cittadella, Assisi 1985)
Uomo:"Chi ancora si professa ateo, o marxista, o laico e ha bisogno di un cristiano per completare la serie delle rappresentanze sul proscenio della cultura, non mi cerchi. Io non sono che un uomo".
(L'uomo planetario, Camunia, Brescia-Milano 1985, p. 203).