L’unica Pace è disarmata
MARZO 1, 2022
di Raffaele Crocco
Atlante delle guerre
Rispetto e capisco il popolo ucraino. Rispetto e ammiro la loro resistenza, il coraggio, la voglia di non mollare davanti ad un’ingiustizia enorme, ad un crimine mostruoso.
Sto con ognuno di loro. Ma se ragioniamo – e
vogliamo farlo – da costruttori di pace, non possiamo cedere alla
tentazione delle soluzioni facili, approssimative e, soprattutto,
ingiuste.
L’Italia di Draghi ha deciso: daremo armi all’Ucraina.
L’Italia di Draghi ha deciso: daremo armi all’Ucraina.
Almeno fino al 31 dicembre, aggirando le leggi che dicono come il nostro
Paesi non possa cedere armi a chi è in guerra, daremo a Kiev sistemi
anticarro e antiaereo, mitragliatrici leggere e pesanti e mortai.
Tutte
armi utili per la resistenza in contesto urbano, quindi in previsione di
una guerra lunga, dolorosa, sanguinosa. A questo si aggiungeranno
12milioni di euro di elmetti e giubbotti anti proiettile per la
popolazione civile.
Una scelta che segue quelle fatte da Stati Uniti,
Inghilterra, Francia, Germania, dalle neutrali Svizzera, Finlandia e
Svezia. Persino l’Unione Europea, di solito incapace di decidere
rapidamente qualunque cosa, questa volta ha detto sì all’invio di armi: è
la prima volta. Così, una volta in più, pensiamo di risolvere il
problema della guerra armando la gente, persino i civili.
Non creiamo le condizioni per la pace facendo tacere tutte le armi, no: puntiamo a garantire l’equilibrio militare sul campo, costi quel che costi, a prescindere dai risultati, dai morti, dall’odio che si genera e cresce, dalle paure.
Non creiamo le condizioni per la pace facendo tacere tutte le armi, no: puntiamo a garantire l’equilibrio militare sul campo, costi quel che costi, a prescindere dai risultati, dai morti, dall’odio che si genera e cresce, dalle paure.
È come pensare di disintossicare un eroinomane fornendo le
dosi di eroina. Davvero la guerra in Ucraina la possiamo fermare
pensando di dare agli ucraini gli strumenti per andare avanti
all’infinito? Davvero vent’anni di guerra persa in Afghanistan – lì nei
panni degli aggressori cacciati malamente, ricordiamolo – non ci hanno
insegnato nulla? Davvero non abbiamo capito che la guerra si ferma
riducendo al minimo o al nulla l’elemento militare, aggressivo?
L’operazione che come Italia e come Europa stiamo facendo sa di truffa. La scelta di dare armi agli ucraini nasconde gli anni della nostra indifferenza rispetto ai problemi di quel Paese.
L’operazione che come Italia e come Europa stiamo facendo sa di truffa. La scelta di dare armi agli ucraini nasconde gli anni della nostra indifferenza rispetto ai problemi di quel Paese.
Ci puliamo la coscienza. La guerra,
questa guerra, poteva essere fermata nel 2014, quando lo scontro nel
Paese, diventato guerra aperta con 15mila morti nel Donbass, è stato
trattato come “problema interno” da tutti i Paesi del Mondo. Abbiamo
giocato su due tavoli, sempre, a cavallo fra le esigenze di Kiev e gli
affari con Mosca, senza scegliere, senza ribadire principi e diritto,
solo facendo business e pensando di tenere tutti buoni.
Ora, con la guerra che bussa alle porte, con le immagini dei carri russi in marcia, armiamo gli ucraini. Facendo finta di non sapere che è pericoloso, perché questa guerra non sarà mai simmetrica. Chi ha bombe nucleari negli arsenali alla fine vince sempre. E’ come al tavolo del poker: non puoi giocare contro chi è più ricco di te, alla fine sbanca, magari bluffando.
Ora, con la guerra che bussa alle porte, con le immagini dei carri russi in marcia, armiamo gli ucraini. Facendo finta di non sapere che è pericoloso, perché questa guerra non sarà mai simmetrica. Chi ha bombe nucleari negli arsenali alla fine vince sempre. E’ come al tavolo del poker: non puoi giocare contro chi è più ricco di te, alla fine sbanca, magari bluffando.
Nel frattempo succederanno molte cose parallele: ad esempio, i
2mila miliardi di dollari all’anno spesi in armi nel Mondo si
moltiplicheranno, per la gioia anche della nostra industria nazionale.
I
piani energetici nazionali muteranno e la crisi nelle forniture di gas
non si trasformeranno nell’occasione per cambiare abitudini e ridurre i
consumi: semplicemente torneremo a usare le centrali inquinanti a
carbone e petrolio, rilanciando anche in Italia un piano per il
nucleare. Poi, la guerra sarà l’occasione per raccontare che è bene
avere una Nato forte e armata, perché ci protegge e può garantire la
pace.
Il Mondo, dopo questa guerra, a prescindere da come finirà, rischia di essere più armato e più diseguale. C’è un solo modo per avere la pace: disarmarci, smetterla di minacciarci brandendo cannoni, aerei e bombe atomiche. Gli ucraini dobbiamo aiutarli, ora e subito, a rimanere vivi e in una terra davvero loro.
Il Mondo, dopo questa guerra, a prescindere da come finirà, rischia di essere più armato e più diseguale. C’è un solo modo per avere la pace: disarmarci, smetterla di minacciarci brandendo cannoni, aerei e bombe atomiche. Gli ucraini dobbiamo aiutarli, ora e subito, a rimanere vivi e in una terra davvero loro.
E questo aiuto può venire solo da una
comunità mondiale compatta, libera, democratica e uguale, una comunità
umana certa dei diritti di tutti.