sabato 21 maggio 2022

CELEBRAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA DI DOMENICA 22 MAGGIO 2022

 NELL'ERA DEL RITORNO DEGLI IDOLI

Foto ricordo (2013) Antonella Ippolito

P. Saluto all’assemblea e invito al silenzio


G. Signore, Dio del mondo e dei cuori, siamo qui, ancora una volta davanti a Te.

 Non sappiamo identificarTi in un'unica immagine o in un unico nome; abbiamo la

 consapevolezza che ne esistono tanti, e che quand'anche ne trovassimo mille, ne

 resterebbe sempre uno che ci sfugge. Ma è proprio questo ciò che speriamo ci

 liberi.

Abbiamo imparato che gli idoli possono essere tanti: le cose, noi stessi, il potere,

 l'illusione del dominio, ma anche l'illusione di possedere la verità. Aiutaci a non

 abbandonare mai il cammino della ricerca, per quanto impervio e pieno di

 incertezze, con fiducia nella Tua presenza.


1. Abbiamo un immenso bisogno di Te,

della Tua luce e della Tua forza,

per costruire percorsi d’amore e di giustizia.

Troviamo nel profondo dei nostri cuori

la lotta tra l’amore e l’indifferenza,

tra gli idoli e l’adorazione del Tuo nome.


2. Signore, abbiamo bisogno della Tua mano amica e forte

che ci guidi sui sentieri dell’amore solidale,

che ci liberi dal fascino delle cose vuote

e dall'idea di possedere da soli le risposte a tutte le domande.


1. Aiutaci a rompere lacci, catene e indugi

che ci impediscono di seguire di Gesù

attraverso l'ascolto amorevole delle differenze

e la messa in discussione dei nostri stereotipi.


2. Tu che hai aperto gli occhi ad Agar

e hai fatto vedere ad Abramo una terra spaziosa,

aiutaci a pensare e guardare in grande,

perché il mondo è il luogo della Tua salvezza.


LETTURE BIBLICHE


Salmo 40, 2-7

Ho sperato, ho sperato nel Signore,

ed egli su di me si è chinato,

ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,

dal fango della palude;

ha stabilito i miei piedi sulla roccia,

ha reso sicuri i miei passi.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,

una lode al nostro Dio.

Molti vedranno e avranno timore

e confideranno nel Signore.

Beato l'uomo che ha posto la sua fiducia nel Signore

e non si volge verso chi segue gli idoli

né verso chi segue la menzogna.

Quante meraviglie hai fatto,

tu, Signore, mio Dio,

quanti progetti in nostro favore:

nessuno a te si può paragonare!

Se li voglio annunciare e proclamare,

sono troppi per essere contati.

Sacrificio e offerta non gradisci,

gli orecchi mi hai aperto,

non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.


Paolo, I Cor 7-10

[…] alcuni, fino ad ora abituati agli idoli, mangiano le carni come se fossero sacrificate agli idoli, e così la loro coscienza, debole com'è, resta contaminata. Non sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio: se non ne mangiamo, non veniamo a mancare di qualcosa; se ne mangiamo, non ne abbiamo un vantaggio. Badate però che questa vostra libertà non divenga occasione di caduta per i deboli. Se uno infatti vede te, che hai la conoscenza, stare a tavola in un tempio di idoli, la coscienza di quest'uomo debole non sarà forse spinta a mangiare le carni sacrificate agli idoli?


PREDICAZIONE

Riflessione di Stefano

L’idolatria viene duramente punita perché in gioco c’è la sopravvivenza del popolo. Infatti credere all‘idolo significa rinnegare l’Alleanza con Dio e imporre al fratello e alla sorella un fratricidio che esprime il mito della razza, secondo una logica dell’utile e della concorrenza generatrici della guerra e del male di vivere.

Tramite gli idoli viene annientato il patto sociale, sostituito da quello che esprime la relazione oppresso-oppressore che prescrive la logica dello scarto.

Quando si casca nella sua rete seduttiva, perché promette il potere dell’immortalità dell’io, un indicatore da osservare accade quando ci pensiamo come l’inizio, la causa iniziale di un processo.

Come se fossimo gli unici protagonisti di ciò che è accaduto. Questa è una leadership dell’io, mentre quando l’inizio non lo poniamo all’interno della nostra testa, ma lo pensiamo come se provenisse dall’esterno, in questo caso la leadership diventa gruppale, affidata al noi. Dove il noi comprende tutto il Vivente.

Certo i meriti e le colpe continuano ad esistere, quindi è vero che siamo responsabili di ciò che ci accade (un intuizione è la conseguenza per come siamo stati giudicati secondo l’esito di una prova avvenuta nella Ragione del Cuore) ma questo non esclude che siamo partecipi dei processi che hanno inizio fuori di noi.

Solo se siamo stati superbi (questo accade nell’idolatria), una volta rialzati e liberati dall’Amore Divino per la Bellezza, che fuoriesce dalla Coscienza Cristica della Ragione del Cuore, possiamo trasformare quella stessa forza che investiva la nostra immagine allo specchio, per la fedeltà al Patto, al timore di Dio e per l’amore verso il Vivente.


Riflessione di Antonella

Nel secondo brano di oggi, Paolo sembra dare prova di una elasticità mentale che, da inesperta, un poco mi sorprende. In una città come Corinto i cristiani avevano dei problemi anche a tavola perché non esisteva una macelleria normale, laica, ma quello che per noi è il macello coincideva con la ritualità dei templi dove si uccidevano le bestie per i sacrifici, per cui quella carne era considerata sacra alla tale o tale divinità. Considerato il valore del “mangiare”, nella mentalità di quei tempi, consumarla voleva dire partecipare in tutto e per tutto al culto degli dei. Nel momento in cui non si crede più alla loro esistenza il problema era superato, la carne era solo carne. Allora mi sembra interessante l’atteggiamento di Paolo che malgrado quel “noi sappiamo” ben ribadito – come a dire “chiaro che il problema non esiste” non fa delle proprie convinzioni una bandiera, ma osserva che in ogni caso l’attenzione alla percezione degli altri, in questo caso a chi non ha la capacità di distinguere, è fondamentale: una discussione morale richiede sempre la relazione, l’interrogarsi a vicenda con gli altri con cui viviamo. Questo mi sembra importantissimo non solo e non tanto in relazione alla questione che ho posto spesso, di come comunicare una fede diversa; ma anche in relazione alla necessità di evitare che la fede diventi religione e la religione idolatria, un rinchiudersi autoreferenziale in una tradizione (o convinzioni) venerate “in quanto tali”. Perché credo che, tra i vari idoli che può crearsi l’essere umano di oggi, c’è anche una religione utilizzata per mettere a tacere la coscienza critica, e la capacità di pensare. Questo il primo punto. Un altro punto, un’altra possibile forma di idolatria, mi è venuta in mente negli ultimi giorni: un’idolatria del lavoro, un’idolatria della professione, che viene fuori forse solo in certi ambienti, come in quello in cui lavoro io, ma è ugualmente pericolosa perché può portare a un culto di se stessi e delle proprie capacità di brillare, o addirittura al culto di un certo settore, e solo quello. Venendoci a contatto, e in modo anche un po’ doloroso, mi sono sentita fortunata a non avere avuto chissà che successo; si comprendono forse, pur faticando, alcune cose fondamentali. Restare umani significa anche evitare di farci questo tipo di idoli, non solo la ricchezza o il potere, ma perfino la cultura; trovare la capacità di essere liberi da ogni forma di schiavitù a quello che, come la fede religiosa o la conoscenza, in realtà dovrebbe arricchire la nostra vita e non assoggettarla.


INTERVENTI LIBERI


T. Su quale pietra costruiremo la casetta

dei nostri anni e dei nostri giorni?


1. Tu sei la roccia dei nostri deboli cuori,

sei il sole sempre giovane che dà calore.

Sei un Dio che chiama, che ci invita

a continuare i giorni e l’opera della creazione.

Anche se spesso per noi è difficile vederTi,

crediamo che sei il Dio che non abbandona.


2. Ti preghiamo per tutte le religioni del mondo

e Ti ricordiamo tutte le chiese cristiane:

liberate da tanti idoli, possano diventare

luoghi di libertà e cantieri di liberazione.


1. Abbiamo bisogno di Te per seminare amore,

abbiamo bisogno di Te per amare la vita.

I profeti e Gesù ci hanno parlato di Te

e noi stiamo imparando a fidarci della Tua parola.


2. Troviamo nel profondo dei nostri cuori

la lotta tra l’amore e l’indifferenza,

tra le false sicurezze e le domande aperte.

Aiutaci a scegliere con tanta fiducia

le vie della nonviolenza e della pace,

a non temere l'incertezza e il dubbio che fa crescere.

Il Tuo soffio che rinnova ogni cosa

inondi di vita tutte le chiese cristiane.


T. Quando ormai la congiura dei capi politici e religiosi lo stringeva da

ogni parte, ancora una volta Gesù era a tavola con i suoi amici e le sue amiche.

Volle mangiare con loro, come tante volte aveva fatto con gioia, dai giorni in

cui si erano incontrati. “Ecco, disse, questo pane spezzato è il segno della mia

vita. Quando farete questo, ricordatevi di me, di ciò che ho fatto, di ciò che

vi ho insegnato”. Poi, dopo aver ancora una volta alzato gli occhi al cielo per

benedire Dio, fonte di ogni bene, prese la coppa del vino, ne porse da bere a

tutti dicendo: “Questo calice è il segno di un’amicizia con Dio che non finirà

mai. Quando vi radunate per questo pasto, aprite i vostri cuori al giorno in cui Dio

 realizzerà il grande convito di pace e di giustizia per tutti i popoli e tutto il creato.

 Aspettatelo operosamente: Dio non delude”.


P. PREGHIERA DI CONDIVISIONE


COMUNIONE


PREGHIERA SPONTANEA


PADRE NOSTRO


BENEDIZIONE FINALE

1. “Figlio mio, figlia mia:

non sopportare più i faraoni,

non erigere muri nel tuo cuore,

guardati dagli idoli e ama la vita.

2. Cammina al mio cospetto.

Ricordati della mia parola,

tienila davanti ai tuoi occhi:

riponila con cura nel tuo cuore

e sia per te il cibo del cammino”

1. O mio Dio, accompagnami nel cammino,

tienimi libero, libera dagli idoli:

ho bisogno della Tua mano.

2. Accompagna le persone che zoppicano,

che cadono, che non sanno dove aggrapparsi.

T. “Figlio mio, fi glia mia:

ti darò la mia mano,

ma tu ricordati di porgere la tua

là dove si lotta, dove si prega,

là dove si costruisce fraternità e sororità.

Non sono il Dio soltanto tuo,

sono il Dio dell’umanità e del mondo”.


Per la Comunità di Base di Pinerolo, Via Città di Gap

Stefano Bianco-Antonella Ippolito 22.05.2022