Toilette: non c’è obbligo nei supermercati
La segnalazione arriva dalla mamma, nonese, di un bambino di 10 anni. Mentre si trova in un negozio di medie dimensioni, suo figlio ha necessità di recarsi ai servizi: «Mi fiondo alla cassa e chiedo di poterli utilizzare per urgenza del bambino. Mi rispondono che lì non ci sono e di rivolgermi al supermercato accanto». Recatasi al secondo esercizio commerciale «mi viene detto che il bagno è inagibile. Non posso accettare questa situazione, per cui torno al primo negozio e chiedo ulteriormente conferma che non ci siano dei bagni, dichiarando che il bambino ha un bisogno impellente e che è disabile. A quel punto viste le loro facce infastidite esco dall'esercizio commerciale; uno dei due commessi mi segue, dicendomi che se è necessario potrebbe usare il wc del personale». La domanda della signora rimane: «Al di là della gentilezza o meno del singolo dipendente, qual è la normativa a riguardo?».
Ci siamo informati. In realtà, la legge non prevede l'obbligo del bagno per il pubblico ai singoli esercizi commerciali, di qualunque dimensione essi siano: «L'obbligo sussiste soltanto per bar, ristoranti e pizzerie, o nel caso di centri commerciali, cioè luoghi dove vi siano più attività differenti, come ad esempio Le Due Valli a Pinerolo o il Basko a S. Secondo, che contengono all'interno più negozi», chiarisce Daniele Paschetto, consulente per la sicurezza sul lavoro. I negozi, invece, compresi i supermercati, devono garantire soltanto i servizi igienici per i propri dipendenti «e la gentilezza di far usare un bagno del personale al pubblico, in realtà, sarebbe una contravvenzione della norma stessa».
LAURA MINOLFI, L’Eco del Chisone 11 maggio