mercoledì 25 maggio 2022

«Non concedo niente a Putin, eppure le responsabilità americane ci sono. Perché non si può dire che gli Usa fanno una guerra per procura?»

Ettore Buffalo

 

«Io non concedo nulla a Putin e sul nostro giornale avevamo già segnalato più di tanti altri, che cosa avevano fatto i russi in Siria distruggendo Aleppo, una delle città più antiche del mondo. Eppure le responsabilità degli Stati Uniti esistono, assecondate dal nanismo dell'Europa sull'ex blocco comunista e sul Nord-Africa. L'accerchiamento nei confronti di Mosca c'è stato, eccome, anche se non può certo giustificare l'aggressione. Se fossi statunitense, voterei per i democratici, ma non posso dimenticare che sono stati proprio loro i più ostili a Putin. Tutto ciò è cominciato con Hillary Clinton segretario di Stato di Obama: non glielo perdonerò mai. Così come non accetto che non si possa dire che gli Stati Uniti stanno facendo una guerra per procura: anche questo serve per capire la situazione».

Si può rimediare? «Dipende da noi europei. Gli Stati più forti della Ue devono muoversi: non mi piacciono una Polonia o un'Ungheria che vanno da sole, ma neppure una Germania che fa la stessa cosa. Da questa guerra sorgerà un vento nazionalista che potrebbe essere letale. Putin, intanto, ha già 'perso' gli ucraini: l'odio durerà per generazioni. Ciò che temo di più è che i primi vent'anni di questo secolo diventino come i primi venti del secolo scorso. Sento troppe voci sferraglianti che premono per una nuova "Guerra fredda", per una divisione radicale del mondo in tanti pezzi gli uni contro gli altri armati. E poi c'è l'Onu, che vede tutto, ma è bloccato da vecchi veti e da vecchi schemi. Non abbiamo saputo costruire nulla di alternativo allo scontro armato di uomini e donne, sì oggi anche di donne, contro altri uomini e donne».

 

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