Su RAI 2 Pentecoste insieme, cattolici e valdesi
Una puntata del programma "Protestantesino" sarà registrata sabato 21 a Pinerolo, e trasmessa il 5 giugno su RAI2, in occasione della celebrazione della Pentecoste. Si tratta di una produzione internazionale che coinvolge anche Francia, Svizzera francese, Olanda e Belgio.
Il programma racconta culti in eurovisione dei maggiori momenti liturgici: Natale, Pasqua, Pentecoste, la domenica della Riforma. «La redazione internazionale ha scelto Pinerolo perché laboratorio di ecumenismo riconosciuto a livello internazionale» spiega il pastore Gianni Genre.
Alle 9 in duomo sarà celebrata dal vescovo Derio Olivero la messa pentecostale a seguire sarà celebrato alle 10 il culto nel tempio valdese.
Una delegazione di valdesi porterà il vino alla messa cattolica e successivamente una delegazione di cattolici porterà il pane al tempio. È lo scambio del pane e del vino che solitamente avviene in occasione della Pasqua.
La predicazione sarà congiunta dal pulpito del tempio.
Durante lo spostamento dalla cattedrale al tempio (che distano poche centinaia di metri) si sosterà davanti al monumento dedicato a tutte le vittime dell'intolleranza e della violenza, perpetrate anche nel nome di Dio, opera dello scultore austriaco Gerald Brandstötter. Lì insieme sarà fatta la confessione del peccato e l'ammissione di grazia.
«Sono onorato che sia stato scelto Pinerolo - spiega il vescovo Derio che è anche presidente della Commissione per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI - che ha una lunga storia di ecumenismo. Particolarmente significativo è che questo momento coincida con la celebrazione della Pentecoste, che circonda l'unione nella diversità. Sono infatti diverse la storia, i riti, la dottrina, le abitudini, ma la Pentecoste ci richiama allo stesso spirito e all'unità in Gesù cristo. E percorrere insieme un cammino di comunione».
«Lo scambio del pane e del vino è venuto già in molte occasioni a Pinerolo e ripreso dal discorso di Papa Francesco in visita al tempio di Torino del 2015. L'idea nacque a Pinerolo anni fa, quando si pensò di riproporre il gesto da un episodio riportato da Eusebio di Cesarea, erudito e biografo di Costantino. Significa riconoscere pienamente di essere di Cristo» conclude Genre.
PAOLA MOLINO, L'Eco del Chisone 11 maggio