SE UNA REGOLA C’È
G. Oggi ci ritroviamo ancora insieme per lodare Dio che è sorgente delle nostre vite e cercare di ricavarne l’energia per rimetterci in viaggio con una rinnovata fiducia. Non sappiamo come, non sappiamo dove, ma sappiamo che è con noi e che ci accompagna. E sappiamo anche che il nostro condividere la fede, con le sue difficoltà ed i suoi momenti di forza, è il primo passo per realizzare quell’altro mondo possibile che Gesù ci ha indicato.
Sarebbe bello avere, per questo, una ricetta pronta, una serie di istruzioni da seguire ciecamente, come per il montaggio di un mobile. Qualche volta, è quello che si vorrebbe da noi credenti. Ma la realtà, complessa come è, sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione, e ci spiazza. Vogliamo chiedere a Dio anche la capacità di discernere, con consapevolezza, coscienza, e coraggio.
Non è forse la tua parola, o Dio,
come fuoco che fa ardere e riscalda?
Forse la tua parola non è anche
come un martello che frantuma la roccia?
2. Quando Tu dici una parola, una sola,
noi ne udiamo due, tre, mille...
perché, se percuotiamo la pietra dei testi antichi,
Tu ci regali infinite scintille di luce.
Letture
bibliche
Salmo 119, 1-8
1 Beati
quelli che sono integri nelle loro vie,
che camminano secondo la
legge del Signore.
2 Beati
quelli che osservano i suoi insegnamenti,
che lo cercano con tutto
il cuore
3 e
non commettono il male,
ma camminano nelle sue vie.
4 Tu
hai dato i tuoi precetti
perché siano
osservati con cura.
5 Sia
ferma la mia condotta
nell'osservanza
dei tuoi statuti!
6 Non
dovrò vergognarmi
quando considererò
tutti i tuoi comandamenti.
7 Ti
celebrerò con cuore retto,
imparando i
tuoi giusti decreti.
8 Osserverò
i tuoi statuti,
non abbandonarmi mai.
Luca
6, 1-11
1 Un
giorno di sabato passava attraverso campi di grano e i suoi discepoli
coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. 2 Alcuni
farisei dissero: «Perché fate
ciò che non è permesso di sabato?». 3 Gesù
rispose: «Allora
non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i
suoi compagni? 4 Come
entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne
diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai
soli sacerdoti?». 5 E
diceva loro: «Il
Figlio dell'uomo è signore del sabato».
6 Un
altro sabato egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora
c'era là un uomo, che aveva la mano
destra inaridita. 7 Gli
scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di sabato,
allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui. 8 Ma
Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all'uomo che aveva
la mano inaridita: «Alzati
e mettiti nel mezzo!». L'uomo, alzatosi, si mise nel punto
indicato. 9 Poi
Gesù disse loro: «Domando
a voi: È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male,
salvare una vita o perderla?». 10 E
volgendo tutt'intorno lo sguardo su di loro, disse all'uomo: «Stendi
la mano!». Egli lo fece e la mano guarì. 11 Ma
essi furono pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che
avrebbero potuto fare a Gesù.
Riflessione di Antonella
I discepoli di Gesù si sono comportati nel modo tipico di un gruppo itinerante che si approvvigiona con quello che trova. Attraversando campi di cereali, hanno strappato spighe per mangiare, il grano fresco ha un buon sapore e cosa vuoi che sia qualche spiga, non danneggerà certo l’intero raccolto. Ma così facendo vuol dire che si sono preparati il pranzo, e non è ammesso, di sabato: il pasto si prepara il giorno prima! Di qui la critica a cui Gesù, nella forma rabbinica della contro-domanda, risponde a partire dal testo del primo Testamento che narra come Davide e i suoi compagni, in fuga dinanzi a Saul, ricevano per calmare la loro fame i cosiddetti "pani di proposizione" destinati ai sacerdoti. L'esempio apparentemente non calza bene perché la trasgressione non concerne il lavoro vietato ma il mangiare qualcosa che appartiene alle offerte, la situazione di Davide è molto più seria: però c'è un punto comune. Nei due casi, la fame viene calmata mediante il superamento di una prescrizione legale. L’evangelista suggerisce: se Davide, per aiutare i suoi compagni, ha potuto trasgredire una prescrizione, quanto più può farlo Gesù se la legge non è conforme alla vita e al bene dei discepoli? Luca riporta anche un’altra controversia che riguarda ancora la legge del sabato, in una scena che si svolge non più in campagna ma nel cuore della pietas giudaica, cioè nella sinagoga. Qui, il confronto avviene direttamente tra Gesù e i suoi avversari, mentre un ammalato fa quasi solo da strumento: l’uomo con la mano paralizzata è solo lì presente, non va a chiedergli di essere guarito. È possibile che in origine un racconto di miracolo sia stato sviluppato in un racconto di controversia sul sabato diventando così una storia in cui la guarigione è messa a servizio della discussione: il testo mette subito in chiaro che la questione riguarda di nuovo il sabato (“un altro sabato…”) e dunque esplicita subito il legame con il problema di fondo, Nel racconto di Luca, Gesù guarisce la mano paralizzata dell’uomo che non a caso è la destra, quella dell’azione che permette di impegnarsi nel creato. Più tardi, la comunità giustificherà la propria pratica ricorrendo all'idea di un superamento delle leggi dell’ebraismo, ma si tratta, come sappiamo, di una deriva, tanto più che c’erano discussioni tra le scuole rabbiniche - per esempio di Rabbi Hillel e Rabbi Shammai - a proposito della possibilità di curare un malato o aiutare di sabato in caso di grave pericolo. Gli si sarebbe potuta muovere la stessa critica che si muove, oggi, agli ambienti dei “cattolici del dissenso”: allora vuoi riscrivere la legge a modo tuo? La vuoi eliminare perché non ti conviene? Se ti consideri credente, la regola è quella, punto: o sei dentro, o sei fuori. Eppure Gesù non fa che ripensare: non è questione di soppressione di una legge ma della sua autentica interpretazione, in quanto egli vede il bene dell'essere umano come autentico criterio per interpretare le prescrizioni della Torah e quindi per una vera comprensione della volontà di Dio. Vive la Legge con l’attenzione di un uomo della sua epoca, ma, liberamente prende l'iniziativa e si leva di fronte a ciò che costituisce un ostacolo: l'interpretazione deformante della legge sviata dall'autentico volere di Dio che è il bene dell'uomo. Ha la capacità di andare oltre quando è veramente necessario per le persone che incontra.
Veniamo al punto… qual è il rapporto del cristiano con le innumerevoli leggi del sabato che si sono stratificate nei secoli e che adesso determinano l’esclusione di persone vive dalla comunità, o l’esclusione di sacerdoti e teologi colpevoli di avere infranto una prescrizione? Come intendere il rapporto con una chiesa-club con determinate regole a carattere più legale che umano? Le regole si scelgono per amore, si sente spesso dire con un ragionamento piuttosto contorto, e servono a indicare la via per una vita ordinata evitando il disordine che è fonte di tutti i mali. Sempre che le espressioni “ordine” e “disordine”, se applicate alla realtà umana, abbiano un senso.
C’è un manoscritto del vangelo di Luca che, spostando il versetto 5 in avanti (dove, non è importante in questo momento) ha messo al suo posto un agraphon, una frase di Gesù “non scritta”, assai interessante anche se la sua autenticità non è accolta da tutti: Nello stesso giorno, egli vide un uomo che lavorava di sabato e gli disse: Uomo! Se sai ciò che fai, sei beato; ma se non lo sai, sei maledetto e trasgressore della Legge. Io la leggo così: sappi quello che fai, sii sempre consapevole dell’uso che fai della tua libertà. Se hai chiaro perché agisci, non avere paura. La libertà rispetto alla regola non è semplice ribellione, fine a sé stessa, o per il gusto di provarci. È riflessione. Riflessione anche sul fatto che la vita, la vita vera delle persone vere, è disordine, è sorpresa e non si lascia incapsulare in nessuna serie di prescrizioni – tranne una: ascolta tuo fratello, mettiti al suo posto, chiediti perché agisce e com’è la sua esperienza di ogni giorno, potrai scoprire cose che non ti aspetti.
Interventi liberi
L. Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire sì che lo possiamo eseguire?” Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica. (Dt30, 11-14).
1. Tu ci
conduci verso la sapienza più profonda:
non è importante aver chiarito ogni cosa.
La Tua parola non è il faro che elimina ogni dubbio,
che dissipa ogni tenebra e dilegua ogni incertezza.
2. Ma con essa Tu porti nei nostri cuori
una fiamma e ci inviti a tenerla accesa.
tu sei il Dio che ci avvolge nel Suo amore:
ci coinvolgi nel sogno di un mondo di giustizia.
1. Noi siamo
semplicemente quello che siamo,
uomini e donne di questo tempo difficile,
in cui persino la fede è usata
per metterci gli uni contro le altre.
2. Ci basta sapere che non è possibile,
perché Tu non escludi nessuno
e raccogli e valorizzi il più piccolo frammento
della nostra vita davanti a Te.
G. Gesù era a tavola con i suoi amici e le sue amiche. Egli era ben consapevole della congiura che si stava organizzando contro di lui e il suo cuore faceva i conti con la paura. Voleva lasciare ai suoi amici e alle sue amiche, in quella sera e in quella cena di intimità, qualcosa di più di un ricordo, di un segno.
T. Sulla mensa c’erano pane e vino. Gesù alzò gli occhi al cielo come spesso faceva nei giorni della sua vita e, dopo aver benedetto il nome santo di Dio, prese il pane, lo spezzò, lo divise dicendo: “Prendete e mangiate. Questo pane condiviso sia per voi il segno della mia vita. Quando farete questo, lo farete in memoria di me, di ciò che ho fatto e detto”. Poi prese la coppa del vino e disse: “Questo calice sia per voi il segno di un’amicizia che Dio continuamente rinnova con tutta l’umanità, con tutto il creato”.
P. Preghiera
di benedizione
Comunione
Preghiere
spontanee
Padre nostro
Benedizione finale
Sussurra al
nostro orecchio parole nuove,
Tu che sei il Dio sempre sorgivo di
vita!
Soprattutto falle penetrare nel nostro cuore di pietra,
perché fioriscano le scelte e le opere di Gesù
anche nella nostra esistenza di tutti i giorni.
Per la
Comunità Cristiana di Base di Pinerolo, Via Città di Gap
Antonella Ippolito, 16.10.2022