lunedì 24 ottobre 2022

LA CHIESA PERDE PEZZI

 "....Ci si lascerebbe sfuggire l'importante novità di quel mondo di valutazioni e di comportamenti pratici che si viene manifestando nel popolo dei credenti in maniera sempre meno facilmente contestabile, se ci si limitasse a qualificarli, come fino ad ora hanno fatto molti sociologi, come altrettante forme dell'allontanamento o dell'uscita dalla comunità ecclesiale, o in generale dall'ortodossia e dalla pratica cattolica.

Bisogna invece rendersi conto che siamo di fronte, come ho già osservato, ad una specie di scisma. Non è uno scisma istituzionale, ossia tale da assumere, come è avvenuto spesso in passato, la forma di una società ecclesiale separata dalla Chiesa Cattolica e storicamente istituita. E' piuttosto un distacco,  semplicemente nascosto, o sommerso, di molti fedeli dalla soggezione agli insegnamenti della gerarchia ecclesiastica della quale non si accettano più posizioni dottrinali o pratiche pastorali che si ritengono fuori dal tempo e dallo spazio della scienza; o, con espressione più precisa, inadeguate ad accogliere significati e valori dove la cultura meno contestabile di oggi non pare in contrasto con una presa di coscienza più autentica dei principi cristiani".


Pietro Prini, Lo scisma sommerso, Garzanti editore 1999, pagina 78.


Nota:

Queste riflessioni precise e documentate che Pietro Prini concepì ben 40 anni fa e sembrano scritte stamattina, furono messe per iscritto parecchi anni dopo nel libro che uscì nel 1999. Dopo alcune discussioni nel mondo intellettuale cattolico, questa opera, acuta analisi, venne completamente dimenticata e ora nella chiesa, sepolto Pietro Prini, molti condividono le sue analisi, ma quasi nessuno prende di petto le questioni che lui sollevava. Forse fra 20 anni qualcuno se ne ricorderà e lo scisma sommerso di cui Pietro Prini parlò, è esploso proprio 40 anni fa quando lui ne parlava con grande fede e lucidità.

Davvero la chiesa istituzionale non sa e non vuole ascoltare le profezie che in questo caso si sono verificate addirittura con anticipo.


Aveva ragione Gianni Vattimo nel definire "scandaloso"questo libro che poteva rappresentare una ventata di aria fresca anche per la cultura laica abituata ormai a mummificare il senso del cristianesimo in alcune norme di umano, troppo umano buon senso, e in richiami ad una generica, troppo generica carità"

Franco Barbero