P-E-R-S-E-V-E-R-A-R-E !
P. Saluto all’assemblea
G. Che bello rivederci per “costruire” insieme questa celebrazione di lode a Dio, per confrontarci, per ascoltarci, per crescere nella fede e nelle nostre relazioni. Noi arriviamo qui con le nostre gioie, con le nostre lacrime, con le nostre fatiche, con i nostri affanni, con i nostri affetti, le nostre speranze e i nostri progetti. Mettiamo tutto davanti a Dio.
Iniziamo questa celebrazione con un momento di silenzio, per prepararci all’ascolto e alla riflessione.
BRANO MUSICALE: https://www.youtube.com/watch?v=X4b9JLj8BgY
1 O Dio, io guardo con fiducia verso di Te.
Anch’io “corro” verso la Tua parola,
come la cerva anela ai corsi d’acqua.
2 Liberami dalle funicelle delle mie illusioni e, soprattutto, riscalda il mio cuore tiepido:
Tu, fiamma che tieni accesa la mia lampada.
1 Non lasciarci vagare nei sentieri del nulla, non lasciarci accomodare in quell’indifferenza che conduce,
passo dopo passo, all’egoismo.
2 Ti preghiamo perché le apparenze non ci incantino: liberaci dal pericoloso abbraccio delle comodità.
1 Tu sei il Dio che chiama e risveglia. Tu renderai fecondo il nostro albero di vita.
2 Molti sono nella vita i giorni d’inverno
e molti sono addirittura i giorni d’inferno
per le guerre, le violenze, le discriminazioni.
1 Non lasciare che ci abituiamo all’iniquità e infondi nei nostri cuori tanta sete di giustizia.
2 Aiutaci a modellare in noi un cuore nuovo che ogni giorno si riaccenda come il sole.
LETTURA BIBLICA
Luca 21,5-19
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
COMMENTO
«Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita» (Lc 21,19): così termina l'insegnamento di Gesù, detto con il linguaggio tipicamente apocalittico.
L’evangelista Luca, che scrisse intorno all'85-90 circa, utilizzando, come l'autore del Vangelo secondo Matteo, il Vangelo secondo Marco (scritto intorno al 70) per la propria cronologia e la fonte Q per molti degli insegnamenti di Gesù, mette in bocca a Gesù parole profetiche: parla della distruzione del tempio di Gerusalemme, avvenuta durante la guerra giudaica dell'anno 70 d.C. (cfr Lc 21,6); avverte sulla venuta di falsi predicatori, che parleranno in suo nome per glorificare se stessi e annunziare le date della fine del mondo (cfr Lc 21,8); parla anche di guerre, terremoti, carestie, epidemie e spaventosi fenomeni naturali provenienti dal cielo (cfr Lc 21,9-11). Conclude ricordando prigioni e persecuzioni che affliggeranno i suoi discepoli, e si avvereranno nel periodo delle prime comunità cristiane (cfr Lc 21,12-17).
Tutto ciò è già capitato in epoche passate e si replica al giorno d'oggi.
Luca sta evangelizzando una comunità perseguitata, impressionata dalla distruzione di Gerusalemme e del tempio, impaurita dall'ondata di odio scatenata da Nerone.
“Siamo perduti?”, si chiedono i suoi discepoli, “È la fine?”
Non ce lo chiediamo mai?
Dopo la paura del Covid, dopo quella sui vaccini; davanti agli scenari di guerra, non solo dell'Ucraina, davanti ad una crisi energetica dove tutti, ormai, siamo interdipendenti; girando sui social, davanti all'impoverimento di valori, di pensiero, che sta svuotando il nostro Mondo.
E se Dio si fosse sbagliato? E se la vita fosse davvero un coacervo inestricabile di luce e di tenebre che mastica e tritura ogni emozione e ogni sogno? E se Dio - troppo Buono! - avesse esagerato con l'idea della libertà degli uomini e del fatto che l'uomo può farcela da solo? Che peso hanno le nostre piccole comunità, travolte dalla rabbia, dalla violenza, dal vittimismo di un mondo sempre più contrapposto?
È la fine? Dobbiamo arrenderci?
Non si tratta di fare calcoli esoterici sulla fine del mondo giocando agli indovini. Si tratta, invece, di guardare in faccia la realtà presente e di assumerci in essa le nostre personali e comunitarie responsabilità.
Attenzione!!! L’intenzione del brano evangelico di oggi non é quella di parlare della fine ma del fine, non del clamoroso collasso del mondo ma del senso della storia.
Nell'attuale contesto siamo invitati a perseverare.
Per intender meglio il senso del verbo "PERSEVERARE" è possibile decifrare ogni lettera con una parola chiarificatrice del suo significato.
"P" come "Parola"
La perseveranza si basa sulla fiducia che la Parola di Dio è efficace, è la luce che illumina il cammino della nostra vita.
La Parola di Dio custodita nel cuore e nella mente, grazie all'impegno della lettura orante quotidiana, ispirerà e dirigerà azioni anche in mezzo ai conflitti.
"E" come "Esercitazione"
La perseveranza richiede l'impegno di esercitarsi a lavorare senza starsene a guardare, vivendo nell'ozio, aspettando l’intervento di Dio che viene a risolvere tutti i problemi con miracoli, senza contribuire all'ardua fatica per il sostentamento quotidiano delle nostre famiglie e per la promozione della giustizia e della pace nella nostra società.
"R" come "Resilienza"
La perseveranza richiede una buona dose di resilienza, per procedere a testa alta, di fronte ad alcuni che vogliono mettere a tacere la nostra voce quando mettiamo in discussione i loro atteggiamenti egoistici e non rispettosi verso la dignità di tutti, specialmente dei più poveri, dei più piccoli e dei sofferenti.
"S" come "Spirito Santo”
L'evangelista Luca non cita esplicitamente lo Spirito Santo. Ma l'evangelista Marco, nello stesso contesto del discorso escatologico di Gesù scrive: «Non sarete voi a parlare, ma lo Spirito Santo» (Mc 13,11).
Lo Spirito Santo non è altro che Dio stesso in quanto si fa vicino a noi per donarci la forza e il coraggio di percorrere la strada che Gesù ha aperto, di vivere come Gesù ci ha insegnato.
Cerchiamo nuovi camini, lasciamoci inspirare dallo Spirito! Rinnoviamo e rinnoviamoci, usciamo dai nostri gusci, lasciamoci prendere per mano dagli ultimi: loro ci indicheranno il cammino.
"E" come "Eliminazione"
Ogni giorno compiamo in noi opere di sradicamento, di eliminazione di tutto ciò che ci allontana dalla giustizia e dall’amore: l’egoismo, l’invidia, un desiderio esagerato del “quieto vivere”, e tanti altre cose.
"V" come "Verità"
Gesù ci invita a mettere i piedi per terra, ad avere uno sguardo realista e sincero sulla storia. Siamo chiamati a camminare nella storia, con tutte le sue tensioni e difficoltà.
L’evangelista ci invita a non essere ingenui, a non andare dietro i falsi profeti che promettono ricette di felicità a buon prezzo.
"E" come Ecoteologia (dal commento di Franco Barbero)
Oggi le chiese cristiane parlano di ecoteologia per dirci che Dio ci chiama a diventare responsabili della "casa comune" che è il mondo, il creato.
È la perseveranza (vers.19) sulla strada di Gesù che crea in noi una prospettiva diversa. Ciascuno/a di noi, nei piccoli gesti di una vita sobria e coerente, può diventare un alleato del Dio creatore, contrastare le pratiche di corruzione e di inquinamento.
Sì, io debbo partire da me, dal cambiamento del mio stile di vita, dalla conversione del mio quotidiano relazionarmi con le cose e con le persone, cercare il bene comune contro il galoppante individualismo.
"R" come "Razionalità"
La perseveranza richiede razionalità, per non lasciarci ingannare da falsi maestri con le loro dottrine e interpretazioni della realtà e della parola di Dio.
Oggi i social network ci offrono innumerevoli influencer e interpreti della parola di Dio e della realtà. Sforziamoci di pensare, riflettere, valutare, discernere la realtà.
"A" come "Attenzione"
La perseveranza richiede attenzione a tutto ciò che accade dentro e intorno a noi. La capacità di avere uno sguardo di fede sulla realtà della vita e sulla storia dei nostri giorni ci aiuta a perseverare nelle scelte quotidiane.
"R" come "Relazione"
La perseveranza si alimenta di gratitudine per il nostro rapporto di comunione con tutti i fratelli e le sorelle. Non siamo soli e l'unità è la nostra forza.
"E" come "Eternità"
La perseveranza ci aiuta ad avere un orizzonte che sa andare oltre quello della nostra morte fisica. La prospettiva della vita eterna, già pregustata qui ed ora, ci sprona a donarci sapendo che siamo così amati dal Padre che «nessun capello del nostro capo andrà perduto!» (Lc 21,18).
Perseveranza è stare sotto, sottomettersi all'amore di Dio per poter così sorreggere il peso degli eventi. E quanto è bello portare gli uni i pesi degli altri: è il segno di una comunità incamminata verso il Padre. Se invece non diamo questa direzione alla vita, anche il più piccolo dolore può diventare insopportabile.
(Dal commento di Vito Calella, riveduto)
Che bella la conclusione del vangelo di oggi, quell'ultima riga lucente: risollevatevi, alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. In piedi, a testa alta, occhi alti, liberi, profondi. Sollevate il capo, e guardate lontano e oltre, perché la realtà non è solo questo che appare: viene continuamente qualcuno il cui nome è Liberatore, esperto in nascite.
Il mondo è un immenso pianto, ma è anche un immenso parto. Questo mondo porta un altro mondo nel grembo. Ma quando il Signore verrà, troverà ancora fede sulla terra? Sì, certamente. Troverà molta fede, molti che hanno perseverato nel credere che l'amore è più forte della cattiveria, che la bellezza è più umana della violenza, che la giustizia è più sana del potere. E che questa storia non finirà nel caos, ma dentro un abbraccio che ha nome Dio. (Ermes Ronchi)
INTERVENTI LIBERI
MEMORIA DELLA CENA
Come potremo, o Dio, scoprire la Tua presenza e vedere la Tua opera in questo mondo in cui occupano la scena tanti Faraoni?
Dove possiamo vedere la Tua mano liberatrice, Dio che cammini con noi eppure Ti nascondi?
Ogni giorno vediamo il trionfo degli arroganti, mentre fiumi di sangue scorrono su tutta la terra.
L. Eccoci ora riuniti e riunite, o Dio di Gesù, Dio che hai un cuore grande come il mondo, per dividere questo pane in cui riconosciamo uno dei Tuoi doni più preziosi. Compiamo questo gesto in memoria di Gesù, vivo presso di Te. Egli ci insegnò la bellezza del darci la mano, del camminare insieme, del condividere in semplicità. Ti preghiamo: fa’ che questo spezzare e questo mangiare il pane della memoria diventino per noi fonte di nuove decisioni sulla via della giustizia e della pace. Ti rendiamo grazie, o Dio della vita, perché ci doni la possibilità di far entrare nei nostri cuori e nei nostri cammini quotidiani lo stile di vita di Gesù, cioè “il suo corpo e il suo sangue”.
PREGHIERA DI CONDIVISIONE
COMUNIONE
PREGHIERE SPONTANEE
L. Insegnami, o Dio, a concentrarmi sull’essenziale.
Anch’io piccola creatura, posso gettare semi di giustizia
dentro e oltre le oscurità che sembrano bloccare ogni sogno,
insegnami a vedere i raggi di sole che si fanno strada verso di noi.
Voglio essere un amico, un Tuo alleato nella cura del creato.
Insegnami a scoprire e a vivere con gioia e con impegno
la compagnia di tutte le creature
per rimuovere qualche ingiustizia
e per far fiorire un po' di giustizia e di felicità. (Franco Barbero)
BENEDIZIONE FINALE
CANTO: Simone Cristicchi – “Abbi Cura di me”
https://www.youtube.com/watch?v=1OEFfarZsS0
Ci sono uomini che combattono un giorno e sono buoni.
Ce ne sono altri che combattono per un anno e sono migliori.
Alcuni combattono per molti anni e sono molto bravi.
Ma c'è chi combatte tutta la vita: questi sono quelli imprescindibili»
(Bertolt Brecht)