martedì 31 gennaio 2023

10 - DIVERSAMENTE CHIESA -  aprile 2013




 

IL VOLTO CONSERVATORE DI PAPA FRANCESCO

"L'omosessualità è sempre esistita. L'isola di Lesbo, per esempio, era nota per ospitare donne omosessuali. Ma non era mai successo nella storia che si cercasse di darle lo stesso status del matrimonio. Veniva tollerata oppure non tollerata, era apprezzata o non apprezzata, ma mai equiparata.

Sappiamo che durante alcuni cambiamenti epocali il fenomeno dell'omosessualità registrava una crescita. Ma nella nostra epoca è la prima volta che si pone il problema giuridico di assimilarla al matrimonio, cosa che giudico un disvalore e un regresso antropologico. Uso queste parole perché il tema trascende la questione religiosa, è prettamente antropologico. Di fronte a un'unione privata, non c'è un terzo o una società danneggiati. Se invece le si attribuisce la categoria di matrimonio e le si dà accesso all'adozione, ciò implica il rischio di danneggiare dei bambini. Ogni individuo ha bisogno di un padre maschio e una madre femmina che lo aiutino a plasmare la propria identità".

(Repubblica 28 marzo)

 

IL CORAGGIO DEL PRETE

"Sono gay. Anzi: sono prete felicissimamente gay". Se quando il 14 febbraio aveva chiesto alla chiesa apertura nei confronti delle coppie omosessuali era scattata la repressione dei superiori contro di lui, adesso che ha dichiarato al mondo cattolico di essere lui stesso omosessuale, apriti cielo! Una rivoluzione di quelle grosse è partita da un piccolo paesino del Lecchese quando don Mario Bonfanti, 41 anni, di Pagnano, frazione di Merate, ha scelto nuovamente Facebook per una delle sue rivelazioni shock. Solo una provocazione o una confessione? Dopo lo scatenarsi dei commenti sul social network il religioso ha spiegato il perché del suo gesto: "Perché, come scrive Margherita Graglia nel suo magnifico libro Omofobia, il silenzio è una sottile e gravissima forma di omofobia. E purtroppo spesso la chiesa cattolica su questi temi intima il silenzio!". Il suo pensiero era stato giudicato intollerabile dalla Curia Milanese guidata dal cardinale Angelo Scola, esponente di Comunione e Liberazione. E così il sacerdote che da tempo si era espresso a favore dell'integrazione da parte della chiesa verso certe categorie emarginate, quali gli omosessuali e le persone divorziate, dal primo marzo è stato sollevato dall'incarico di occuparsi della parrocchia di Perego.

 

UNA ECCELLENZA ITALIANA

A Brescia, in Val Trompia, c'è il più grande distretto mondiale di armi leggere. Qui si producono quelle dei tiratori olimpici, ma anche quelle usate in molte stragi e negli eserciti di numerosi dittatori, vendute senza alcun controllo. Una fiera con 45mila visitatori, un fatturato da 5 miliardi l'anno, un settore in costante crescita. Oltre alla moda e al vino, è un'altra eccellenza italiana, di cui però non si parla. Fucili, pistole, carabine: armi leggere per uso sportivo, oggetto di un colossale export, soprattutto in direzione Stati Uniti. Da qui l'interrogativo: queste potenti armi sono da considerarsi strumenti sportivi o no? Intanto il ministro degli Esteri dimissionario, Giulio Terzi di Sant'Agata, ha fatto approvare una clausola nel trattato internazionale dell'Onu sul commercio estero. Il codicillo esenta dai controlli introdotti per le esportazioni tutte le «armi usate per attività ricreative, culturali, storiche e sportive».


(continua)