11 - DIVERSAMENTE CHIESA - maggio 2013
RICORDIAMO DON MAZZI
Don Enzo Mazzi (11 marzo 1927 – 22 ottobre 2011), fu parroco nel quartiere Isolotto a Firenze, dove esercitò la sua azione pastorale aderendo radicalmente alle istanze rinnovatrici alimentate dal concilio Vaticano II.
“Se n'è andato più di un anno fa al "porto" che tutti e tutte accoglie. Non ascoltiamo più la sua voce, ma le sue parole, la sua testimonianza, il suo sguardo sempre "aperto all'oltre" restano incancellabili non solo per la comunità dell'Isolotto. Profeta limpido ed appassionato di quella umanità alla quale il presente non basta, era una sentinella con i piedi ben piantati sulla terra e il cuore ben attento al presente. Non cercò mai ripari religiosi o ecclesiastici per rimanere ben esposto e disponibile ai venti della storia. La sua memoria ci invita a proseguire verso l'oltre del regno in cui Dio e la creazione si abbracciano teneramente”.
Franco Barbero
IL PRETE CHE BENEDICE IL FURTO
Ora lo chiamano «il parroco Robin Hood», ma lui, don Enrico Torta, 74 anni, non gli dà peso. A Dese, periferia nordest di Venezia, in questi giorni non si parla che del suo invito «a prendere i soldi ai ricchi per darli a chi è in difficoltà». Lo ha fatto dopo il triplice suicidio di Civitanova Marche, marito e moglie in profonda crisi economica trovati impiccati, e il fratello di lei, che appena saputo, si è ucciso gettandosi in mare. «Non capiti mai» ha scritto don Enrico nel bollettino parrocchiale «che un mio parrocchiano sia tentato di uccidersi. Io per primo lo aiuterò a prendere i soldi che gli servono da chi si è arricchito sulla pelle dei poveri, perché sopravviva». E inizialmente aveva perfino usato il termine rubare, poi addolcito con «prendere i soldi».
«Guardi in che società ingiusta viviamo, il denaro non può avere un peso maggiore della vita. Il più delle volte finisce nei paradisi fiscali. E a chi mi dice che questo è far politica rispondo che tutto è far politica, ma il mio riferimento non sono i partiti, è Gesù Cristo, è il Vangelo» s'infervora ora don Torta. Con lui anche monsignor Perini, vicario episcopale della Diocesi di Venezia: «Quando una persona è ridotta agli stenti può appropriarsi di beni altrui e procurarsi il cibo necessario per vivere. Ciò che ruba non è furto, ma l'applicazione del diritto naturale primario».
(Il Venerdì di Repubblica 19 aprile)
TASSE E 8 PER MILLE
“Perché 60 milioni di cittadini italiani sono costretti a versare ogni anno alla Chiesa cattolica, pur non volendolo, una cifra stimabile in almeno 3 miliardi di euro, circa 50 euro a testa? Il parassitismo della Santa Sede ha origine nei Patti lateranensi firmati da Mussolini nel 1929, inseriti nella Costituzione del 1948 per volontà di Pio XII e Togliatti, e rinnovati nel 1984. Massimo Teodori, con il rigore documentario dello storico e la passione civile del laico, attacca al cuore i privilegi ecclesiastici e smaschera i meccanismi occulti di quello che definisce un "esproprio milionario". L'otto per mille fatto pagare con un trucco a tutti gli italiani, gli imbrogli finanziari della banca IOR, sospettata di riciclaggio, fino alla recente esenzione dall'ICI-IMU sono alcuni dei temi che l'autore affronta con chiarezza”.
Massimo Teodori “Vaticano rapace. Lo scandaloso finanziamento dell'Italia alla Chiesa”, Ed. Marsilio, 2013.
(continua)

