giovedì 2 febbraio 2023

 

Comunità  cristiana  di  base  di  via  Città  di  Gap,  Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL’ASCOLTO E DELLA PREGHIERA

N°98 febbraio ‘23

In evidenza:

     INCONTRI COMUNITA’ IN SEDE E SU MEET

- 2, 9, 16 e 23/2 h17:45: gr. biblici in sede

- 5, 12, 19 e 26/2 h 10: eucarestie

- 7, 14, 21 e 28/2 h21: gr. biblici on line

- 24/2 h 18: incontro di preghiera

- 26/2 ore 10:45: assemblea comunitaria

     RECENSIONI E SEGNALAZIONI

- A. Tartaglia, Spaccare l’atomo in quattro…

     SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

- Maria madre di Dio: che perversione!

- Il peccato non offende Dio assolutamente…

- Per non contaminarsi teologicamente

- Il bisogno di un’arte nuova

    DALLA NOSTRA COMUNITA’

- Questa comunità

APPUNTAMENTI COMUNITA’ IN SEDE (v.Città di Gap) E SU MEET

NB: Gruppi biblici: il martedì alle h21 solo on line (colleg. dalle h20:45 meet.google.com/qpe-wfjz-cdp) e il giovedì alle h17:45 solo in presenza, presso la sede di via Città di Gap, 13 a Pinerolo.

Eucarestie: domenica h10 in sede e on line (colleg. dalle h9:45 meet.google.com/vpu-vkkh-wfm).

     GIOVEDI’ 2 FEBBRAIO h17:45 – Gruppo biblico: su Luca 15 (prepara Gilda).

     DOMENICA 5 FEBBRAIO h10/11:30 – Eucarestia (preparano Manuela e Fiorentina).

     MARTEDI’ 7 FEBBRAIO h21 e GIOVEDI’ 9 h 17:45 – Gruppo biblico: su Luca 16 (preparano il martedì Carlo B. e il giovedì Manuela).

     DOMENICA 12 FEBBRAIO h10/11:30 – Eucarestia (prepara Sergio Sp.).

     MARTEDI’ 14 FEBBRAIO h21 e GIOVEDI’ 16 h 17:45 – Gruppo biblico: su Luca 17 (preparano il martedì Franco e il giovedì Valentina).

     DOMENICA 19 FEBBRAIO h10/11:30 – Eucarestia (preparano Anna e Maria Grazia B.).

     MARTEDI’ 21 FEBBRAIO h21 e GIOVEDI’ 23 h 17:45 – Gruppo biblico: su Luca 18,1-34 (preparano il martedì Ines e il giovedì Francesco).

     VENERDI’ 24 FEBBRAIO h18 – Incontro di preghiera

     DOMENICA 26 FEBBRAIO h10/10:45 – Eucarestia breve (preparano Stefania e Esperanza).

     DOMENICA 26 FEBBRAIO h10:45/11:30 – Assemblea di comunità

     MARTEDI’ 28 FEBBRAIO h21 – Gruppo biblico: su Luca 18,35-19,27 (prepara Ines).

ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero

VENERDI’ 24 FEBBRAIO dalle h16,45 alle h18,30 – Corso biblico a Torino: continueremo a discutere sui racconti di miracolo nel vangelo di Luca. L’incontro ha cadenza mensile e si svolge c/o il saloncino della libreria Claudiana (via Principe Tommaso, 1 - Torino). Per informazioni contattare Anna Campora (3487136965) e/o Maria Zuanon (3497206529).

NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

3/2/23 – Incontro su “Fede e Costituzione” a Pinerolo

Venerdì 3 febbraio alle ore 18, presso il “Circolo dei Lettori” di Pinerolo (via Duomo, 1) il gruppo per l’amicizia islamo-cristiana organizza un incontro sul tema “Fede e Costituzione”, per ricordare la Giornata internazionale della Fratellanza umana. Interverranno Derio Olivero (vescovo della chiesa cattolica di Pinerolo), Franco Milanesi (assessore all’istruzione e cultura del comune di Pinerolo), Mauro Pons (pastore della chiesa valdese di Pinerolo), Ciprian Ghizila (pope della chiesa ortodossa di Pinerolo), Roberta Ricucci (prof.ssa del dipartimento “culture, politiche e società” dell’università di Torino), Touria Kchiblou (mediatrice culturale). Porterà la sua testimonianza l’ospite Farzana Amiri (ostetrica, profuga afghana).

24/2/23 – Gruppo di lettura biblica a Torino

Riprende e prosegue l’esperienza di una “celebrazione domestica” e di lettura biblica a Torino, presso l’abitazione di Mario Valsania, già membro della “Comunità Nascente”.

Alcuni membri della citata comunità, con la preziosa aggiunta dell’amico Stefano Peiretti, ministro della chiesa vetero cattolica torinese, hanno scelto di voler proseguire l’esperienza della “lettura della Parola”, unitamente alla celebrazione della “Cena di Gesù”.

Questo momento ha cadenza mensile, solitamente l’ultimo venerdì del mese. I partecipanti si propongono di confrontarsi a partire da letture proposte da Stefano che si arricchiscono nel momento della celebrazione della Cena di Gesù. Pur se si tratta di un’esperienza domiciliare, siamo aperti ad accogliere ulteriori partecipanti nella certezza che una maggiore condivisione non possa che arricchire il respiro di questo momento. Speriamo, quindi, di poter accogliere nuovi soggetti in questa esperienza di lettura condivisa. La sede è presso via Mazzini 28, casa Valsania.

Walter Primo

 RECENSIONI E SEGNALAZIONI (a cura di Franco Barbero)

Angelo Tartaglia, Spaccare l’atomo in quattro. Contro la favola del nucleare

Credo che l'Autore non ha bisogno di presentazione come fisico e ingegnere nucleare e come membro dell'Istituto Nazionale di Astrofisici.

Se credi ancora alle favole del nucleare per il futuro dell'umanità, queste pagine ti dimostrano la inconsistenza di tale Fake News e di tanti luoghi comuni.

(in libreria per Gruppo Abele edizioni, Torino 2022, pp.98, €12)

SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

Maria madre di Dio: che perversione!

Commento a Luca 2,16-21

Lu 2,16-21

16 Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.

17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.

19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20 I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
21 Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

Un dogma senza alcun fondamento biblico

Il primo gennaio per la liturgia cattolica è la festa di "Maria Santissima Madre di Dio". Come inizio d'anno non ci potrebbe essere una festività più deviante rispetto al Vangelo. Per questo mi sento in dovere di dare alcune informazioni di genere esegetico e storico.

Provo sgomento davanti al titolo della "festa" liturgica del 1°gennaio: Maria Santissima Madre di Dio. Per me di "santo, santo, santo" c'è solo Dio. Non mi scosto di un palmo da questa fede che animò tutta la vita di Gesù. Si tratta di una delle tante "stravaganze mariane" solo uguagliata da quelle contenute nella "Salve Regina".

Il processo di iconizzazione dal secondo secolo coinvolse una parte del movimento di Gesù. Verso il 120-135 avvenne, non ancora in tutte le comunità, una rottura profonda con l'ebraismo già sulla figura di Gesù.

Il culto di Maria cominciò a svilupparsi dopo i primi tre secoli e fa parte del culto delle "grandi madri". In questo processo nei secoli successivi Maria di Nazareth dalle "colline della Galilea" sarà sollevata tra le costellazioni celesti come Theotokos, madre di Dio, nuova incarnazione della grande Madre dell'Eurasia, in sostituzione della detronizzata Diana degli Efesini.

Accenni storici

Fu il Concilio di Efeso (431) che definì Maria, madre di Dio. Nestorio, patriarca di Costantinopoli, tentò di opporsi al titolo di Thetokos perché - sosteneva - si sarebbe attribuito a Maria anche la maternità di Dio Padre. 

Il Concilio di Efeso, tra contrapposizioni ed inganni, sconfisse la proposta di Nestorio che voleva chiamare Maria "madre di Cristo" cioè Cristotokos.

"Il 22 giugno Cirillo prese l'iniziativa, riunì nella chiesa di Santa Maria il Concilio, lo dichiarò aperto e ne assunse la presidenza. Per protesta, Nestorio e i suoi si ritirarono dall'assemblea. I delegati papali non erano ancora arrivati. Fu così facile per Cirillo, che voleva il titolo di Madre di Dio , dare lettura di una sua lettera a Nestorio, con la quale gli contestava l'errore... La sera stessa il Concilio fu chiuso tra le urla e le acclamazioni dei fedeli: "Sia lodata la Theotokos e lunga vita a Cirillo".

Il giorno 26 giugno giunsero i vescovi di Siria, cui si unì Nestorio e scomunicarono Cirillo. Il 10 luglio arrivarono finalmente i delegati papali, che aprirono una seconda sessione e scomunicarono Nestorio... In breve: la questione venne decisa dall'autorità imperiale, come era sempre avvenuto da Nicea in poi" (da Marco Vannini, “Il mito di Maria, pg 168).

Cancro del cristianesimo

Da quel momento in poi si diffuse un po' ovunque questa idolatria, questo "cancro del cristianesimo" (Karl Barth) che è la mariologia. Nacque, sulla credulità di tanti cristiani onesti, quel "mercato mariano" tuttora in florida fortuna.

In una chiesa patriarcale una "divinità femminile", cioè una dea, serve da elemento equilibratore e seducente. Fino alle allucinazioni di Radio Maria. 

Si creò l'alibi per formulare la tesi della teologia e religiosità popolare. Sul bisogno reale di una religione più al femminile, la gerarchia ha promosso un devozionalismo che soddisfacesse sentimentalmente il bisogno di una "dea". Non a caso questo avvenne ad Efeso, dove il culto di Diana era stato fiorente.

Nei secoli è diventato evidente come questa esaltazione sovrumana di Maria costituì la giustificazione dell'antifemminismo delle strutture e della teologia. Si determinò infatti l'esaltazione di una donna vergine e madre, asessuata e fuori dalla realtà, a tutto scapito delle altre donne che furono relegate in un ruolo di totale subalternità.

C'è di peggio: questo insistere sulla verginità di Maria deprezzò la vita nelle sue dimensioni affettive e sessuali. Si giunse a dire che Maria vergine era il più alto modello di donna.

E' ovvio che la fede cristiana può prescindere totalmente da queste formulazioni dogmatiche, che non hanno il minimo aggancio e fondamento nelle Scritture, che vengono volgarmente utilizzate per dimostrare i dogmi.

Questo va detto e predicato con piena libertà. Infatti, tanto per restare alla festa odierna, non esiste alcun rapporto tra il testo riportato oggi e la dogmatica mariologica di cui abbiamo piene le orecchie nelle liturgie di queste settimane.

Il testo di Luca è una bella leggenda teologica che, nel linguaggio simbolico vuole mettere al centro il dono che Dio ha fatto all'umanità nella persona di Gesù.

Voglio dire

Noi teologi abbiamo il dovere di attenerci al dato biblico e di mettere a disposizione gli studi storici per far conoscere come si sono formate le dottrine, i dogmi, tra intrecci e calcoli politici, spesso del tutto estranei alla fede e alla Bibbia. Guai a privare il popolo di Dio delle conoscenze storiche serie. Il popolo di Dio sovente crede che ciò che viene detto dal pulpito e citato dalla Bibbia corrosponda alla verità. Questo è il lavoro necessario della interpretazione. 

Inoltre, come cristiano che ama molto la testimonianza di fede di Maria, la madre di Gesù e di altri almeno 7 figli, sposa di Giuseppe, del suo amo soffro per queste mistificazioni.

Amo Maria e posso immaginare il suo itinerario di Madre del profeta sconfitto. Di lei, della sua fede, del suo amore per Giuseppe, della sua radicale fede in Dio ho scritto centinaia di pagine che qui non posso riportare. 

Amo la Maria vera, non la statuina di gesso. 

Amo soprattutto questa donna reale che fece fatica a capire questo suo figlio “pazzo”. 

Amo Maria che, superato lo scandalo della croce, sarà nel cenacolo con i discepoli e con le discepole per diventare una di loro.

Possiamo davvero ricevere una altissima testimonianza di fede dalla vita concreta della donna ebrea Maria senza dover ricorrere a queste "invenzioni" che cancellano la realtà e oscurano il Vangelo.

Malsano umorismo

La nostra fede ha bisogno di una profonda conversione a livello di vita quotidiana e anche a livello teologico.

Alcune "barzellette dogmatiche" e alcuni "dogmi umoristici" vanno lasciati cadere. Dio è la sorgente della vita: come potrebbe avere una madre? Non basta sorridere sulle infinite leggende del passato e dire come dice un mio confratello: " Io predico ciò che piace ai parrocchiani". Questo significa non prendersi dei guai da parte della gerarchia e lasciare i parrocchiani nell'infantilismo catechistico.

Ora tutto questo magazzino di merci scadute va portato al macero, chiedendo perdono al popolo di Dio per le infinite menzogne che abbiamo raccontato per secoli.

Continuare a somministrare al popolo di Dio merce scaduta significa incentivare una religiosità malata e tradire la fiducia che molti credenti ripongono nella chiesa.

Certo è importante fornire i dati che le scienze bibliche oggi ci mettono a disposizione, ma è altrettanto importante rispettare le persone che hanno bisogno di acquisire strumenti, di dialogo e di tempo per prendere congedo da queste "credenze" scambiate per fede. 

Anche nel cammino per un rinnovamento della fede, occorre sempre mettere la centro il rispetto per le persone.

Franco Barbero

Il peccato non offende Dio assolutamente in nulla

Il vangelo racconta che Giovanni Battista, vedendo avvicinarsi Gesù, esclamò: “Questo è l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” (Gv. 1,29).

L’idea del peccato, associata al tempo stesso a quella dell’inferno come punizione per essere una terribile offesa a Dio, è stata uno dei più grandi martelli utilizzato per secoli dalla Chiesa ufficiale per mantenere i suoi fedeli sottomessi, dominati, obbedienti e docili. Niente di più lontano da Gesù Cristo e dal suo messaggio, perché:

Il peccato è semplicemente il male che facciamo a noi stessi, agli altri o al creato, o il bene che non riusciamo a fare a noi stessi, agli altri o al creato.

Il peccato non offende Dio assolutamente in nulla.

Dio non ha bisogno di alcun sacrificio riparatore da parte di nessuno.

La morte di Gesù non è stata un’offerta a Dio per i peccati del mondo.

La morte di Gesù non è stata caricarsi dei nostri peccati come capro espiatorio di un essere umano offerto a Dio per riparare le gravi offese degli uomini contro Dio.

La morte di Gesù non è stata una vittima sacrificale richiesta da Dio per sentirsi soddisfatto delle offese degli uomini. Questo sarebbe essere un dio crudele, tiranno, giustiziere, vendicativo, sadico, che chiede di essere espiato. Già il Salmo 40 (39) lo prediceva così: “Sacrificio e offerta non gradisci… non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato” (v. 7). Il sacrificio per il sacrificio, cioè la sofferenza per la sofferenza è assurdo: non ha senso, ha senso solo in base al servizio verso gli altri, come è stato con Gesù e con tante persone che danno il meglio di sé al servizio degli altri, e specialmente dei più poveri, malati e bisognosi.

L'inferno non è una vendetta di Dio, né un castigo riparatore, perché Dio non ha bisogno di essere riparato in nulla. Il timore di Dio è stato un’invenzione degli uomini. La morte di Gesù è stata un assassinio ordito dalle “autorità” religiose e politiche, in combutta contro di Lui, per aver difeso gli oppressi e denunciato gli oppressori religioso-politici del popolo, che vivevano a spese del popolo, a cui “imponevano grandi pesi senza muovere un dito per aiutarli, che banchettavano magnificamente a spese del popolo, che si facevano chiamare signori”.

Gesù dice: “chi ha visto me, ha visto il Padre” (Gv. 14,9). Pertanto, Gesù è la vera immagine di Dio. Dio è ciò che vediamo in Gesù.

Cosa vediamo in Gesù? Preoccupazione per i malati, per gli affamati, per gli emarginati, per i deboli, per i disprezzati, per gli indifesi, per i vulnerabili.

Cosa vediamo in Gesù? Bontà, tenerezza, comprensione, perdono, fraternità, amicizia, sensibilità, delicatezza, accoglienza.

Cosa vediamo in Gesù? Fame e sete di giustizia, di pace, di uguaglianza, di solidarietà, di verità, di vita, di amore.

Cosa vediamo in Gesù? Onestà, lealtà, misericordia, nobiltà, sincerità.

Tutto questo è ciò che vediamo in Gesù. Tutto questo è ciò che noi dobbiamo essere. Gesù stesso dice: “Io sono venuto perché tutti abbiano la vita e la vita in abbondanza” (Gv. 10,10). La nostra missione in questo mondo è lottare con Lui e come Lui affinché ci sia vita in abbondanza per Tutti gli Esseri Umani e per Tutta la Creazione.

Quindi eliminare il peccato del mondo è eliminare le ingiustizie, la fame, le guerre, la corruzione, la violenza, l’odio, i maltrattamenti, gli abusi, gli inganni, le menzogne, le disuguaglianze, le paure, tutto ciò che fa soffrire l’Essere Umano o il Creato. Tutti questi mali sono il peccato che Gesù è venuto a eliminare dal mondo e che ora è la nostra missione di eliminare. Credere in Gesù è seguirLo per fare in questo mondo lo stesso che ha fatto Lui.

Gesù ha sintetizzato tutto questo in un unico comandamento promulgato per la prima volta nella storia dell'umanità, che ha così formulato: “Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri” (Gv. 13,34), e lo ripete: “Questo è il mio comandamento, che vi amiate gli uni gli altri” (Gv. 15,12). Dove c’è amore, non c'è bisogno di leggi. Dove non c’è amore, non ci sono leggi che valgano.

Faustino Vilabrille (articolo pubblicato il 15/1/23 nel blog dell’autore in “Religión Digital”, www.religiondigital.com. Traduzione a cura di Lorenzo Tommaselli)

Per non contaminarsi teologicamente

Quando scrissi tanti anni fa il libro “Fuori dal mondo non c'è salvezza” (Edizioni Qualevita, una rivista che leggo volentieri con l'Agenda dei giorni nonviolenti), gli Editori s'accorsero delle “eresie” cristologiche contenute da pagina 59 a pagina 99 e il libro scomparve dalla “segnalazione” della editrice stessa. Di tutto puoi scrivere ma non toccare i dogmi!

In realtà ho toccato in quelle pagine scottanti, con una documentazione rigorosa, dei “temi” proibiti e, per salvare la rivista, posso condividere la censura.

Chi volesse leggere queste pagine “proibite” richieda il volume telefonando al 3402441530.

Oggi, padre Spadaro, ha lanciato in TV il suo libro, con tanto di prefazione di papa Francesco. Ha inneggiato ai nuovi linguaggi, ma Giuseppe e Maria non hanno fatto l'amore.

Sapete qual è il rischio? Che si adoperino linguaggi veri, che ridicano il dogma in termini suggestivi e moderni, ma che i dogmi sulla verginità di Maria e sulla divinità di Gesù, “vero Dio e vero uomo”, restino intatti, pur dando l'impressione di veri cambiamenti.

Franco Barbero 

Il bisogno di un’arte nuova

Il Papa ha scritto un invito ad una nuova arte per esprimere la fede. C'è un bisogno enorme di un'arte nuova, che rispetti la storia del Nazareno.

Forse tra gli artisti e le artiste ed esegesi storico-critica non esiste un rapporto solido e argomentato, ma è già un primo passo.

Ecco alcune delle parole di Papa Francesco:

“Come parlare di Gesù? Quale linguaggio usare? Come presentare questo personaggio che ha cambiato la storia del mondo? E' una delle sfide del libro.

Certo non con il linguaggio dell'abitudine. Il linguaggio della vera tradizione è vivo, vitale, capace di futuro e di poesia. Il linguaggio dell'abitudine è invece stantio, noioso, cerimonioso, ovvio.

La Chiesa deve stare attenta a non cadere nella trappola del linguaggio banale, delle frasi che si ripetono in modo meccanico e stanco.

Il Vangelo deve essere fonte di genialità, di sorpresa, capace di scuotere nel profondo. Il peggio che possa accadere è tradurre la potenza del linguaggio evangelico in zucchero filato: attutire l'impatto delle parole, smussare gli angoli delle frasi, addomesticare il senso del discorso.

Quanto sono importanti le parole! Gli artisti, gli scrittori, proprio per la natura della loro ispirazione, sono in grado di custodire la forza del discorso evangelico.

Oggi risuona nel mondo un’“eco di piombo", per usare un'espressione del poeta gesuita Gerard Manley Hopkins.

Faccio un appello: in questo tempo di crisi dell'ordine mondiale, di guerra e i grandi polarizzazione, di paradigmi rigidi, di gravi sfide a livello climatico ed economico abbiamo bisogno della genialità di un linguaggio nuovo, di storie e immagini potenti, di scrittori, poeti, artisti di capaci di gridare al mondo il messaggio evangelico, di farci vedere Gesù".

(da inserto “Robinson” di “Repubblica” del 14 gennaio)

Nota bene: Su questo punto abbiamo molto approfondito in comunità e spero di poter scrivere nei prossimi mesi alcune riflessioni guardando al futuro (Franco Barbero)

Facciamo una riflessione pacata

Se la "Giornata della Memoria" non è diventata festa nazionale è segno che per noi quel fatto della liberazione dei campi di sterminio non ha segnato per noi, ripeto, una vera rottura con il passato.

La "Giornata della Memoria non è diventata una festa nazionale, anzi un giorno festivo per tutta l'Europa. Manteniamo le feste: eccome e, quando vale la pena, aumentiamole e rivediamole.

Pensare che uno Stato laico abbia, su richiesta di papa Pio IX, stabilito la Festa dell'Immacolata concezione (un dogma che ormai la teologia cattolica ha dimenticato e cancellato) mi fa venire i brividi. Al suo posto facciamo la "Festa e la giornata della Memoria". La storia deve sostituire le leggende devozionali. Per i "cattolici (gli altri cristiani non hanno questa leggenda) doc" sarebbe una bella occasione di crescita nella fede adulta e per tutti sarebbe contribuire alla laicità dello Stato e a trasmettere alle future generazioni memorie storiche vere.

Franco Barbero

Lasciate la vostra barca sulla spiaggia

Lasciate la vostra barca sulla spiaggia

Preghiera, amore, spiritualità significano liberarci dalle illusioni.

Quando la religione induce a fare questo, è veramente magnifica!

Quando se ne allontana, è una malattia, una calamità da evitare.

Una volta abbandonate, le illusioni il cuore è libero, fiorisce l'amore.

Solo allora saprete chi è Dio.

Anthony de Mello

DALLA NOSTRA COMUNITA’

Questa comunità

  • Avrei mille cose da raccontare sulla mia vicenda personale, il ricovero ospedaliero e i “lunghi” giorni di cura, ma preferisco dire una grande grazie a Dio, a Fiorentina e a tutti e tutte voi. Grazie perché avete fatto vivere la comunità, mentre il mio apporto era al minimo. Grazie alla comunità di Piossasco, che ha fatto un tutt'uno con Pinerolo, e ancora grazie a molte sorelle e fratelli che hanno fatto rete per sostenere moralmente ed economicamente (è impossibile ricordare tutt*).
  • Ora, come per lunghi anni abbiamo fatto, il futuro della nostra comunità lo decidiamo giorno per giorno.
  • Teniamo gli occhi aperti su ciò che succede nel mondo e documentiamoci: impresa difficile nella babilonia di "notizie" che ogni giorno ci arrivano da molte parti. Dovremmo imparare a discernere in un confronto umile e sincero.
  • Le guerre diffuse e taciute, le armi, i licenziamenti, la sanità pubblica, la scuola: tutto attraversa un periodo di grande incertezza. La stessa chiesa italiana sembra aver dimenticato il Sinodo; mentre la chiesa tedesca vive una stagione di alta tensione con il vaticano  che, a parole, è dialogante, ma nei fatti tiene le chiavi del potere ben salde in mano.
  • Spero proprio che potremo ancora camminare un po’ insieme sulla strada del Vangelo con tanta gioia e tanta fiducia in Dio. Dovrò certamente rivedere la mia tabella di marcia, ma possono comparire, accanto a limiti, nuove possibilità.
  • Ho bisogno di voi, del vostro affetto e del vostro perdono, della vostra saggezza e della vostra “compagnia”. Tutto il resto è nelle mani di Dio.

Franco Barbero

Il nostro notiziario

Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).

 

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