giovedì 9 marzo 2023

CONTINUA LA ""VENDITA" DEI DOGMI

 Ieri, in dialogo con il giornalista Giorgio Zanchini a "Quante storie", il cardinale Ravasi ci ha dato un raro esempio di come si sfugge alle domande serie.

Quando circa 40 anni fa, lessi le tremila pagina dei suoi "Salmi", li apprezzai molto, anche se non erano un'opera originale.

Ieri ha parlato a lungo (tanto che il giornalista lo ha poi portato ad altri temi), del dogma della Trinità e dei vari dogmi cristologici, (completamentre ignaro degli ultimi 60 anni di ricerche storiche ed esegetiche) . Tra  prelati e cardinali va di moda invitare al rinnovamento del linguaggio, ma essi sono i primi prigionieri degli slogan dogmatici. 

Ha parlato della Trinità (secondo il Catechismo cattolico, tre persone uguali e distinte) come se non sapesse dire che nel 381 a Costantinopoli si creò e si elaborò il dogma della Trinità in un clima tutt'altro che pacifico e divisorio di larga parte della chiesa stessa.

Ma perchè si enunciano dogmi e non si raccontano mai le vicende, le controversie, le imposizioni avvenute nel corso del Concilio?

L'ignoranza storica non è mai una virtù che crea cristiani e cristiane adulte

E'inutile: se diventi un funzionario o un cardinale, resti prigioniero delle "verità infallibili" e non documenti mai come i dogmi si sono creati nella chiesa e si fa credere al popolo di Dio che siano insegnamenti evangelici.

don Franco Barbero