Da Chivasso a Lampedusa l'ex sindaco aiuta i migranti
La Stampa, 22 febbraio
ANDREA BUCCI
«Ho visto con i miei occhi la disperazione dei migranti arrivati con i barconi». È la testimonianza di Libero Ciuffreda, primario in pensione del reparto di oncologia delle Molinette ed ex sindaco di Chivasso, volontario a Lampedusa in un progetto di accoglienza.
«Ho pianto quando li ho visti arrivare», racconta Ciuffreda, valdese, membro del Consiglio della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che promuove assieme alla Comunità di Sant'Egidio il progetto-pilota dei corridoi umanitari. Ed è referente del progetto Mediterranean Hope e Medical Hope.
Ciuffreda racconta la sua esperienza al molo Favaloro dell'isola: «Ricordo lo sbarco di una bimba di poco più di un anno. Una vera forza della natura, con la sua innocenza. Davanti a me c'erano la nostra disumanità e la nostra avida cecità. Con gli operatori e i volontari del progetto abbiamo accolto lei e un centinaio di migranti. Piccoli gesti: un bicchiere d'acqua, una merendina e dei pupazzetti per i più piccoli».
Era ottobre e i migranti erano stremati per aver affrontato tre giorni di mare. Erano ustionati e assetati. Per mesi avevano camminato nel deserto, affrontato torture e violenze in Tunisia o in Libia. Ciuffreda si trovava a Lampedusa in occasione dell'anniversario del tragico naufragio del 2013, dove a poche miglia dal porto morirono 368 persone, migranti somali ed eritrei.
L'ex sindaco racconta un'altra storia. Una storia che parla sempre della vita delle persone. Il 24 novembre al Terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino lui e altri volontari hanno accolto 152 persone tra donne e bambini, anziani e malati provenienti dal Pakistan, scappati dall'Afghanistan. «A differenza dei profughi di Lampedusa, portavano nei trolley qualche oggetto della loro precedente esistenza», ricorda.
Il progetto Mediterranean Hope si occupa di accoglienza di profughi anche a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. Si chiama Sos Rosarno ed è legato al progetto Arancia Etica: le arance vengono raccolte dai migranti, giovani che in questa maniera vengono sottratti alla 'ndrangheta. «Con noi vengono assunti con tutti i diritti. Abbiamo affittato un ex hotel e lo abbiamo trasformato in ostello per restituire loro dignità», spiega. Gli agrumi che raccolgono i migranti costano meno e non fanno parte della grande distribuzione. In molte città sono nati gruppi di acquisto e uno è anche a Chivasso, la città di Ciuffreda.
Le fondamenta giuridiche di questa iniziativa Mediterranean Hope sono fornite dall'articolo 25 del Regolamento dell'Unione europea che fissa le procedure e le condizioni per il rilascio del visto di transito o per soggiorni nel territorio degli Stati membri e quindi concede ai Paesi Shengen la possibilità di rilasciare visti umanitari validi per il proprio territorio. Ciuffreda ha già il pensiero alla prossima missione: la Bosnia. —