Il vescovo apre un’indagine sulla Madonna che piange e invia messaggi ai fedeli
di IACOPO SCARAMUZZI
La Repubblica 5/03/2023
ROMA — La diocesi di Civita Castellana istituirà una commissione per una “indagine previa” sulle presunte apparizioni della Madonna a Trevignano Romano. Il terzo giorno di ogni mese, da quasi cinque anni, una folla di persone si raduna in preghiera sul luogo dove sorge una statuina di Maria, alle porte di questo paese lacustre del Lazio: sul suo volto la signora Gisella Cardia afferma di aver visto comparire delle lacrime e la donna riferisce ai pellegrini le parole che la Vergine le detterebbe. Una vicenda sulla quale ora l’autorità ecclesiastica vuole vederci chiaro.
«Sono arrivato da un mese. Sto istituendo una commissione diocesana per una indagine previa», ha dichiarato all’Adnkronos il vescovo, monsignor Marco Salvi. Il suo predecessore, monsignor Romano Rossi, ha spiegato, da parte sua, di aver sostenuto sì il momento di preghiera, ma nulla di più: «Mi era stata chiesta l’autorizzazione di ritrovarsi una volta alla settimana per la recita del Rosario e non potevo certo oppormi». Via libera, dunque, «alla recita del rosario, non alle presunte lacrime».
Non è certo la prima volta, nella sua storia, che la Chiesa si confronta con fenomeni sovranaturali. Le apparizioni mariane approvate ufficialmente sono relativamente poche, Lourdes e Fatima tra i casi più noti. Per fare ordine nella complessa materia, nel 1978 la congregazione per la Dottrina della fede stilò delle norme perché notava che, già allora, «la notizia di queste apparizioni si diffonde rapidamente tra i fedeli grazie ai mezzi di informazione (mass media). Inoltre, la facilità degli spostamenti favorisce e moltiplica i pellegrinaggi». Da allora svariati sono stati i casi emersi, anche in Italia. Che si sono conclusi per lo più con una bocciatura ufficiale, come avvenuto da ultimo nel 2015 nella diocesi di Brindisi. Tra luce verde e semaforo rosso, tuttavia, può darsi anche una via di mezzo. È successo a Belpasso, in provincia di Catania: il vescovo accertò la buona fede del presunto veggente, ma non certificò le visioni, e si limitò, nel 2000, a elevare a santuario il luogo delle presunte apparizioni.
Una posizione non dissimile da quella adottata da papa Francesco per la Madonna di Medjugorje, alla cui figura si ispira, peraltro, quella di Trevignano Romano. Dopo l’analisi di una commissione di cardinali, ha autorizzato i pellegrinaggi ufficiali nella cittadina della Bosnia Herzegovina, senza per questo approvare le controverse apparizioni. Cura pastorale dei fedeli senza però esprimersi sulla fondatezza delle apparizioni. Anche perché, «la relazione presenta i suoi dubbi», spiegò Bergoglio: «Io personalmente sono più cattivo, preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio».