domenica 5 marzo 2023

IN PORTOGALLO : CRISI ABITATIVA

 LA CRISI ABITATIVA

L'alternativa portoghese
Obbligo di affittare le case vuote e stop a nuove locazioni turistiche. 

Il Fatto Quotidiano del 27/02/2023
di Leonardo Bison

In Portogallo il governo ha proposto una legge, o meglio un "piano", complesso, per far fronte al problema della carenza di alloggi a prezzi accessibili alla popolazione. Tanti fattori, tra cui il boom turistico e la politica decennale dei "visti d'oro" - "superpermessi di soggiorno" della durata di 5 anni dati a chi spendesse almeno 500.000 € in una casa in Portogallo con l'intenzione di viverci - hanno portato infatti a un'emergenza alloggi: l'anno scorso, gli affitti sono cresciuti del 20%.
   La misura più spiazzante del pacchetto è quella che prevede di obbligare ad affittare le case vuote, circa 725.000 nel paese. Un obbligo soft: lo Stato potrà affittarli per subaffittarli a prezzi calmierati per cinque anni, facendo da mediatore immobiliare, addebitando l'inquilino e pagando il proprietario. 
Lo Stato coprirà gli affitti non pagati, in modo che i proprietari li ricevano sempre, e negozierà con l'inquilino soluzioni per i debiti: nel peggiore dei casi può arrivare lo sfratto. Ma il piano prevede molto altro. 
Anzitutto sospende il programma dei "visti d'oro", e poi, con una dotazione iniziale di 900 milioni di euro (a cui vanno aggiunti quelli che saranno spesi per la creazione di 26.000 case popolari), prevede: il divieto di nuove locazioni turistiche (salvo in aree rurali), incentivi alla costruzione di nuovi alloggi, acquisto di alloggi esistenti da far entrare nel demanio pubblico, 150 milioni ai comuni per finanziare lavori che rendano affittabili appartamenti oggi inagibili.
 Poi una serie di misure per i proprietari: garanzie, aiuti nella sistemazione degli immobili, benefici fiscali a chi cambia la destinazione d'uso da turistica a residenziale. 
E lo Stato costringerà le banche a offrire mutui a tasso fisso, con aiuti per compensare l'aumento delle tariffe, e sussidi alle famiglie povere perché possano permetterseli. 
   Il piano è ora in discussione in Parlamento dove il partito socialista del premier Costa ha la maggioranza assoluta: seguiranno dettagli e modifiche. A breve, salvo colpi di scena, dovrebbe vedere la luce: come tutti i piani innovativi e sperimentali, le critiche non mancano. Come non è mancato il coraggio al governo nel presentarlo.
   Di questo piano, in Italia, s'è parlato ben poco. Eppure anche da noi crescono i prezzi degli affitti (+3,5% nel 2022, con picchi del +10 in alcune città), crescono gli alloggi che escono dal mercato residenziale per entrare in quello turistico (sono ormai oltre 700.000), le case non abitate si avvicinano ai 10 milioni. Una comparazione diretta con i numeri con quelli portoghesi avrebbe poco senso: diversa è la geografia del territorio e la struttura socio-economica. Però non si può negare che ci sia una fame di alloggi e una crisi dei prezzi. Ma la politica nostrana guarda altrove. Il governo parla di sgomberi per liberare le case popolari occupate (mentre 55.000 sono sfitte), cancella il fondo per la morosità incolpevole (320 milioni di euro nel 2022). 
"In un momento storico di crescita della povertà, produrrà un forte incremento degli sfratti. Una situazione allarmante" denuncia la Sunia Cgil. Il ministro Salvini da mesi parla di un nuovo "piano casa nazionale", ma i dettagli sono ancora ignoti.