Internazionale del 03/03/2023
Cotone
di Giovanni De Mauro
Il cotone del Texas potrebbe aiutarci a capire il futuro che ci aspetta, e non è confortante. “Quando il mese scorso il ministero dell’agricoltura statunitense ha finito di fare i suoi calcoli, i risultati sono stati impressionanti: il 2022 è stato un disastro per il cotone del Texas, lo stato in cui questa fibra viene coltivata e poi venduta in tutto il mondo sotto forma di assorbenti, pannolini di stoffa, garze e altri prodotti. Gli agricoltori texani hanno abbandonato il 74 per cento delle coltivazioni – quasi due milioni e mezzo di ettari – a causa del caldo e dell’aridità del terreno, segno di una gravissima siccità peggiorata dal cambiamento climatico”, scrive Coral Davenport sul New York Times. Il problema è che dal Texas proviene gran parte del cotone statunitense, e a loro volta gli Stati Uniti sono il terzo produttore mondiale (dopo India e Cina) e il più grande esportatore di cotone.
Il cotone del Texas potrebbe aiutarci a capire il futuro che ci aspetta, e non è confortante. “Quando il mese scorso il ministero dell’agricoltura statunitense ha finito di fare i suoi calcoli, i risultati sono stati impressionanti: il 2022 è stato un disastro per il cotone del Texas, lo stato in cui questa fibra viene coltivata e poi venduta in tutto il mondo sotto forma di assorbenti, pannolini di stoffa, garze e altri prodotti. Gli agricoltori texani hanno abbandonato il 74 per cento delle coltivazioni – quasi due milioni e mezzo di ettari – a causa del caldo e dell’aridità del terreno, segno di una gravissima siccità peggiorata dal cambiamento climatico”, scrive Coral Davenport sul New York Times. Il problema è che dal Texas proviene gran parte del cotone statunitense, e a loro volta gli Stati Uniti sono il terzo produttore mondiale (dopo India e Cina) e il più grande esportatore di cotone.
Tutto questo
sarebbe già di per sé preoccupante, se non fosse che gli effetti della
crisi si stanno ripercuotendo oltre i confini del Texas. Nell’ultimo
anno il prezzo degli assorbenti in vendita negli Stati Uniti è aumentato
del 13 per cento: una scatola di Tampax è passata da 9 a 11 dollari.
I
pannolini per neonati sono aumentati del 21 per cento, i batuffoli di
cotone del 9 per cento, le bende di garza dell’8 per cento, il tutto ben
al di sopra del tasso d’inflazione, che nel 2022 è stato del 6,5 per
cento. E poi ci sono gli aumenti del settore dell’abbigliamento, che
risente anche dei costi dei trasporti e dei carburanti. Secondo Forum
for the Future, organizzazione non profit, entro il 2040 la metà delle
regioni del mondo in cui si coltiva il cotone dovrà affrontare un
“rischio elevato o molto elevato” dovuto a siccità, alluvioni e incendi.
“Il cambiamento climatico è un motore nascosto di inflazione”, ha detto
al New York Times Nicole Corbett, vicepresidente dell’azienda di
analisi di mercato NielsenIq. Più in generale, il costo del cotone del
Texas è un altro esempio di come l’emergenza climatica influisca sulla
vita delle persone in modi di cui spesso non ci rendiamo ancora conto.