venerdì 17 marzo 2023

LA NIGERIA RISCHIA UNA CRISI ESPLOSIVA

 Nigeria, il Nord non riconosce il presidente il gigante dell'Africa rischia l'implosione


Mai nella storia democratica della Nigeria un presidente è stato eletto con una percentuale così bassa di voti. Bola Ahmed Tinubu, nuovo capo di Stato - elezione contestata dall'opposizione - dovrà affrontare sfide senza precedenti e risolvere problemi immensi.

Noti per la loro resilienza, i 216 milioni di abitanti del paese più' popoloso dell'Africa vivono nella morsa di una diffusa insicurezza e di una grave crisi economica, e tutti gli indicatori sono allarmanti. 

Sullo sfondo di una gigantesca penuria di banconote e benzina, Bola Tinubu ha vinto le elezioni presidenziali dopo una tornata elettorale segnata da numerosi guasti tecnici e da accuse di «massicce frodi». 

Dopo la vittoria, Tinubu ha invitato l'opposizione a «lavorare insieme» per «raccogliere i pezzi» della Nigeria. 

Ma i suoi due principali oppositori, candidati alla presidenza senza successo, hanno contestato i risultati e sono in corso procedimenti legali. «Tinubu dovrà prima lavorare sodo per costruire la sua legittimità, visto come le elezioni si sono svolte con una Commissione elettorale (Inec) incompetente o complice», afferma Nnamdi Obasi, esperto dell'International Crisis Group (Icg). 

A 70 anni, il candidato del partito al governo (Apc) ha vinto le elezioni raccogliendo solo 8,8 milioni di voti, ovvero il 36% di coloro che si sono recati alle urne, un risultato mai così basso se si conta che gli aventi diritti erano circa 87 milioni.

L'astensione è stata da record, 73%, dovuta sia all'insicurezza in cui versa il paese, ma anche al disincanto della maggioranza della popolazione nei confronti della politica. Ma anche per colpa degli otto anni di potere del presidente uscente, Muhammadu Buhari. 

Durante i suoi due mandati, Buhari non è stato capace di arginare la povertà che, anzi, è esplosa, e la violenza, anch'essa cresciuta. Il presidente uscente non è stato in grado di mantenere le promesse e di raggiungere gli obiettivi che si era dato: riduzione della povertà e sconfitta del terrorismo di Boko Haram e dello Stato Islamico. 

A ciò si è aggiunta una crescente violenza dovuta al proliferare di bande armate e a lotte intercomunitarie per l'accaparramento della terra. Per legittimarsi, Tinubu - considerato uno degli uomini più ricchi e influenti del paese e accusato di corruzione senza mai essere stato condannato - dovrà mandare «segnali forti e molto velocemente». GIA. GAL.—

La Stampa, 14/3