Quando negli anni 1965-1970 alcuni di noi, amanti e difensori del Concilio Vaticano II, ne facevano notare e documentavano limiti, carenze, contraddizioni, arretratezze, non denigravano il Concilio, ma non volevano "farne la carta fondamentale" della chiesa.
Tutto sommato, la struttura gerarchica tridentina rimaneva intatta e la chiesa cattolica restava maschilista e piramidale.
Anche se talvolta i ministri venivano chiamati presbiteri, il dogma del sacerdozio veniva totalmente confermato (e lo è tuttora).
Tutto l'impianto e l'itinerario sacramentale restavano come 5 secoli prima. Non negavamo affatto una apertura al protagonismo del popolo di Dio, ma erano "contentini" dati ad un popolo che continuava ad essere alle totali dipendenze della "sacra gerarchia".
Non parliamo poi del ruolo delle donne, delle questioni etiche e di genere...
Insomma , il problema si pone ancora oggi sul finire dei cento sinodi che si sono celebrati o si stanno celebrando; non si riesce a diffondere l'idea che compiere osservazioni critiche con spirito costruttivo significa valorizzare l'esperienza sinodale, non svalorizzarla.
Ci riguarda come comunità? Il passo è quello che da sempre ha caratterizzato la vita della nostra comunità: proporci di più l'approfondimento delle Scritture e poi mettere bene i piedi e il cuore nel sociale, nei vari gruppi di solidarietà che in questa stagione nel nostro territorio cercano volontari/e.
Senza questa unione tra "preghiera e azione" il nostro cristianesimo diventa una religione vuota.
Una buona Pasqua ci riempia di fiducia in Dio e ci spinga ad operare nel volontariato e nell'associazionismo. Sarà una Pasqua vera.
Colgo l'occasione per ringraziare della cura amorosa di Fiorentina e del sostegno e della vicinanza affettuosa che ho ricevuto da voi e da tanti amici e amiche in questi ultimi mesi.
Franco Barbero