ROCCA del 01/03/2023
PrimiPiani a cura di Franca Cicoria
INDIA - Cristiani sotto attacco
Nuovi
atti di intolleranza religiosa da parte di gruppi fondamentalisti indù
hanno colpito le comunità cristiane. Nella diocesi di Jhabua, nello
Stato di Madhya Pradesh, il parroco di Unnai p. Joseph a Amuthkani è
stato minacciato perché accusato di aver operato delle conversioni.
Nello Stato del Maharastra un gruppo di insegnanti tribali del Vishwa
Mandal Sevashram, a Shirpur nel distretto di Dhule, è stato picchiato da
una banda di estremisti indù mentre si trovava su un treno, perché
sostenevano che un prete cattolico li stesse portando a Goa per una
conversazione religiosa. Nello Stato indiano di Chhattisgarh più di 500
cristiani, in una ventina di villaggi, sono stati cacciati dalle loro
comunità e le loro case sono state distrutte. Chhattisgarh è uno degli
11 stati indiani in cui vige una legge anti-conversione, strumento
spesso usato contro le minoranze cristiane.
In
India si registra il maggior numero di cristiani arrestati per ragioni
legate alle loro fede, ben 1750. Secondo il rapporto annuale sulla
libertà religiosa dei cristiani di Porte Aperte ONLUS, la World Watch List 2023, pubblicato
lo scorso 18 gennaio 2023, sono 4542 i cristiani nel mondo in carcere
senza giusto processo a motivo della loro fede. Sulla base del report
<<in alcune parti dell'India le donne indù che si convertono al
cristianesimo sono vulnerabili alla violenza domestica, alla reclusione
in casa o al matrimonio forzato con un indù, presumibilmente per
proteggere <<l'onore>> della famiglia. Le donne sposate
possono subire il divorzio, venire abbandonate e persino essere espulse
dal loro villaggio. Le cristiane soffrono di esclusione sociale e in
alcuni luoghi potrebbero non essere nemmeno autorizzate a utilizzare
l'acqua potabile della comunità>>.
ROMA - Contro la tratta di persone
<<Camminare
per la dignità>> è il tema scelto quest'anno per celebrare l'8
febbraio la nona Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la
Tratta delle Persone: un appello a camminare a fianco delle vittime e
sopravvissuti della tratta, in particolare delle popolazioni migranti,
come pellegrini della dignità umana e della speranza. <<Custodire
la dignità di ogni persona è possibile solo se sappiamo custodire la
pace e l'ambiente naturale>> ha spiegato Sister Abby Avelino, MM,
coordinatrice della giornata. Per la prima volta dalla sua istituzione,
avvenuta nel 2015 per volere di Papa Francesco, 15 giovani
rappresentanti del network della Giornata provenienti da diverse parti
del mondo sono giunti a Roma per una settimana di incontro e formazione
sulla tratta di esseri umani dal 6 al 12 febbraio 2023. L'iniziativa è
coordinata da Talitha Kum, rete internazionale anti-tratta.
HONDURAS - Femminicidi fenomeno in aumento
Le
donne vittime di femminicidio in Honduras sono all'ordine del giorno.
Il Commissariato nazionale per i diritti umani (Conadeh) evidenzia che
dal 2002 al 2022 è stata uccisa una donna al giorno, per un totale di
7458, includendo anche bambine di età inferiore ai quattro anni. Omicidi
che secondo le statistiche per il 95% dei casi restano impuniti. Il
2022 si è chiuso con quasi 300 femminicidi, in un paese che conta 10
milioni di abitanti. In Italia, che conta una popolazione di quasi 60
milioni di persone, i femminicidi del 2022 sono stati 104. A livello
regionale l'Honduras si colloca come il peggior Paese dell'America
Latina nella classifica dei femminicidi, a seguire El Salvador, Bolivia e
Brasile. Il Conadeh denuncia inoltre che ad oggi nel Paese
centroamericano esistono solo 8 centri di accoglienza per le donne
vittime di violenza, nonostante la Legge contro la violenza domestica
stabilisca che ce ne dovrebbe essere uno in ciascuno dei 298 comuni del
Paese. Operando nell'ambito del progetto Pro Defensoras Honduras,
promosso dal Conadeh nel 2021 in partnership con Unhcr; Un Women e
Tracaire e attuato a livello territoriale attraverso cinque
organizzazioni della società civile: Mujeres Las Hormigas, Red
departamental de Mujeres de Santa Barbara, Red de Mujeres Mariposas
Libres, Fundacion San Alonzo Rodriguez (Fsar) e il Consejo Civico de
Organizaciones Populares e Indigenas de Honduras (Copinh), è emerso che
una donna su due che si impegna per la difesa dei diritti umani ha
subito aggressioni o minacce. Inoltre il 90% delle donne intervistate ha
dichiarato di non aver cercato protezione presso i canali
istituzionali, ma presso le organizzazioni della società civile oppure
direttamente al Conadeh.