sabato 4 marzo 2023

PRIMI PIANI , DA ROCCA

 ROCCA del 01/03/2023

PrimiPiani a cura di Franca Cicoria

INDIA - Cristiani sotto attacco
Nuovi atti di intolleranza religiosa da parte di gruppi fondamentalisti indù hanno colpito le comunità cristiane. Nella diocesi di Jhabua, nello Stato di Madhya Pradesh, il parroco di Unnai p. Joseph a Amuthkani è stato minacciato perché accusato di aver operato delle conversioni. Nello Stato del Maharastra un gruppo di insegnanti tribali del Vishwa Mandal Sevashram, a Shirpur nel distretto di Dhule, è stato picchiato da una banda di estremisti indù mentre si trovava su un treno, perché sostenevano che un prete cattolico li stesse portando a Goa per una conversazione religiosa. Nello Stato indiano di Chhattisgarh più di 500 cristiani, in una ventina di villaggi, sono stati cacciati dalle loro comunità e le loro case sono state distrutte. Chhattisgarh è uno degli 11 stati indiani in cui vige una legge anti-conversione, strumento spesso usato contro le minoranze cristiane.
In India si registra il maggior numero di cristiani arrestati per ragioni legate alle loro fede, ben 1750. Secondo il rapporto annuale sulla libertà religiosa dei cristiani di Porte Aperte ONLUS, la World Watch List 2023, pubblicato lo scorso 18 gennaio 2023, sono 4542 i cristiani nel mondo in carcere senza giusto processo a motivo della loro fede. Sulla base del report <<in alcune parti dell'India le donne indù che si convertono al cristianesimo sono vulnerabili alla violenza domestica, alla reclusione in casa o al matrimonio forzato con un indù, presumibilmente per proteggere <<l'onore>> della famiglia. Le donne sposate possono subire il divorzio, venire abbandonate e persino essere espulse dal loro villaggio. Le cristiane soffrono di esclusione sociale e in alcuni luoghi potrebbero non essere nemmeno autorizzate a utilizzare l'acqua potabile della comunità>>.

ROMA - Contro la tratta di persone
<<Camminare per la dignità>> è il tema scelto quest'anno per celebrare l'8 febbraio la nona Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta delle Persone: un appello a camminare a fianco delle vittime e sopravvissuti della tratta, in particolare delle popolazioni migranti, come pellegrini della dignità umana e della speranza. <<Custodire la dignità di ogni persona è possibile solo se sappiamo custodire la pace e l'ambiente naturale>> ha spiegato Sister Abby Avelino, MM, coordinatrice della giornata. Per la prima volta dalla sua istituzione, avvenuta nel 2015 per volere di Papa Francesco, 15 giovani rappresentanti del network della Giornata provenienti da diverse parti del mondo sono giunti a Roma per una settimana di incontro e formazione sulla tratta di esseri umani dal 6 al 12 febbraio 2023. L'iniziativa è coordinata da Talitha Kum, rete internazionale anti-tratta.

HONDURAS - Femminicidi fenomeno in aumento
Le donne vittime di femminicidio in Honduras sono all'ordine del giorno. Il Commissariato nazionale per i diritti umani (Conadeh) evidenzia che dal 2002 al 2022 è stata uccisa una donna al giorno, per un totale di 7458, includendo anche bambine di età inferiore ai quattro anni. Omicidi che secondo le statistiche per il 95% dei casi restano impuniti. Il 2022 si è chiuso con quasi 300 femminicidi, in un paese che conta 10 milioni di abitanti. In Italia, che conta una popolazione di quasi 60 milioni di persone, i femminicidi del 2022 sono stati 104. A livello regionale l'Honduras si colloca come il peggior Paese dell'America Latina nella classifica dei femminicidi, a seguire El Salvador, Bolivia e Brasile. Il Conadeh denuncia inoltre che ad oggi nel Paese centroamericano esistono solo 8 centri di accoglienza per le donne vittime di violenza, nonostante la Legge contro la violenza domestica stabilisca che ce ne dovrebbe essere uno in ciascuno dei 298 comuni del Paese. Operando nell'ambito del progetto Pro Defensoras Honduras, promosso dal Conadeh nel 2021 in partnership con Unhcr; Un Women e Tracaire e attuato a livello territoriale attraverso cinque organizzazioni della società civile: Mujeres Las Hormigas, Red departamental de Mujeres de Santa Barbara, Red de Mujeres Mariposas Libres, Fundacion San Alonzo Rodriguez (Fsar) e il Consejo Civico de Organizaciones Populares e Indigenas de Honduras (Copinh), è emerso che una donna su due che si impegna per la difesa dei diritti umani ha subito aggressioni o minacce. Inoltre il 90% delle donne intervistate ha dichiarato di non aver cercato protezione presso i canali istituzionali, ma presso le organizzazioni della società civile oppure direttamente al Conadeh.