L’Assemblea Generale dell’ONU chiede alla ICJ un parere consultivo sugli obblighi degli Stati per il cambiamento climatico
30.03.23 - Angelo Baracca
Pressenza
Mi sembra della massima importanza questa iniziativa avvita da organizzazioni di giovani, e condotta principalmente dai giovani, che il 29 marzo ha portato l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ad adottatare una risoluzione storica che chiede alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ acronimo internazionale) di emettere un parere consultivo (advisory Opinion) sugli obblighi degli Stati in materia di cambiamento climatico.
L’entrata in campo dei giovani nell’ambito dell’ONU ‒ giovani di piccolo Stati, le isole del Pacifico, che sono in particolare pericolo a causa del cambiamento climatico ‒ è un fatto di grande rilievo, come lo è il fatto che siano i giovani ad attivare la Corte.
a risoluzione è partita da Pacific Island Students Fighting Climate Change, promossa globalmente da World’s Youth for Climate Justice, e introdotta all’Assemblea Generale da Vanuatu, Stato insulare dell’Oceano Pacifico composto da una quarantina di isole (ex isole Nuove Ebridi), 154.000 abitanti secondo una stima del 1992.
Il Sud globale (e giovanile) si muove! E dribbla i potenti, i loro interessi e le loro manovre!
L’iniziativa è stata ispirata dall’impatto dei precedenti casi della ICJ, in particolare l’influente parere consultivo della ICJ del 1996 sulla legalità della minaccia o dell’uso di armi nucleari.
La campagna per far sì che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite intraprendesse questa azione è stata avviata dai giovani ed è stata guidata principalmente dai giovani. La risoluzione sottolinea i diritti previsti dal diritto internazionale delle generazioni presenti e future. Le voci dei giovani nei lavori della ICJ saranno quindi molto importanti.
Mi sembra della massima importanza questa iniziativa avvita da organizzazioni di giovani, e condotta principalmente dai giovani, che il 29 marzo ha portato l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ad adottatare una risoluzione storica che chiede alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ acronimo internazionale) di emettere un parere consultivo (advisory Opinion) sugli obblighi degli Stati in materia di cambiamento climatico.
L’entrata in campo dei giovani nell’ambito dell’ONU ‒ giovani di piccolo Stati, le isole del Pacifico, che sono in particolare pericolo a causa del cambiamento climatico ‒ è un fatto di grande rilievo, come lo è il fatto che siano i giovani ad attivare la Corte.
a risoluzione è partita da Pacific Island Students Fighting Climate Change, promossa globalmente da World’s Youth for Climate Justice, e introdotta all’Assemblea Generale da Vanuatu, Stato insulare dell’Oceano Pacifico composto da una quarantina di isole (ex isole Nuove Ebridi), 154.000 abitanti secondo una stima del 1992.
Il Sud globale (e giovanile) si muove! E dribbla i potenti, i loro interessi e le loro manovre!
L’iniziativa è stata ispirata dall’impatto dei precedenti casi della ICJ, in particolare l’influente parere consultivo della ICJ del 1996 sulla legalità della minaccia o dell’uso di armi nucleari.
La campagna per far sì che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite intraprendesse questa azione è stata avviata dai giovani ed è stata guidata principalmente dai giovani. La risoluzione sottolinea i diritti previsti dal diritto internazionale delle generazioni presenti e future. Le voci dei giovani nei lavori della ICJ saranno quindi molto importanti.