Sempre meno supporti per i rifugiati di etnia rohingya
A Dacca, la capitale del Bangladesh, è situato il più grande campo profughi del mondo, che al momento ospita circa un milione di rohingya e -secondo i funzionari delle Nazioni Unite e del Bangladesh - riceverà quest'anno meno della metà dei fondi necessari per sostenerlo a fronte di un drastico calo delle donazioni.
I donatori internazionali, inclusi gli Stati Uniti, hanno deciso infatti di reindirizzare i fondi per far fronte alla crisi Ucraina.
La portata di questa decisione sarà da valutare nel prossimo futuro, ma - come riportato dal Washington Post - ha già portato a riduzioni delle razioni di cibo per i rifugiati rohingya, concentrati per lo più sulla costa Sud orientale del Bangladesh, la maggior parte dei quali è fuggita da una violenta campagna di pulizia etnica da parte dell'esercito del Myanmar nel 2017.
I Rohingya, che sono per la maggioranza musulmani, dipendono dagli aiuti a causa delle politiche del Bangladesh che impediscono loro di cercare un lavoro formale.
I finanziamenti hanno registrato una tendenza al ribasso già a partire già da dal 2019, ma hanno iniziato a raggiungere livelli critici lo scorso anno.
Secondo le Nazioni Unite, degli 881 milioni di dollari richiesti dalle agenzie umanitarie e dal governo del Bangladesh a donatori internazionali, solo il 62% è stato soddisfatto. “Quest'anno le prospettive sono ancora peggiori”, ha affermato Johannes van der Klaauw, direttore nazionale del Bangladesh per l'Alto commissariato delle Nazioni Unite (Unhcr).
Se non ci sarà un''inversione di tendenza, avvertono le Nazioni Unite, ulteriori rifornimenti verranno tagliati entro la fine dell'anno con conseguenze disastrose, soprattutto per i bambini e le bambine, che costituiscono il 55% dei rifugiati. (ML )
Tratto da Confronti /mondo aprile 2023