sabato 6 maggio 2023

CELEBRAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA DI DOMENICA 7 MAGGIO

 

(Marc Chagall: Abramo e i tre angeli)

LA COMUNITA’ DONO E RESPONSABILITA’

 

G. L’Eucarestia di oggi ho pensato di dedicarla alla riflessione sul dono di far parte di una Comunità e sulle responsabilità che ognuno di noi si deve assumersi per poter mantenerla viva.

1) Grazie, o Dio, di averci fatto incontrare anche stamattina.

Questa piccola Comunità resiste nonostante le intemperie della vita e le nostre fragilità.

2) Quando ci incontriamo sentiamo che Tu, o Dio, ci sostieni e continui ad invitarci a camminare sul sentiero di Gesù.

1) Ci incontriamo per innalzare a Te la lode, o Dio, che non ci fai mai mancare i tuoi doni.

2) Insieme ci sosteniamo nel rinnovare la fiducia in Te e nel mettere nel nostro cuore semi di Speranza.

SALMO 133

 

Ecco quanto è buono e quanto è soave
che i fratelli vivano insieme!
2E' come olio profumato sul capo,
che scende sulla barba,
sulla barba di Aronne,
che scende sull'orlo della sua veste.
3E' come rugiada dell'Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione
e la vita per sempre.

 

 

LETTURE BIBLICHE: Genesi 18,1-16

 

1 Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. 2 Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, 3 dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. 4 Si vada a prendere un po' di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero. 5 Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa' pure come hai detto». 6 Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce». 7 All'armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. 8 Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono.
9 Poi gli dissero: «Dov'è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». 10 Il Signore riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui. 11 Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. 12 Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!». 13 Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? 14 C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio». 15 Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma quegli disse: «Sì, hai proprio riso».
16 Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sodoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli.

 

ATTI 2,42-48

 

I primi cristiani.

Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. 43Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; 45vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, 47lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Brevi riflessioni e confronto comunitario

Da tanto tempo i miei interventi sono spesso legati al ringraziare Dio per il dono della Comunità.

Forse sono i quasi 50 anni di vita comunitaria che mi fanno tirare un po’ le somme…

La scelta di questi due brani mi è parsa adeguate ad esprimere la mia idea di Comunità.

Il brano degli Atti degli Apostoli, scritto da Luca, ci racconta con gli occhi della fede la vita delle prime Comunità: mettevano al centro gli insegnamenti di Gesù, spezzavano il pane come lui aveva insegnato, pregavano e mettevano i loro beni in comune, dividendoli secondo il bisogno di ciascuno. Storicamente le cose non saranno andate così lisce..

Nel secondo brano tratto dal libro della Genesi i nostri antenati nella fede ci narrano l’attenzione che veniva riservata all’ospite.  Ecco cosa viene fatto: vengono fatti lavare i piedi, vengono fatti accomodare sotto un albero per trovare frescura, si offrono per cibo focacce calde, carne di vitello appena cotta, accompagnata da latte acido e latte fresco. Non conosciamo la condizione economica del nomade Abramo ma certo il menù è abbondante e gustoso…

Mi piace molto questo racconto di Genesi perchè mi fa immedesimare in questi due anziani che insieme preparano per gli ospiti.

E in questo incontro accade qualcosa di particolare: viene annunciata la nascita di Isacco tra l’incredulità di Abramo e Sara!

E’ come se questo brano ci volesse insegnare che oltre alle “pratiche religiose” non dobbiamo dimenticare la condivisione, la convivialità, l’accoglienza, specialmente di chi ha più bisogno di una parola, di un piatto caldo, di compagnia, di un sorriso e che in ogni incontro Dio ci regala qualche gradita sorpresa.

In Comunità stiamo imparando ad unire la lode a Dio, la lettura biblica, la celebrazione dell’Eucarestia con le pratiche di condivisione.

Questi sostanzialmente sono gli insegnamenti di Gesù.

Mi piacerebbe confrontarmi con voi su questa domanda:

 

La Comunità nella mia vita è un dono di Dio?”

Senza esitare ho risposto subito di si!

Non potrei immaginarmi senza la mia Comunità di Piossasco, senza quella di Pinerolo e anche senza il gruppo biblico di Olbia che mi accoglie sempre con affetto.

Far parte della Comunità mi dà sicurezza.

Quanti anni ho trascorso con alcune persone: avevamo vent’anni e ora siamo quasi tutti in pensione!! Abbiamo condiviso i momenti più importanti della nostra vita: i matrimoni, le nascite dei figli/e, il dolore della perdita dei genitori, gli ideali, gli impegni, molte ansie e molte gioie.

La Comunità è per me parte della mia vita: con le amiche e gli amici ho stretto un legame di profonda amicizia che va ben oltre i momenti degli incontri.

Ma per la mia fede in Dio, la Comunità è stata ed è determinante.

In Comunità attraverso gli studi, le riflessioni di questi anni, ho mutato il mio immaginario di Dio e, cambiando questo, è mutata radicalmente la mia vita.

Dio ora è un amico che mi sorregge, che mi dona la forza per affrontare le situazioni difficili, che gioisce con me nelle gioie più profonde. Non ho più paura di Dio, non lo penso più come giudice severo che in qualche modo mi punisce, no, per me Dio è solo Amore!

Sono certa che la mia fiducia in Dio, se non fosse alimentata dai gruppi biblici e dalla celebrazione dell’Eucarestia pian piano si sarebbe affievolita fino a spegnersi. So di che pasta sono fatta...

Invece il ricordarci a vicenda che Dio non ci abbandona mai, ci dona coraggio per intraprendere nuove scelte, per tentare di mettere in pratica qualche piccolo insegnamento sulla strada di Gesù.

Anche la mia preghiera personale sarebbe stata diversa: avrei ripetuto formule imparate a memoria e non mi sarei mai sentita libera di aprire il mio cuore a Dio.

La Comunità per me è un dono di Dio che voglio imparare a custodire e a far crescere.

E’ come se Dio ci avesse donato una piccola piantina, sta a tutti/e noi innaffiarla, proteggerla, potarla, per fare in modo che fiorisca in tutto il suo splendore.

Ma anche in questa cura, sento che Dio è il primo giardiniere che ci sosterrà in questo compito.

(Maria Grazia Bondesan)

BRANO MUSICALE

Preghiera di Gesù al Padre

«Signore, Dio mio e Dio nel mondo, ho cercato la Tua volontà. Ti ringrazio di aver messo sul mio cammino queste persone che ora mi seguono. Ti ringrazio di tutte le persone che ho incontrato. Questo è un cammino bello, ma pieno di incertezze e di ombra. Ormai la congiura mi stringe da ogni parte e sento che mi faranno fuori. La gente che mi accompagna è debole; la folla che a volte mi acclama, sarà probabilmente la prima ad abbandonarmi.

Signore, sento di aver bisogno della compagnia di queste donne e di questi uomini che, pur con le loro debolezze, hanno accettato di perdere ogni sicurezza e si sono avventurati con me in questo viaggio incerto.

Ecco, Gerusalemme è alle porte. So che mi posso fidare di Te, ma ho paura. Ho paura per me, ma non meno per loro. Che sarà di loro? Li ho messi su un cammino pericoloso, li ho cacciati nei guai o, meglio, con me si sono cacciati nei guai.

Sento che i loro cuori si sono aperti a Te, o Padre, e questo costituisce la mia più grande gioia.

Ho visto che sei un Dio fedele che ridoni speranza ai disperati, che metti in cammino chi era schiavo della paralisi e dell'egoismo, che doni occhi e cuore nuovo a chi non pensava che a se stesso.

Sì, Tu operi ogni giorno.

Ho cercato di seminare questa speranza che ha invaso il mio cuore fino a straripare.

Padre, ricordati di Pietro, di Maddalena, di Simone, di Giovanna, di Giacomo e di tutti gli altri…

Non lascio loro altra consegna se non quella di fidarsi ancora e sempre di Te, il Dio che non abbandona.

Ora il seme è gettato, come fecero i profeti. Lo farai fruttificare? Voglio vivere fino all'ultimo giorno con i sogni che Tu hai deposto nel mio cuore.

Anche se ho visto i volti del male; anche se ho veduto che così la disperazione dei poveri; anche se i potenti continuano a dominare dai loro palazzi; anche se i nostri cuori sono duri ad ascoltare il Tuo regno viene…  e già ne sento la presenza.

Grazie, O Signore!».

 (Franco Barbero 1992) 

PREGHIERA EUCARISTICA

G. Eccoci ora al momento della condivisione del pane. Questo gesto così semplice che Gesù ci ha lasciato è carico di significati. Ogni volta che lo compiamo ne riscopriamo alcuni.

Condividiamo il pane anche se da lontano, ma dividendolo ne teniamo anche per noi e nessun*rimane senza.

O Dio, donaci la capacità di condividere ciò che siamo e ciò che abbiamo. Anche un piccolo gesto riporta il sorriso sui nostri volti.

Memoria della cena

T. Gesù, quella sera in cui, mentre mangiavano la cena di Pasqua, prese del pane, lo spezzò e lo distribuì alle amiche e agli amici che erano con lui, dicendo loro: “Prendete e mangiate; la mia vita, il mio corpo, è come questo pane: ho cercato di metterlo a servizio di ogni uomo e di ogni donna che ho incontrato. Fate anche voi così”. Poi fece altrettanto con una coppa di vino, dicendo: “Bevetene tutte e tutti un sorso, perché questo vino è come il mio sangue: ne ho dato una goccia a ogni uomo e a ogni donna che mi ha incontrato e ancora ce ne sarebbe, se gli uomini del potere non avessero deciso di farmi morire. Ma voi continuate a ripetere questo gesto per non dimenticarvi di me e dell’esempio che vi ho dato”. 

DIVISIONE DEL PANE E DEL VINO

 

Ascoltiamo questa preghiera "Padre Nostro" 

che ho tentato di riscrivere in modo che parlasse di più al mio cuore.

 

Padre nostro e Padre mio,

che dal cielo ci guardi tutti e in Terra ci sostieni e ci accompagni,

il Tuo nome venga riconosciuto e lodato in mille modi da ogni creatura.

Il Tuo Regno, dove la giustizia e l’amore sono presenti ovunque, avvenga presto.

La Tua volontà di pace, giustizia e fraternità si realizzi in ogni luogo della Terra, come Tu ce la donerai in cielo, quando verremo da Te.

Dona ogni giorno, ad ogni essere vivente, il nutrimento necessario per il suo corpo e per la sua anima.

Perdona i nostri peccati di egoismo e di allontanamento da Te, in mille modi, affinché noi impariamo a perdonare chi in qualche modo ci ha offeso.

Sostienici nelle nostre scelte, quando sono aderenti alla Tua volontà.

Liberaci da ogni malattia e non abbandonarci nell’angoscia,

e fa’ che riponiamo la nostra fiducia solo in Te che ci ami.

 

PREGHIERE SPONTANEE

 

BENEDIZIONE FINALE  (Francine Carrillo, Riforma)

 

Signore nostro,

nei giorni del nostro deserto

interiore,

quando le parole suonano vuote,

quando tutto manca di rilievo

e quando il nostro cuore ci accusa

fai nascere in noi

il Tuo nuovo respiro.

 

Nei giorni della fatica

che diventa stanchezza,

quando ci sentiamo sfiniti per ciò

che stiamo vivendo e ancor più

per ciò che non riusciamo a vivere

fai nascere in noi un nuovo respiro.

 

Nei giorni della solitudine,

quando il nostro cammino

verso gli altri

ci appare interminabile o sbarrato

fai nascere in noi un nuovo respiro.

 

 Dio, che sei più grande

del nostro cuore,

guidaci sulle ali della tua

tenerezza!

È tempo di trovare un nuovo,

ampio respiro,

che abbia il ritmo del tuo Soffio

eterno!

 

(Per la Comunità Cristiana di base di Pinerolo, via Città di Gap 13, M.Grazia B.)