Comunità cristiana di base di Pinerolo - via Città di Gap, 13
EUCARESTIA del 14/5/23
DIO CI ACCOMPAGNA SUI SENTIERI DELL’AMORE
G. Saluto e silenzio
1. Grazie, o Dio, perché ci hai donato questo giorno, con la sua luce, le sue ombre, il pane che ci nutre. Grazie per questa ora di festa e di condivisione.
2. Dio amoroso e misericordioso guidami, accompagnami nei miei giorni, affinché io compia la Tua volontà. Correrò come un cervo verso la fonte, volerò come un’aquila nel cielo, perché mi sarà dolce la Tua amicizia, molto più dolce di un favo di miele.
Tu sei la stella del mio cammino, Tu sei la roccia della mia vita. Ho bisogno del Tuo calore per vivere e del Tuo perdono per rigenerarmi. Se non darò ascolto alla Tua voce, mi perderò nelle praterie della morte, scivolerò nei sentieri scoscesi del nulla.
2. E se anche la nostra bocca fosse colma di canti com’è colmo il mare e la nostra lingua di inni come la moltitudine delle onde e le nostre labbra di lodi come gli spazi del firmamento; e se anche i nostri occhi risplendessero come il sole e la luna e le nostre braccia fossero tese come le ali delle aquile in cielo e i nostri piedi fossero rapidi come quelli delle cerve, noi non riusciremmo a renderTi grazie, o Signore Dio nostro, e a benedire il Tuo nome, o nostro re, per uno solo delle mille migliaia e delle diecimila miriadi di benefici, miracoli e meraviglie che Tu hai compiuto per noi e per i nostri padri!
(da “La preghiera quotidiana d’Israele” pag.166-167)
1. “Benedetto sia il Signore, poiché ha udito la voce delle mie suppliche. Il Signore è la mia forza e il mio scudo; in lui s'è confidato il mio cuore, e sono stato soccorso; perciò il mio cuore esulta, e io lo celebrerò con il mio canto” (Salmo 28, 6-7).
2. Nostro Dio, noi ti ringraziamo per questo giorno e per quest’ora; ti ringraziamo perché siamo qui, davanti a te, in tua presenza. Ti ringraziamo, nonostante questo non sia un tempo di pace: nei nostri pensieri ci sono i volti dei bambini e delle bambine, delle madri e dei padri, dei nonni e delle nonne che vedono le loro case distrutte e, con dolore, sono
costrette ad allontanarsi dal loro Paese. Benedici questo tempo insieme, ma benedici anche la vita di tutte quelle persone che non possono permettersi di fermarsi, come possiamo fermarci noi, e di invocare il tuo nome. Ti chiediamo questo in Gesù Cristo. Amen!
(tratto da culto evangelico di domenica 20/3/22)
LETTURE BIBLICHE
Isaia 43,1-4
“Ma ora così parla il Signore, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore; io ho dato l'Egitto come tuo riscatto, l'Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo”.
Predicazione (proposta da Walter Primo)
Qual è il concetto che ricorre più spesso nella Bibbia? Forse quello dell’amore? Questo è certamente un tema ricorrente ed importante perché Dio vorrebbe vederci immersi nell’amore della sua Parola, che possiamo incarnare avendo cura le une per gli altri. Però non è l’amore a vincere la nostra classifica.
L’idea presente nella Scrittura più spesso di qualsiasi altra è: "non temere" o "non aver paura". Ci sono 366 versetti nella Bibbia dove si parla di "non temere/non aver paura", uno per ogni giorno dell'anno.
Avere paura fa parte dell’esperienza della vita. Alcuni di noi hanno paura di volare. Altri hanno paura dei serpenti o dei ragni. C’è chi invece ha paura di parlare in pubblico; chi teme il cancro o qualche altra malattia che possa cambiare il segno della propria autonomia. C'è anche la paura della povertà, di perdere il lavoro. C'è la paura di invecchiare, la paura della solitudine, la paura del fallimento. C’è, in questo tempo, la paura della guerra vicina, quella guerra che fa aumentare il costo della benzina, del pane, della pasta.
Nel brano di oggi, Isaia il profeta affronta il tema della paura, in particolare della paura dell'abbandono, e ancora più precisamente dell'abbandono da parte di Dio. Israele, era in esilio a Babilonia. Il popolo aveva paura: paura che Dio l'avesse dimenticata; paura che l'avesse abbandonata. Certamente Israele era in esilio a causa della sua continua disubbidienza. Aveva motivo di avere paura. Ma Dio aveva promesso che, un giorno, l'avrebbe salvata. Un giorno i suoi peccati sarebbero stati riscattati e Dio l'avrebbe riportata a casa.
A volte le sfide della vita, in questo mondo spezzato, possono farci sembrare che Dio ci abbia dimenticato e ci sono momenti in cui ci chiediamo dove sia Dio nelle nostre miserie, nei nostri dolori. Era così anche per Israele. Quando li avrebbe riportati alle loro case, quando sarebbero stati liberi? Nel nostro brano di oggi, Dio proclama 3 promesse di salvezza per confortare il Suo popolo che teme di essere stato abbandonato.
Non avere paura perché ti ho riscattato. Non devi più avere paura. Non ti abbandonerò. Non ti lascerò nel tuo peccato; io ti ho riscattato. Il tipo di salvezza che Dio proclama qui è dello stesso tipo della cauzione pagata per far uscire di prigione un membro della famiglia. Il peccato è paragonato a un debito finanziario impossibile da onorare, che non potrai mai e poi mai ripagare. Ma tu fai parte della mia famiglia - dice Dio -, e io ti aiuterò. Succederà che sarai libera, libero.
Perché ho già pagato il prezzo, afferma Dio. Ho pagato un prezzo enorme in cambio di te. Ho rinunciato a intere nazioni per te: Egitto, Etiopia, Seba e altre ancora, così da poterti far diventare la mia nazione speciale, il mio popolo.
Non avere paura perché io ti ho chiamato per nome, sei mio. Sì, “ti ho chiamato per nome; tu sei mio!". Tra tutte le persone che Dio avrebbe potuto scegliere, Dio ha scelto te. E ti ha chiamato per nome. Uno per una, Dio sta chiamando le sue figlie e i suoi figli dall'esilio spirituale per condurli verso casa. Ti ha chiamato per nome perché sa chi sei, sa la tua storia. Allora non aver paura.
Stai tornando a casa, nella terra promessa. Una per uno, Dio sta chiamando i suoi figli e le sue figlie per nome, non temere! Non importa quanto lunga o solitaria sia la tua lotta, non sei stato abbandonato/a nella tua tristezza.
Non avere paura perché io sono con te. Anche se stiamo andando a casa il viaggio è lungo e pericoloso. Le difficoltà sembrano troppe per essere gestite.
Sono troppe per affrontarle da sole/i. Non temere, perché non solo ti ho redento, non solo ti ho chiamato per nome ma in questo viaggio pericoloso sarò con te!
Prometto di viaggiare con te fino in fondo, questa è la mia terza promessa per te.
Non è un’ipotesi ma una certezza: Dio non promette che non ci saranno inondazioni o che non camminerai nel fuoco, ci saranno difficoltà nella tua vita, ma quando le attraverserai, non ne uscirai distrutta/o. Ti salverai come ha salvato il suo popolo quando è uscito dall'Egitto.
Quando attraverserai il fuoco, non sarai bruciato. Suderai e le fiamme non ti consumeranno. E quando attraverserai tutto il resto, ogni altra lotta immaginabile, ogni disastro possibile, niente fermerà il tuo viaggio. Perché io sarò con te. Niente ti impedirà di raggiungere la destinazione. Non temere, io sono con te, afferma Dio.
Che Dio ci dia allora la fede per non avere paura oggi dell’ennesima variante del COVID, della guerra vicina e di qualsiasi altra cosa opprima il nostro cuore.
Io, tu, noi, voi siamo suoi e nulla potrà mai fermarci. Amen!
pastora Daniela Di Carlo (tratto dal culto evangelico del 20/3/22)
INTERVENTI LIBERI
Grazie, o Dio, grazie ancora per questo giorno in cui ci raduni per manifestarci il Tuo amore.
Sei uno specialista nel cercare la pecora perduta: cercaci quando ci perdiamo per svogliatezza o sonnolenza, quando ci inoltriamo stoltamente in vicoli ciechi.
Tu sai attenderci quando il nostro passo si fa lento. Sai aspettarci quando il nostro piede vacilla. Sei ancora lì anche quando ogni treno è passato…
Tu cammini con noi quando il cuore canta. Tu canti con noi le più belle canzoni della vita. Tu sorridi con noi dentro i nostri sorrisi.
Tu conosci, o Dio vicino, il sapore delle nostre lacrime e il peso schiacciante dei nostri sforzi falliti. Tu ci perdoni quando noi non ci perdoniamo.
Tu vedi come Caino uccide Abele, ma conservi l’amore per l’uno e per l’altro. Risveglia il nostro cuore alla responsabilità.
Tu, come chi solleva il figlio alla guancia, sospingi i nostri cuori e le nostre mani a condividere le “sollevazioni” e i progetti delle donne e degli uomini che lottano per la loro dignità.
Rendici più attenti e attente ai Tuoi segni di vita. Lì Tu sei presente e chiami ciascuno/a per nome,
per farci uscire dalla comoda “siesta” di Giona e partecipare con gioia al movimento di Ninive.
Tu sai quanti spargono diserbanti nel giardino delle anime, quante donne subiscono violenza nelle case e nelle strade, quanta desolazione regna là dove comandano le armi, quanta tristezza e angoscia generano i nostri egoismi.
Noi abbiamo bisogno di Te, Dio della vita. Parlaci ancora attraverso la testimonianza delle Scritture, parlaci attraverso gli uomini e le donne del mondo. Insegnaci ad amare oltre le foschie delle nostre parole.
O Dio, Dio innamorato del creato che vive di Te: nelle vie del mondo facci compagnia ogni giorno, perché siano più gioiosi i giorni e i giochi dei bimbi e delle bimbe, più veri e teneri gli amori degli uomini e delle donne, più leggere le pene, le malattie e le sofferenze, più coraggiose ed efficaci le opere di solidarietà.
Tu, Dio buono, che noi chiamiamo l’Eterno, ricevi la nostra lode e la nostra benedizione
per i lunghi anni in cui hai accompagnato
nel cammino d’amore ciascuna e ciascuno di noi.
Tu sai essere insieme sole e rugiada, Tu sai rallegrare i nostri passi di danza, Tu sai raccogliere la gioia e il pianto. Facci gustare la Tua continua presenza.
G. Gesù era a tavola con i dodici in quella notte piena di congiura. Ormai era chiaro: bisognava pagare con la vita le cose fatte, dette e insegnate. Il cuore di Gesù faceva i conti con la paura, ma Gesù concentrò il suo amore e le sue forze e, volgendosi ai discepoli e alle discepole, dopo aver lodato il nome santo di Dio, diede a ciascuno e ciascuna un pezzo di pane e disse: “Prendete e mangiate. Questo pane spezzato è il segno della mia vita. Quando farete questo, lo farete per ricordarvi di me, di ciò che ho fatto e detto”. Poi prese la coppa del vino, ne porse da bere a tutti e tutte dicendo: “Questo calice è il segno dell’alleanza nuova che Dio ha stipulato con l’umanità, non dimenticate che a me la fedeltà è costata fino al sangue”.
P. PREGHIERA DI CONDIVISIONE COMUNIONE
PREGHIERE SPONTANEE
BENEDIZIONE FINALE
1. Signore, Dio che cammini con tutte le Tue creature, insegna ai nostri cuori la via della sapienza.
2. A nulla serve una vela stracciata anche se il vento è propizio…
1. Nessun cammello vede la sua gobba…
2. Se i bambini dovessero pensare alle liti di ieri non inizierebbero più nessun gioco insieme…
1. Il fatto che qualche fiore appassisca non vuol dire che non c’è la primavera…
2. Nemmeno il dattero più dolce è tutto da mangiare: c’è almeno un osso…Volgiti verso il sole ogni giorno e l’ombra sarà dietro le tue spalle…
T. Fratelli e sorelle: Dio ci aiuti oggi, domani e tutti i giorni della vita
a volgere il nostro cuore e i nostri occhi verso il sole, con fiducia e tanta speranza.
(canone tratto da pp.23-27 del libro “Preghiere eucaristiche,
vol.2° della comunità cristiana di base di Pinerolo)