Eucarestia 21 maggio 2023
Saluto all’assemblea
G: Padre accoglici nel Tuo abbraccio d’amore. Siamo uomini e donne diversi, ma tutte e tutti ugualmente bisognosi di Te.
Aiutaci affinché la nostra eucarestia dia voce ad una preghiera che nasce dal silenzio, dal raccoglimento in cui ci si affida a Te. Silenzio di affidamento, silenzio di intimità in cui si fa spazio dentro di noi, ci si svuota per trovare la relazione con Te o Padre, con i fratelli e con noi stessi.
Guidaci sui sentieri della Tua volontà.
SILENZIO
Salmo 1
1 Beato
l'uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella
via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
2 ma
si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e
notte.3 Sarà
come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che darà frutto a suo
tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le
sue opere.
Lettura Biblica
Luca, 12, 32
In quel tempo Gesù disse: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno”.
Riflessione
Il vangelo di Luca ci offre con questa frase concisa e profonda, che ci parla del pilastro della fede di Gesù e del suo rapporto con i discepoli, quasi un mantra: Non temere, piccolo gregge.
La tenerezza mentre Gesù chiama i suoi amici “piccolo gregge” è come la carezza affettuosa di un fratello, di una sorella. Forse egli si riferiva all’esiguità numerica e sicuramente aveva visto la paura nei loro sguardi.
Storicamente non erano riusciti ad avere quel seguito che avrebbe permesso la ribellione al giogo romano e il cerchio si stava stringendo sempre di più intorno a Gesù ed al suo piccolo gruppo.
Egli però li rincuora: è finita forse quella loro storia, ma non la storia del Regno di Dio. Dalle rovine di quello che pare un fallimento, dalla fine della esperienza delle folle che lo seguivano in Galilea resta una manciata di persone.
Non temere, piccolo gregge
Luca fa brillare la fiducia di Gesù come una luce calda: non temere piccolo gregge perché al Padre Vostro è piaciuto dare a Voi il Regno. Piccolo gregge era per l’uditorio del tempo di Luca un chiaro rimando al Resto di Israele, espressione con la quale i profeti avevano indicato coloro che nei momenti di grande difficoltà, di dispersione, erano rimasti fedeli a Dio. E Dio era rimasto fedele a loro nonostante le infedeltà ed i tentennamenti.
Chiamandoli gregge, Gesù esorta i discepoli ricordando dunque che Dio è pastore, ha sempre guidato e continuerà a guidare il suo popolo. Essi sono sì una minoranza, ma questo non deve far paura, hanno la certezza a Dio è piaciuto affidare loro il Suo Regno.
Non temere piccolo gregge
In tempi come i nostri dove la frustrazione che nasce dal sentirsi piccoli, dal non avere leve di forza in mezzo a tante guerre, solitudini e dolore è una tentazione a lasciarci andare allo scoraggiamento, il riferimento al piccolo gregge ci ricorda che dalle minoranze, dal granello di senape, dal lievito, dal sale continua a nascere e a sbocciare il progetto di Dio.
Tutto ciò l’abbiamo imparato, è patrimonio della nostra storia ed è sedimentato nella nostra memoria. E’ il nostro pozzo cui dobbiamo attingere per non sentirci vele sbattute al vento. La ricerca delle relazioni, dei fili che tengono le persone legate tra di loro ed in contatto stretto con la realtà sono l’antidoto alla paura.
Solitudine ed isolamento rendono insicuri e spaventati, ci fanno rinchiudere nel nostro piccolo guscio, stretti nel recinto della paura. L’amicizia, la cura, il sostegno degli altri ci ricordano invece quanto siamo importanti e fanno sentire importanti coloro che abbiamo vicino. Ciascuno di noi è unico agli occhi di Dio: egli tiene i nostri nomi scritti sul palmo della sua mano, si china e ci solleva per guardarci.
Nel dono che Dio ci ha fatto affidandoci il Suo regno, c’è la promessa del suo amore e la possibilità di uno sguardo nuovo su ogni giorno che si apre. Con la consapevolezza della responsabilità, ma con tranquillità e fiducia. Dio ha provveduto a tutto l’universo e ci accoglie in un abbraccio amorevole.
Non temere piccolo gregge
Con l’esortazione a non aver paura è come se Gesù ci dicesse che il regno di Dio non è nei grandi numeri, non nelle manifestazioni eclatanti e non si trova nella visibilità, ma nelle nostre piccole azioni e nelle nostre responsabilità. Il piccolo gregge insegna l’umiltà della sconfitta e nel contempo la forza della goccia d’acqua che insieme ad altre irrora, si mischia e disseta.
Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Interventi
SILENZIO
Benedetto sei Tu, Signore, Dio dell’universo, perché ami Abele e non abbandoni Caino.
Tu non giudichi mai secondo le apparenze, ma guardi i cuori delle Tue creature.
2) Benedetto sei Tu, Dio grande e amoroso, che hai fatto esistere etnie e popoli diversi,
che Ti rallegri dei fiori del Tuo giardino, che hai voluto il creato come un arcobaleno.
Benedetto sei Tu, Dio della vita, che hai colmato la terra di tanti doni, che hai imbandito una mensa ricca di vivande, su cui uomini e donne possono trovare il necessario.
Benedetto sei Tu, Dio della giustizia, che ci aiuti a superare i nostri egoismi, a dividere fra noi i doni del Tuo amore, a cercare i piccoli sentieri della solidarietà.
A. Tu, pastore
attento, attendi chi fa più fatica nel cammino, Tu Ti prendi cura di
chi è abbandonato, sei custode delle creature perdute, sai guarire
anche le ferite più profonde.
B. Parla al cuore di ciascuno di noi e insegnaci a cercare la libertà, quella vera, senza paura, con la fiducia di Gesù che ci ha annunciato la strada verso il Tuo regno
A. O Dio, che un giorno hai sradicato Abramo dalla terra che imprigionava il suo cuore, aiutaci a lavorare in piccolo e pensare in grande perché il Tuo amore non conosce confini.
B. Dio che ami la vita: metti ancora nei nostri cuori quella fiducia che ci spinge sui sentieri della condivisione, come piccoli architetti del nuovo mondo che nasce.
SILENZIO
Memoria della cena
G: Eccoci ora, o Dio, davanti a Te per spezzare il pane, come fece Gesù prima di essere condannato e crocifisso dai poteri politici e religiosi del suo tempo.
Egli prese il pane e alzò gli occhi al cielo per benedire il Tuo nome, per ringraziare Te di ogni dono. Divise quel pane con i suoi amici e le sue amiche: “Prendete e mangiate, disse. Ogni volta che voi condividerete ciò che Dio vi ha dato, allora davvero vi ricorderete di me. Prendete, dividete, mangiate: questo è il mio corpo, questa è la mia vita”. Poi prese la coppa del vino e, dopo averTi ringraziato, ne porse da bere a tutti dicendo:. Fate questo perché non vi capiti di dimenticarvi di me”.
Preghiera di condivisione
Preghiere comuni
PADRE NOSTRO
Preghiera finale
… Cercherò
di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a
priori non posso prometterti nulla. Una cosa, però, diventa sempre
più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che
siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi
stessi.
L’unica cosa che possiamo salvare in questi tempi, e
anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzetto di te in
noi stessi, mio Dio.
E forse possiamo anche contribuire a
disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini. …
Etty Hillesum
Per la comunità di base di Pinerolo, Via Città di Gap
Manuela Brussino 21/05/2023