lunedì 22 maggio 2023

La solidarietà organizzata

 

I ragazzi, e le persone in genere, che si danno da fare in mezzo al fango, hanno ben poco a che fare con l’angelico, molto con l’umano, con la forza dei muscoli e della volontà: ognuno di noi sa che, quando entra in circolo l’adrenalina della solidarietà, non c’è stanchezza o esitazione che possano svuotare il serbatoio. Ci si scopre potenti e inesauribili. Una bottiglia d’acqua, un panino, e si ricomincia a spalare.

Piuttosto che spendere parole retoriche (già spese in occasioni simili: ormai è un format, quello degli “angeli del fango”) sarebbe interessante provare a organizzare quella forza — quei muscoli, quell’umore positivo — e fornirla di mezzi, di competenze, di logistica. Si chiama, o meglio si chiamerebbe: servizio civile di leva, obbligatorio per tutti, antica fissazione di pochi matti (tra i quali il sottoscritto) che non è mai riuscita a trovare una sponda politica efficace e convinta.

Credo sarebbe una bella idea, anzi una bella cosa, un modo per non lasciare solo all’iniziativa volontaria dei singoli un lavoro prezioso. E anche un modo per ridare concretezza e vigore allo spirito di comunità. I diritti sono una santa cosa; i doveri ne sono l’altra faccia.

Il governo Meloni, a quanto si sente dire, intenderebbe riproporre il servizio militare di leva, ed è una cosa di destra.

Proporre invece che il servizio di leva (per tutti, ragazzi e ragazze, più gli opportuni richiami per gli adulti ancora in forze) sia quello civile sarebbe una cosa di sinistra. Dunque ci si aspetterebbe che lo proponesse la sinistra. Chissà. I miracoli, a volte…

 

MICHELE SERRA

 

La Repubblica, 20 maggio