I BAMBINI SENZA CELLULARE: IL PATTO TRA LE FAMIGLIE
28 Aprile 2023
Mezzopieno
Liberi dai cellulari fino alla seconda media, un patto di comunità è nato a Belluno, in Veneto per superare la precoce adozione degli strumenti di comunicazione di massa digitali da parte dei bambini troppo piccoli per gestirli con consapevolezza.
L’idea dell’iniziativa è nata due anni fa a Gemona del Friuli in provincia di Udine ed è stata sperimentata nel comune di Ponte nelle Alpi prima di arrivare in una grande città come Belluno. “In questo momento il 95% degli studenti lo usa e ce l’ha” spiega Alex Fagro, uno dei genitori dell’associazione Famiglie in connessione che ha pensato a questo nuovo approccio alla tecnologia. Secondo i promotori, accordarsi tra famiglie che hanno lo stesso orientamento riguardo il divieto all’uso del cellulare ai figli consentirebbe ai ragazzi di superare il problema dell’isolamento dai coetanei e potrebbe facilitare le relazioni e la socialità.
Le famiglie aderenti sono diventate in breve tempo una cinquantina ed hanno deciso di organizzarsi con un patto in cinque punti che tutti condividono e mettono in pratica: promuovere l’educazione digitale, far accedere ai propri figli solo a contenuti adatti alla loro età, consegnare uno smartphone non prima della seconda media, utilizzare i dispositivi elettronici in modo condiviso fino a 14 anni e infine stabilire e condividere regole di impiego, ad esempio non dopo cena e non a letto la sera.
“Al giorno d’oggi si tende sempre più ad anticipare le tappe – fa notare Fagro – La nostra volontà è fare squadra fra genitori, per i nostri figli”
Liberi dai cellulari fino alla seconda media, un patto di comunità è nato a Belluno, in Veneto per superare la precoce adozione degli strumenti di comunicazione di massa digitali da parte dei bambini troppo piccoli per gestirli con consapevolezza.
L’idea dell’iniziativa è nata due anni fa a Gemona del Friuli in provincia di Udine ed è stata sperimentata nel comune di Ponte nelle Alpi prima di arrivare in una grande città come Belluno. “In questo momento il 95% degli studenti lo usa e ce l’ha” spiega Alex Fagro, uno dei genitori dell’associazione Famiglie in connessione che ha pensato a questo nuovo approccio alla tecnologia. Secondo i promotori, accordarsi tra famiglie che hanno lo stesso orientamento riguardo il divieto all’uso del cellulare ai figli consentirebbe ai ragazzi di superare il problema dell’isolamento dai coetanei e potrebbe facilitare le relazioni e la socialità.
Le famiglie aderenti sono diventate in breve tempo una cinquantina ed hanno deciso di organizzarsi con un patto in cinque punti che tutti condividono e mettono in pratica: promuovere l’educazione digitale, far accedere ai propri figli solo a contenuti adatti alla loro età, consegnare uno smartphone non prima della seconda media, utilizzare i dispositivi elettronici in modo condiviso fino a 14 anni e infine stabilire e condividere regole di impiego, ad esempio non dopo cena e non a letto la sera.
“Al giorno d’oggi si tende sempre più ad anticipare le tappe – fa notare Fagro – La nostra volontà è fare squadra fra genitori, per i nostri figli”