venerdì 12 maggio 2023

Le suore statunitensi a fianco delle persone LGBTQ+

NEW YORK-ADISTA. Al contrario dell'episcopato statunitense. per lo più indifferente alle tematiche LGBTQ+, le religiose del Paese sono moto impegnate per inclusione e pari diritti. E molto assertive. «Come religiose cattoliche e partner nella missione, affermiamo con tutto il cuore che le persone transgender, non binarie e gender-expansive sono amate con tenerezza da Dio». Così inizia una dichiarazione intitolata "In Solidarity: Vowed Catholic Reigjous Honor Trans Day of Visibility" (In solidarietà. Le religiose cattoliche onorano la Giornata della Visibilità Trans) redatta dalla Federazione statunitense delle Suore di San Giuseppe, dalle Suore della Provvidenza di Saint Mary-of-the-Woods e dall'Ufficio per la Giustizia, la Pace e l'Integrità del Creato delle Suore della carità di Leavenworth e sottoscritta da 28 comunità religiose femminili statunitensi, in rappresentanza di circa seimila suore. Diffusa il 31 marzo, in occasione della Giornata internazionale della visibilità transgender, è stata pubblicata, oltre che sui siti delle singole congregazioni, anche da New Ways Ministry, l'organizzazione no profit cofondata nel 1977 da suor Jeannine Gramick, che per il suo ministero pionieristico alle comunità LGBTQ+ fu nel mirino del Vaticano, specialmente in epoca Ratzinger (ma riabilitata da papa Francesco nel 2022 in occasione del 50.mo anniversario della sua missione, v. Adista n. 2/22).

   «Come membri del corpo di Cristo, non possiamo essere integri senza la piena inclusione delle persone transgender, non binarie ed expansive-gender, scrivono le religiose, entrando nel merito del contesto della loro forte presa di posizione: ln questo momento negli Stati Uniti, le persone transgender sono sotto attacco e vittime di esclusione a causa dell'introduzione e dell'approvazione di leggi anti LGBTQ+ in diversi Stati; della retorica dannosa da parte di alcune istituzioni cristiane e dei loro leader, tra cui la Chiesa cattolica; della discriminazione e violenza quotidiana». L'appello evangelico all'amore che ci unisce ci impone di porre fine attivamente alle interazioni dannose nella vita quotidiana e di smantellare i sistemi che rafforzano questa retorica e la violenza nella società, in particolare nei confronti dei neri, degli indigeni e delle altre persone di colore. Continueremo a essere oppressori fino a quando - come religiose cattoliche consacrate - non riconosceremo l'esistenza delle persone LGBTQ+ nelle nostre stesse congregazioni. Cerchiamo di coltivare una comunità di fede in cui tutti, specialmente le nostre sorelle e i nostri fratelli transgender, non binari e gender-expansive, sperimentino un profondo senso di appartenenza; che noi possiamo agire per trasformare i nostri cuori, la nostra Chiesa, la nostra politica e il nostro Paese per garantire che la dignità delle nostre sorelle e dei nostri fratelli transgender, non binari e gender-expansive sia riconosciuta, accettata con coraggio e celebrata».

   Le religiose hanno contestualmente elaborato una agenda: una serie di azioni da mettere in atto per concretizzare l'impegno nei confronti delle persone LGBTQ+. In primo luogo, sollecitano a monitorare all'interno di ogni Stato «se i funzionari eletti stanno attaccando i diritti LGBTQ+: lo si può fare grazie al Trans Legislation Tracker, uno strumento che consente di essere aggiornati sull'emanazione di leggi che cercano di impedire alle persone transgender di ricevere assistenza sanitaria di base, istruzione, riconoscimento giuridico e diritto a esistere pubblicamente. Si invita a sostenere quegli organismi che supportano le persone transgender, come il Trevor Project, il Transgender Law Center, New Ways Ministry; a valutare la capacità della propria comunità religiosa «di accogliere pienamente le persone transgender», verificando all'interno l'atteggiamento, i comportamenti, le prassi (come la presenza di bagni "neutri").

   Le religiose chiedono inoltre di firmare la dichiarazione "Beloved by God" (Amati da Dio), promossa e sottoscritta da organizzazioni cattoliche di base statunitensi (come Dignity Usa, Futurechurch, Call to Action, Corpus, Women's Ordination Conference, Catholics for Choice), da congregazioni religiose e da teologi come Miguel H. Diaz, M. Shawn Copeland e Mary E. Hunt. «Come cattolici, crediamo fermamente che membri della nostra comunità transgender e non binari siano amati da Dio», afferma "Beloved by God". «Riconosciamo che questi individui vivono nel sogno che Dio aveva già per loro molto prima della loro nascita. I doni unici che hanno ricevuto ci ricordano che l'amore di Dio è dinamico e trasformativo. Ci sentiamo chiamati a dichiarare apertamente il nostro sostegno a questa comunità emarginata in questi tempi in cui si trovano sempre più ad affrontare violenze e critiche per le loro identità ed esperienze. Ci impegniamo a sostenere apertamente la giustizia, l'equità e l'affermazione per le persone transgender e non binarie in tutta la Chiesa cattolica e nel mondo.

   Soddisfazione è stata espressa da membri non binari di congregazioni religiose: «E ora che le comunità religiose alzino la loro voce contro l'ingiustizia, la violenza e l'esclusione delle persone trans e non binarie, ha detto uno di loro al Religion News Service (citato da Gionata.org, 7/4), esprimendo la speranza che questa dichiarazione renda tutti consapevoli che le persone transgender e non binarie esistono anche nelle comunità religiose. Forti anche le parole di suor Barbara Battista, che ha contribuito alla redazione del testo. I vescovi cattolici e i politici, ha detto a proposito della questione delle prestazioni sanitarie alle persone transgender, hanno cercato di «immischiarsi nell'ambito, molto privato, molto personale e molto intimo, del dialogo e delle decisioni tra i professionisti della sanità e le persone che essi servono. (ludovica eugenio)

Adista, 22 aprile 2023