domenica 28 maggio 2023

PARROCO TORINESE PARLA DI AMORE LGBTQ+

  LA DESTRA LO ATTACCA, IL VESCOVO LO DIFENDE

41464 TORINO-ADISTA. Ci sono ancora contesti in cui il semplice fatto di parlare di questioni come quelle dell'affettività Lgbtq+ in parrocchia suscita disappunto, o addirittura scandalo. È successo il 20 aprile scorso a Poirino, in provincia di Torino nella parrocchia di Santa Maria Maggiore. Il parroco don Domenico Cravero, aveva organizzato un incontro sul tema "L'amore nelle sue forme ed espressioni: sessualità, emozioni, sentimenti. Lgbtq+, tra conoscenza e rispetto". Non erano per la verità invitati relatori che potessero destare sospetto, perché l'unico a parlare è stato lo stesso parroco, forte della sua formazione, oltre che della sua esperienza pastorale nelle quattro chiese di Poirino. Oltre alla licenza in Teologia, don Cravero è infatti anche laureato in filosofia (indirizzo psicosociale) e in scienze politiche (indirizzo sociale). È inoltre psicologo e psicoterapeuta, specializzato in Terapia sistemica famigliare. Nulla di strano quindi che ad affrontare il delicato tema fosse lui.

Non così per Toni Brandi, fondatore e presidente di Pro Vita & Famiglia Onlus, che ha commentato indignato l'iniziativa: Nonostante il condivisibile intento di promuovere una cultura del rispetto e della convivenza civile - scrive in un comunicato stampa - lascia interdetti che una parrocchia si sia fatta promotrice di un evento riconducibile alla galassia Lgbtqa+e dunque a quelle che sono le sue istanze ideologiche: gender, sessualità fluida, carriera alias e transizione di genere per i minori nelle scuole fino anche alla barbara pratica dell'utero in affitto. Ci lascia, però, ancor più sconcertati e sinceramente sorpresi il silenzio di monsignor Roberto Repole, arcivescovo di Torino, al quale ci siamo appellati con due lettere ufficiali, prima dello svolgimento dell'evento stesso. L'unica risposta avuta è stata quella che l'arcivescovo "è stato informato", ma non abbiamo avuto ulteriori riscontri né il minimo impegno di un intervento che invece appariva coerente e doveroso. L'ideologia gender, portata avanti proprio dal mondo Lgbtqia+, è stata infatti più volte condannata da Papa Francesco nel corso del suo Pontificato. Un'ideologia che mira al sistematico smantellamento della famiglia naturale fondata da un uomo e una donna e del diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà oltre che della libertà educativa di questi ultimi. Non vediamo quindi nessuna ragione plausibile per il mancato intervento dell'arcivescovo nel bloccare questa iniziativa».

Il comunicato di Pro Vita & Famiglia, corredato sul sito della Onlus dalla foto della locandina dell'evento, con esplicita segnalazione ai lettori che essa riproduceva i simboli dell'identità di genere sommati tra di loro in maniera diversa, ma con lo stesso risultato - un cuore - ha indotto l'arcivescovo di Torino mons. Roberto Repole ad una dichiarazione ufficiale, pubblicata il 28 aprile scorso dal sito del settimanale diocesano, in cui l'arcivescovo precisa: «Nella parrocchia di Poirino non è stata fatta nessuna propaganda alla teoria del gender: solo un incontro di informazione a cura del parroco, occasione di riflessione intorno a un tema che coinvolge e preoccupa molte delle nostre famiglie e sta facendo discutere l'opinione pubblica», «Ho verificato con il parroco - spiega l'Arcivescovo - che l'incontro era mirato a informare sulle diverse realtà della vita affettiva oggi presenti in seno alla società, per conoscere il presente ed essere in grado di valutare il dibattito in corso, obiettivamente molto acceso. Informarsi e ragionare anche su queste cose è un modo concreto di essere presenti come comunità cristiana su temi che provocano situazioni dolorose di tensione e conflitto tra i giovani e all'interno delle famiglie.

E questo nulla cambia rispetto alla riflessione e all'insegnamento della Chiesa sulla morale sessuale, che non omologa in alcun modo l'amore eterosessuale alle altre forme di relazione», (valerio gigante)

13 MAGGIO 2023