venerdì 5 maggio 2023

Comunità  cristiana  di  base  di  via  Città  di  Gap,  Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL’ASCOLTO E DELLA PREGHIERA

 Per sfogliare l'intero notiziario potete cliccare qui:

https://www.sfogliami.it/fl/275143/27qq2brchy138j8ys2jmbn81qrpg612

N° 101 maggio ‘23

In evidenza:

     INCONTRI COMUNITA’ IN SEDE E SU MEET

  •   5, 12, 19 e 26/5 h18: gr. biblici in sede
  •   7, 14, 21 e 28/5 h 10: eucarestie
  •   25/5 h 18: incontro di preghiera
  •   28/5 ore 10:45: assemblea comunitaria

     RECENSIONI E SEGNALAZIONI

  •  E. Rindone, Chi è Gesù di Nazareth

     SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

  •  A che punto è il dialogo… cristiano-islamico 
  •   Abbi cura di me
  •   Casa comune per le 3 religioni abramitiche
  •   Troppo è il dolore

    DALLA NOSTRA COMUNITA’

  •  Questa comunità

 

APPUNTAMENTI COMUNITA’ IN SEDE (v.Città di Gap) E SU MEET

NB: Gruppi biblici: il martedì alle h20:45 solo on line (colleg. dalle h20:30 meet.google.com/qpe-wfjz-cdp) e il venerdì alle h18 solo in presenza, presso la sede di via Città di Gap, 13 a Pinerolo.

Eucarestie: domenica h10 in sede e on line (colleg. dalle h9:45 meet.google.com/vpu-vkkh-wfm).

     MARTEDI’ 2 MAGGIO h 20:45 e VENERDI’ 5 MAGGIO h 18 – Gruppo biblici: su Luca 24,13-53 (prepara per martedì Sergio Se. e per venerdì Ada).

     DOMENICA 7 MAGGIO h10/11:30 – Eucarestia (prepara Maria Grazia B.).

     MARTEDI’ 9 MAGGIO h20:45 e VENERDI’ 12 MAGGIO h18 – Gruppi biblici: introduzione a Qohelet e lettura del cap.1 (preparano per martedì Luigino e per venerdì Ada D.)

     DOMENICA 14 MAGGIO h10/11:30 – Eucarestia (prepara Walter P.).

     MARTEDI’ 16 MAGGIO h20:45 e VENERDI’ 19 MAGGIO h18 – Gruppi biblici: Qohelet seconda sezione da definire (preparano per martedì Sergio Sp. e per venerdì Walter P.)

     DOMENICA 21 MAGGIO h10/11:30 – Eucarestia (prepara Manuela B.).

     MARTEDI’ 23 MAGGIO h20:45 e VENERDI’ 26 MAGGIO h18 – Gruppi biblici: Qohelet terza sezione da definire (preparano per martedì Maria Grazia B. e per venerdì Francesco G.)

     GIOVEDI’ 25 MAGGIO h18 – Incontro di preghiera (prepara Tiziana).

     DOMENICA 28 MAGGIO h10/10:45 – Eucarestia breve (prepara Sergio Sp.).

     DOMENICA 28 MAGGIO h10:45/11:30 – Assemblea di comunità

     MARTEDI’ 30 MAGGIO h20:45 e VENERDI’ 2 GIUGNO h18 – Gruppi biblici: Qohelet quarta sezione da definire (preparano per martedì Sergio. e per venerdì Manuela B.)

    ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero

VENERDI’ 19 MAGGIO dalle h16,45 alle h18,30 – Corso biblico a Torino: concluderemo il vangelo di Luca e programmeremo l’incontro di settembre: metodo e contenuti. L’incontro ha cadenza mensile e si svolge c/o il saloncino della libreria Claudiana (via Principe Tommaso, 1 - Torino). Per informazioni contattare Anna Campora (3487136965) e/o Maria Zuanon (3497206529).

NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

2-4/6/23 – 40° incontro nazionale delle comunità cristiane di base a Pesaro

Ricordiamo che le comunità cristiane di base italiane riprendono gli incontri in presenza.

Il 40° incontro nazionale si terrà a Pesaro, dal 2 al 4 giugno 2023 e affronterà il tema “Una Costituzione per la Terra. Pace, giustizia, cura della casa comune” (si rimanda al notiziario di marzo per il programma).

Si ricorda che è ancora possibile iscriversi, collegandosi al sito www.cdbitalia.it/incontro2023 (per informazioni: e-mail: segreteria@cdbitalia.it)

RECENSIONI E SEGNALAZIONI (a cura di Franco Barbero)

Elio Rindone, Chi è Gesù di Nazareth

Ecco un nuovo libro su Gesù di Nazareth che l’Autore, già docente di storia e filosofia, pubblica dopo anni di studi sull’ermeneutica biblica e sul Gesù storico.

Leggendolo, ho trovato ampia traccia del pensiero del teologo E. Schillebeeckx che Rindone poté conoscere nei tre anni in cui svolse ricerche presso l’università di Nimega nei Paesi Bassi. L’Autore, assai documentato sulle ricerche del dopo concilio, evidentemente ha scelto di non confrontarsi con alcuni studiosi dell’ultima generazione (Tamayo, Vigil, Gianotto, Pesce, Hick, Knitter, Gebara, Patterson, Lenaers, E. Johnson…), ma ha tracciato un itinerario densissimo e prezioso. Egli attrezza il lettore per avvicinarsi alle fonti bibliche, interpreta i titoli messianici e si sofferma sul titolo di “Figlio di Dio”, dialoga rispetto alle nuove prospettive, s’interroga sulle cristologie classiche, affronta la questione dei segni, illustra la concezione gesuana del regno di Dio, la realtà e il messaggio della risurrezione.

Tutto questo avviene senza semplificazioni, in modo rigoroso e consequenziale.

Il lettore e la lettrice si trovano di fronte ad un libro che offre due possibilità. Chi vuole conoscere il pensiero dell’Autore sulle varie questioni, può limitarsi alla prima parte di ogni pagina. Chi desidera, invece, verificare a quali fonti l’Autore ha attinto, potrà usufruire di un ricco corredo di note a piè pagina, ove troverà rimandi, citazioni, segnalazioni ulteriori, annotazioni personali. Tutto questo permette un approfondimento di grande pregio.

Vorrei aggiungere alcune osservazioni che ritengo importanti:

1) Mi sembra che avrebbe ulteriormente arricchito il volume una sobria documentazione di tutto quel filone cristologico che, sempre minoritario, ha attraversato tutti i secoli, ancor prima di Ario, partendo dal giudeo-cristianesimo fino alle numerose ricerche degli antitrinitari e di tutte le esperienze ecclesiali che non hanno mai accettato Nicea e Calcedonia.

2) Per chi ha seguito il dibattito cristologico degli ultimi 60anni, il libro non costituisce una novità sul piano dei contenuti. Il cantiere cristologico è incredibilmente fecondo e attivo. Ma queste pagine congiungono chiarezza, coerenza e sistematicità in modo difficilmente superabile. Sul piano esegetico ed ermeneutico esse costituiscono un ponte offerto a chi, con fede matura, incarnata, liberante e impegnativa vuole prendere congedo dalle teologie dogmatiche classiche, senza nulla perdere del vitalissimo messaggio evangelico.

3) Resta il fatto che molti lettori, leggendo queste pagine, si troveranno del tutto spiazzati rispetto all’insegnamento ufficiale del magistero. Vissi personalmente questo smarrimento oltre 40anni fa quando studiai le opere cristologiche di Kung e di Schillebeeckx. Diventa evidente che, “se Gesù non è Dio, occorre reimpostare dalle fondamenta la propria esperienza di fede… Sarebbe vano illudersi che possa restare in piedi la vecchia dogmatica” (p.167). La cristologia calcedonese delle due nature in Gesù oggi non risulta più sostenibile, come ben documenta il nostro Autore. Tuttavia essa è presente come unica nel catechismo, nei documenti ufficiali del magistero, nei linguaggi della liturgia e della predicazione. “L’affermazione che Gesù è, pienamente e solamente, una persona umana, il rifiuto dell’ontologizzazione della formula “figlio di Dio”, oggi costituisce un dato acquisito dalle scienze bibliche, anche se “da qualche decennio si assiste a una crescente emarginazione dei dissenzienti” (pag. 174). Oggi, eccettuati i biblisti e i teologi di corte e quelli che sono interiormente legati alle formulazioni tradizionali, pensare Gesù nei termini di Nicea e Calcedonia e farne la seconda persona della trinità, diventa una impresa senza fondamenti biblici. Mi sembra tuttavia che non sia sufficientemente diffusa la percezione dello spessore della partita in gioco. Esiste, a mio avviso, la sottovalutazione della distanza che separa la dogmatica tradizionale dalla vita e dal linguaggio delle donne e degli uomini di oggi. Nasce la domanda: quel linguaggio tradizionale può ancora “veicolare” il gioioso annuncio del nazareno? L’Autore mette bene in risalto quanto le due concezioni siano lontane ed inconciliabili.

4) Voglio esprimere all’Autore la mia gratitudine per aver ribadito a più riprese quello che ha orientato ogni mia ricerca teologica e pastorale: “Quelle che sono crollate non sono le verità cristiane, ma le sovrapposizioni storiche. Al contrario, il nucleo vitale del cristianesimo non può crollare. Come scrive Rahner, la nostra fede cristiana nel suo fondamento più intimo è semplice, viva, inesauribile. Essa è valida e efficace anche oggi e domani” (pag. 230). Mi sento in profonda sintonia di cultura e di fede con Elio Rindone. Questo è il Gesù che ci rinvia a Dio: “Alla fede proprio in questo Dio Gesù invitò con la parola e l’azione nei suoi giorni terreni: è questo il senso di tutta la sua attività. Pertanto chi eliminasse dalla vita di Gesù la sua continua e particolare relazione con Dio distruggerebbe il suo messaggio e la realtà della sua vita” (pag. 214). Dio è per Gesù la fonte della vita, della sua prassi, della sua speranza e della sua fiducia nel futuro dell’umanità. Questa sua strada è anche la nostra.

5) Ecco perché chi ha letto con serietà, come il nostro Autore, Rahner e Schillebeeckx non trova affatto nuove e relativizza alcune recenti opere come quelle di Fox e trova semplicistiche ed ideologiche molte pagine di Spong.

6) Finisco questa recensione con un invito caldissimo alla lettura. Anzi, voglio confidare ai lettori e alle lettrici di queste mie note che l’opera di Elio Rindone è uno dei libri più significativi e limpidi che io ho letto nella mia vita. Queste pagine ci aiutano a crescere nella fede in quel Dio che, come ci ha insegnato Gesù, ci accoglie e ci accompagna misteriosamente nei giorni del nostro pellegrinaggio e ci raccoglie oltre la nostra morte.

7) Il libro può essere richiesto a ELIO RINDONE, VIALE MARCONI  86 – 00146 ROMA, oppure on line.

Franco Barbero (16 settembre 2011)

ELIO RINDONE, docente di storia e filosofia nei licei, oggi in pensione, ha conseguito nel 1984 il baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Lateranense e in seguito, per tre anni, ha condotto un lavoro di ricerca presso l’Università Cattolica di Nijmegen (Paesi Bassi) tenendosi in contatto con E. Schillebeeckx. Ha pubblicato L'ispirazione della S. Scrittura dal Vaticano I al Vaticano II, Centro di Formazione Cristiana, Palermo 1982, Attualità del pensiero greco. Quattro saggi, Centro di Formazione Cristiana, Palermo 1985, Per comprendere l'eucaristia, Augustinus, Palermo 1989, Ma è possibile essere felici? Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2004, e Chi è Gesù di Nazareth? Ilmiolibro, 2011, oltre a vari articoli su Aquinas. Rivista internazionale di filosofia e su Critica liberale (tratto da “il tetto/Autori”).

Sul blog di Franco Barbero, a partire dal primo maggio, abbiamo iniziato la pubblicazione integrale del libro "Chi è Gesù di Nazareth?". Ogni giorno, troverete un segmento del volume, per un totale di 25 ‘appuntamenti’.

(in libreria per Il mio libro edizioni, Roma 2011, pp.240, €15)

SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

A che punto è il dialogo interreligioso cristiano - islamico

I risultati del dialogo con il cristianesimo sono un punto fermo da cui non si può prescindere

Ramadan mubarak, amici e amiche musulmani! Che questo mese, così sacro nella vostra tradizione, vi doni benedizioni e ristoro! Un tempo che può risultare utile anche a chi musulmano non è per fare il punto sulla presenza islamica in Italia, e sullo stato di salute del dialogo fra cristiani e musulmani.

Tema, quest’ultimo soprattutto, cruciale, e delicato; che richiede umiltà e pazienza - personalmente lo sperimento da anni come una benedizione, sia pur faticosa - e che ci chiama a dotarci di uno sguardo lungo, e il più possibile sgombro da pregiudizi. Anche perché non è da molto che il nostro paese si trova a confrontarsi con un nuovo pluralismo culturale e religioso, di cui fa parte l'islam: che anzi ne è diventato una sorta di idealtipo, e spesso di bersaglio polemico. In altri termini: l'islam, i problemi che porta o comporta (o si ritiene porti e comporti), è ormai diventato il modo per nominare e discutere un crescente pluralismo le cui implicazioni non sappiamo ancora sollevare e affrontare in quanto tali. Mi pare infatti che non abbiamo ancora metabolizzato il dato oggettivo del ritorno delle religioni sulla scena pubblica, la loro presenza e visibilità nello spazio pubblico nazionale, pur ampiamente secolarizzato. Da questo punto di vista, il caso dell'islam, non solo per questioni numeriche, può offrire notevoli spunti di riflessione.

In Italia esso ingloba al suo interno provenienze etniche differenziate, un discreto numero di autoctoni (i convertiti, o "ritornati", come preferiscono definirsi), le seconde generazioni nate qui, e un'ampia serie di ambiti in cui si propone e fa immagine, spesso suo malgrado: dal rinascere dei fondamentalismi ai rapporti di genere, dalle relazioni tra Stato e comunità religiose alle dinamiche di mixité matrimoniale.

Perché quello che era una volta l'islam in Italia sta diventando semplicemente, ma con conseguenze importanti, durature e ritengo irreversibili, la porzione italiana della umma islamica. Un work in progress destinato, inevitabilmente, a influenzare toni, modalità e registri del dialogo interreligioso cristiano-islamico. Anche qui, in effetti, stiamo attraversando un "cambio d'epoca", alle spalle ormai stagioni pionieristiche. Per fare solo alcuni esempi a me cari, la Giornata ecumenica del dialogo del 27 ottobre ha ormai più di trent'anni e ha messo radici, anche se purtroppo ha sofferto della scomparsa, esattamente due anni fa, del suo maggiore promotore, Giovanni Sarubbi; l'impegno di don Giuliano Savina, direttore dell'Ufficio ecumenismo e dialogo della Cei, prosegue instancabile, e lo scorso giugno ha portato oltre cento fra cristiani e musulmani a Lampedusa, per il terzo incontro nazionale islamo - cattolico, sul tema della cittadinanza comune; mentre il modello dei Corridoi umanitari, ideati da Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Tavola valdese e Comunità di Sant'Egidio, avviatisi dal 2016, è ormai riconosciuto come l'u-o credibile per rispondere adeguatamente alla crisi dei migranti.

Sono, ripeto, appena alcuni esempi di buone pratiche, in grado peraltro di accreditare la tesi secondo cui l'islam italiano sta vivendo processi lunghi di inclusione e integrazione sostanziale (pensiamo alle aule scolastiche), ma nello stesso tempo è sottoposto a tutt'oggi a situazioni di percezione conflittuale talvolta esasperata. Ecco perché al dialogo non si dà alternativa. Ma avrebbe bisogno di più impegno di base, maggiore coraggio, di un investimento più ramificato e diffuso. E, semmai, di uno sguardo ampio, in dimensione planetaria: rimando, a esempio, al fascicolo della rivista Concilium dedicato ai «Segni di speranza nel dialogo islamo - cristiano» (n. 4, 2020); ma anche al recente, bellissimo libro di Fadi Daou, presbitero maronita, e Nayla Tabbara, teologa musulmana, L'ospitalità divina e la fraternità umana (Qigajon, 2022).

Entrambi libanesi, insieme hanno ideato Adyan, fondazione il cui nome arabo significa "religioni", e si lanciano qui in un'avventura intellettuale definibile come "teologie in dialogo": in cui ciascuno, secondo la propria tradizione ma in modo congiunto, pensa teologicamente la differenza di fede a partire dall'esperienza dell'incontro spirituale con un altro credente, ma diversamente, nel Dio unico. Le domande che si pongono, suggerendo risposte articolate, sono più che mai ineludibili per chi crede nel dialogo: come vedono il Corano e la teologia musulmana i cristiani? Come legge il cristiano, in base alla sua fede, i musulmani e i non cristiani? E, a partire dalla Dichiarazione di Abu Dhabi (2019), che cosa rappresenta la fratellanza umana, nella sua dimensione interreligiosa e universale, sul piano delle due fedi, e quali ne potrebbero essere le conseguenze spirituali, etiche e pratiche?

Brunetto Salvarani (tratto da “Riforma”, 31 marzo 2023)

Abbi cura di me

Adesso chiudi dolcemente gli occhi e stammi ad ascoltare. Sono solo quattro accordi ed un pugno di parole.

Più che perle di saggezza sono sassi di miniera. Che ho scavato a fondo a mani nude in una vita intera
Non cercare un senso a tutto perché tutto ha senso. Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo.
Perché la natura è un libro di parole misteriose. Dove niente è più grande delle piccole cose
È il fiore tra l’asfalto lo spettacolo del firmamento. È l’orchestra delle foglie che vibrano al vento

È la legna che brucia che scalda e torna cenere. La vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere
Perché tutto è un miracolo tutto quello che vedi. E non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri
Tu allora vivilo adesso come se fosse l’ultimo. E dai valore ad ogni singolo attimo
Ti immagini se cominciassimo a volare. Tra le montagne e il mare
Dimmi dove vorresti andare. Abbracciami se avrò paura di cadere.
Che siamo in equilibrio. Sulla parola insieme
Abbi cura di me. Abbi cura di me.
Il tempo ti cambia fuori, l’amore ti cambia dentro. Basta mettersi al fianco invece di stare al centro
L’amore è l’unica strada, è l’unico motore. È la scintilla divina che custodisci nel cuore.
Tu non cercare la felicità semmai proteggila. È solo luce che brilla sull’altra faccia di una lacrima

È una manciata di semi che lasci alle spalle. Come crisalidi che diventeranno farfalle
Ognuno combatte la propria battaglia. Tu arrenditi a tutto, non giudicare chi sbaglia
Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso. Perché l’impresa più grande è perdonare se stesso
Attraversa il tuo dolore arrivaci fino in fondo. Anche se sarà pesante come sollevare il mondo
E ti accorgerai che il tunnel è soltanto un ponte. E ti basta solo un passo per andare oltre
Ti immagini se cominciassimo a volare. Tra le montagne e il mare
Dimmi dove vorresti andare. Abbracciami se avrai paura di cadere
Che nonostante tutto. Noi siamo ancora insieme
Abbi cura di me qualunque strada sceglierai, amore.
Abbi cura di me. Abbi cura di me. Che tutto è così fragile
Adesso apri lentamente gli occhi e stammi vicino. Perché mi trema la voce come se fossi un bambino.
Ma fino all’ultimo giorno in cui potrò respirare. Tu stringimi forte e non lasciarmi andare.
Abbi cura di me.

Simone Cristicchi

Casa comune per le 3 religioni abramitiche per favorire il dialogo

Lo scorso marzo è stata aperta al pubblico ad Abu Dhabi (capitale degli Emirati Arabi Uniti) la cosiddetta Abrahamic Family House, un complesso di edifici - situato nel Saadiyat Cultural District, il maxi quartiere culturale e dei musei, dove già sorge il polo museale Louvre Abu Dhabi - che riunisce la Chiesa Cattolica His holiness Francis Church, la sinagoga Moses Ben Maimon e la moschea Imam Al-Tayeb.

 Il complesso interreligioso, la cui costruzione era stata annunciata quattro anni fa, trae ispirazione dal Documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune firmato il 4 febbraio 2019 proprio ad Abu Dhabi, da papa Francesco e Mohammad Ahmad al-Tayyib,  grande Imam dell'università di Azhar del Cairo. 

Il progetto, disegnato dall'architetto Anglo-ghanese David  Adjaye (Studio Adjaye Associates) e supervisionato dal Comitato superiore della Fratellanza umana ha lo scopo  di incarnare “il multiculturalismo e la diversità degli Emirati Arabi Uniti, dove comunità di oltre 200 nazionalità convivono pacificamente”.

I tre edifici sono uguali nella struttura e nel materiale con cui sono  sono costruiti ma differiscono nella decorazione degli Interni e nel loro orientamento: La chiesa è rivolta verso est, la sinagoga verso a Gerusalemme e la moschea verso la Mecca.

 il senso di ideare uno spazio di compresenza delle tre religioni abramitiche in un unico spazio Aperto ha l'intento di rappresentare “una comunità per il dialogo e lo scambio interreligioso, alimentando i valori della convivenza pacifica e della accettazione tra fedi, nazionalità e culture diverse”. (ML)

(da “Confronti”, aprile 2023)

Troppo è il dolore

O Dio della vita, so bene che guerre e terremoti, malattie e incidenti non hanno nulla a fare con Te,

non vengono da Te, non sono un Tuo castigo, come certo catechismo ha insegnato per secoli.

Tu non sei il Dio interventista che blocca le catastrofi.

La creazione ha le sue dinamiche tra ordine e caos, in totale autonomia.

Come credente, come metto davanti a Te le gioie e le bellezze della vita, così vivo davanti a Te anche il dolore dell'umanità dolente.

Non mi aspetto da Te le soluzioni dei problemi.

Ti invoco per avere la forza di non cedere allo sconforto e per agire, nel mio piccolo, nelle iniziative di impegno solidale per alleviare le sofferenze.

Certo che, “usciti dall'Eden”, per dirla con il mito biblico così espressivo, l'avventura umana e cosmica devono fare i conti con profonde fragilità e contraddizioni.

Così la nostra fede che esige non attendismo, ma azione.

Franco Barbero (tratto da “Preghiere d'ogni giorno”, 2021, p. 120)

Parlami, o Dio, nel mio silenzio

O Dio, parla con dolcezza nel mio silenzio, quando il chiasso dei rumori esteriori di ciò che mi circonda e il chiasso dei rumori interiori delle mie paure continuano ad allontanarmi da Te,

aiutami a confidare che Tu sei ancora qui, anche quando non riesco a udirti.

Dammi orecchi per ascoltare la tua sommessa, dolce voce che dice:

‟Venite a me, voi che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo… perché io sono mite ed umile di cuore”. Che questa voce amorevole sia la mia guida.

              Henri J. M. Nouwen (tratto da “A mani aperte”, ed. Queriniana)

O Dio sostegno delle nostre braccia e dei nostri cuori… oggi, domani, sempre

Per tutte le esperienze di tenerezza e solidarietà che nascono continuamente e proseguono il loro cammino in qualunque angolo della terra, noi Ti ringraziamo

T: o Dio, sorgente d'amore per tutto il mondo.

Per tutte le persone che traggono dalla Tua Parola la speranza e la fiducia nelle Tue promesse, noi Ti ringraziamo

T: o Dio, sorgente d'amore per tutto il mondo.

Per tutti gli uomini e le donne che aprono i loro cuori, sanno benedirTi e spezzano con semplicità il loro pane, noi Ti ringraziamo,

T - o Dio, sorgente d'amore per tutto il mondo.
Per tutte le persone che, nelle chiese e nella società, vivono i posti di responsabilità non come onori, ma come impegno per il bene comune, noi Ti ringraziamo,

T - o Dio, sorgente d'amore per tutto il mondo.
Per i giorni in cui, sull'esempio di Mosè e di Gesù, sappiamo coltivare e irrigare giardini che fioriranno per altri o piantiamo e curiamo alberi i cui altri raccoglieranno i frutti, noi Ti ringraziamo e Ti preghiamo

T - o Dio, sostegno dei nostri cuori e delle nostre braccia.

Franco Barbero (tratto da “Preghiere d'ogni giorno”, 2021)

DALLA NOSTRA COMUNITA’

Questa comunità

  • Pieno di gratitudine a voi, a Dio e a tanti amici e amiche che ho incontrato con il pensiero e l’affetto in questi mesi, vi comunico il programma che sta per avviarsi: gli esami hanno dato esito positivo e sono rimandato al 29 maggio a Pinerolo per l’esame definitivo, che permetterebbe una diversa mobilità e modalità di vita.Per ora rimangono seri limiti sia al cammino che alla comunicazione di ogni genere. In ogni caso rimarrò all’ospedale valdese di Pomaretto fino al giorno 16 e poi sarà a Pinerolo in situazione ancora da definire. Voglio dirvi 3 cose importanti:
  • La cosa più importante siete voi, le comunità che hanno continuato a vivere, a prosperare a seminare, a pregare e celebrare. Punto questo che non era assolutamente scontato. Le comunità spesso lasciano il fervore, l’entusiasmo quando uno degli animatori o delle animatrici viene meno per motivi di salute.
  • La seconda cosa è che io ho un’immensa voglia di riprendere con ritmi nuovi che voi stessi mi insegnerete e che concorderò con voi.
  • Terzo: continuiamo con assiduità, con volontà tutto ciò che stiamo facendo a partire dal vangelo. Questa situazione che si è creata nei miei riguardi potrà dar vita a nuove possibilità e a nuove idee.
  • Con questo vi saluto, vi vedo volentieri quando venite a trovarmi e vi assicuro che seguo con affetto e intensità tutte le vicende della comunità. Devo riprendere il ritmo, ma oggi è la prima volta che lascio il letto e vi parlo da questa carrozzina.
  • Rimaniamo uniti nella preghiera e nell’azione e cerchiamo di fare il possibile perché fioriscano in positivo le sofferenze, le gioie, le preghiere e gli impegni che abbiamo in questo tempo.

Ciao e a presto!

Franco Barbero (trascrizione dell’audio del 29/4/23)

Il nostro notiziario

Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).

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