CHE SENSO HA LA NOSTRA VITA?
G : La lettura di Qoelet ci sta interrogando sul senso della vita. Oggi in questa Eucarestia proveremo a parlarne insieme…
G. Grazie a Te, Dio della Vita, che ci fai incontrare e ci doni l’opportunità di confrontarci tra di noi per alimentare la nostra fiducia in Te.
Ora ascoltiamo questo Salmo che ci invita a lodarTi e a riconoscerci creature in mezzo a tutte le Tue creature.
SALMO 145
O Dio, mio re, voglio esaltarti
e
benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti
voglio benedire ogni giorno,
lodare
il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande
è il Signore e degno di ogni lode;
senza
fine è la sua grandezza.
Una
generazione narra all'altra le tue opere,
annuncia
le tue imprese.
Il
glorioso splendore della tua maestà
e
le tue meraviglie voglio meditare.
Parlino
della tua terribile potenza:
anch'io
voglio raccontare la tua grandezza.
Diffondano
il ricordo della tua bontà immensa,
acclamino
la tua giustizia.
Misericordioso
e pietoso è il Signore,
lento
all'ira e grande nell'amore.
Buono
è il Signore verso tutti,
la
sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Ti
lodino, Signore, tutte le tue opere
e
ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano
la gloria del tuo regno
e
parlino della tua potenza,
per
far conoscere agli uomini le tue imprese
e
la splendida gloria del tuo regno.
Il
tuo regno è un regno eterno,
il
tuo dominio si estende per tutte le generazioni.
Fedele
è il Signore in tutte le sue parole
e
buono in tutte le sue opere.
Il
Signore sostiene quelli che vacillano
e
rialza chiunque è caduto.
Gli
occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e
tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu
apri la tua mano
e
sazi il desiderio di ogni vivente.
Giusto
è il Signore in tutte le sue vie
e
buono in tutte le sue opere.
Il
Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a
quanti lo invocano con sincerità.
Appaga
il desiderio di quelli che lo temono,
ascolta
il loro grido e li salva.
Il
Signore custodisce tutti quelli che lo amano,
ma
distrugge tutti i malvagi.
Canti
la mia bocca la lode del Signore
e
benedica ogni vivente il suo santo nome,
in
eterno e per sempre.
G. Non è stato semplice cercare una lettura biblica che rispondesse a questa domanda. Abbiamo pensato che questo brano di Matteo potesse darci qualche indicazione.
LETTURE BIBLICHE : Matteo 13,44-46
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno del cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
PICCOLA RIFLESSIONE
Rispondere alla domanda “Che senso ha la mia vita?” non è semplice. Credo che le risposte dipendono molto dall’età e dall’esperienza di ciascuno di noi.
Ma probabilmente se abbiamo cercato di capire il messaggio di Gesù sostanzialmente possiamo fare come questi due personaggi:
il contadino e il mercante.
Cercare il tesoro significa cercare sempre di dare un senso alla propria vita, inserendola in un contesto di relazioni positive che ci aiutino a scoprire che il tesoro è partecipare con altri e altre alla realizzazione del Regno di Dio. Come ci diceva Franco la scorsa domenica, il Regno di Dio, è qui e ora su questa Terra.
Gesù ci è Maestro in questo, ci invita a testimoniare l’Amore smisurato di Dio per ogni creatura e darci la mano per cercare di alleviare le sofferenze che inevitabilmente la vita ci presenta.
Come leggiamo nel Vangelo di Luca al cap.4, 18-19
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore.
Quando riusciamo a realizzare una briciola di tutto questo, nel nostro cuore esplode la gioia, come è accaduto al contadino!
INTERVENTI COMUNITARI
PREGHIERA EUCARISTICA
L Non rassegnarsi, lottare
Non disperare, sperare
Non odiare, amare
Non calcolare, rischiare
Non servire i potenti ma i deboli
Non cedere, credere
Non ripetere, pensare
Non tacere, parlare
Non restare soli, pregare
Non intristire, godere l’amicizia
Non raziocinare senza passione d’amore,
lasciar parlare in noi anche poesia e profezia
Non chiudere confini, ma aprire gli spazi dello spirito,
che sono gli spazi dell’uomo inedito che è dentro di noi
e del Dio nascosto nel suo cuore.
(Enrico Peyretti)
G. O Dio che ci sostieni sempre, fa’ che percepiamo la tua amorevole presenza. Se non avremo paura, ci lasceremo trasportare dal Tuo vento e compiendo piccoli gesti, spargeremo semi di Speranza e di giustizia.
Fiduciosi del tuo aiuto, spezziamo questo pane, come ci ha insegnato Gesù.
T. Gesù prese un pezzo di pane e dopo aver pronunciato la preghiera di benedizione, lo divise
tra le persone presenti e disse: “Prendete e mangiatene, la mia vita è come questo pane, Dio
mi ha aiutato a condividerla con le sorelle e i fratelli che ho incontrato, fate così anche
voi”. Poi prese una coppa di vino, lo fece passare tra loro dicendo: “Bevetene, come se questo fosse il mio sangue, il modo migliore per non dimenticarvi di me è che facciate come vi ho insegnato”.
Preghiera di condivisione
SA LA TUA MANO SUL MIO CAPO
Signore, Tu sei l’infinito amore, sorgente di ogni vita,
di ogni bellezza e di ogni bontà:
da Te vengono e a Te ascendono tutte le cose.
Posa la tua mano sul mio capo, o Dio, perché il male
e il caos che sono in me, non mi travolgano.
Dacci pace con Te, o Dio, pace con le persone,
pace con noi stessi e liberaci dalla paura.
O Signore, Tu che sei al di sopra di noi,
Tu che sei anche in noi; Tu che io non conosco,
ma cui appartengo, Tu che io non comprendo,
ma che costruisci il mio destino, fa che io segua fino in fondo
la via delle tue segnalazioni interiori in amore e pazienza,
in fedeltà e coraggio, in rettitudine e umiltà, in quiete.
Fa che io non disperi mai, perché sono sotto la tua mano
E in Te è ogni forza e bontà.
Nella tua mano, o Signore, ogni ora ha senso e grazia,
elevatezza, pace e consistenza.
Dammi puri sensi per vederti,
dammi umili sensi per udirti,
dammi sensi d’amore per servirti,
dammi sensi di fede perché io dimori salda in Te.
O Signore, Tu che sei al di sopra di noi,
Tu che sei anche in noi, fa che ognuno ti veda anche in me.
(Dag Hammarskjold)
Padre Nostro
Preghiera comunitaria
BENEDIZIONE FINALE
Una
tempesta terribile si abbatté sul mare. Lame affilate di vento
gelido trafiggevano l’acqua e la sollevavano in ondate gigantesche
che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri
d’acciaio aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole
del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal
bordo del mare. Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata,
l’acqua si placò e si ritirò. Ora la spiaggia era una distesa di
fango in cui si contorcevano nell’agonia migliaia e migliaia di
stelle marine. Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa.
Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa.
Arrivarono anche delle troupe televisive per filmare lo strano
fenomeno. Le stelle marine erano quasi immobili. Stavano morendo.
Tra
la gente, tenuto per mano dal papà, c’era anche un bambino che
fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare.
Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente. All’ improvviso,
il bambino lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e
corse sulla spiaggia. Si chinò, raccolse con le piccole mani tre
stelle del mare e, sempre correndo, le portò nell’acqua. Poi tornò
indietro e ripeté l’operazione. Dalla balaustrata di cemento, un
uomo lo chiamò.
“Ma che fai, ragazzino?”.
“Ributto in
mare le stelle marine. Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia”
rispose il bambino senza smettere di correre.
“Ma ci sono
migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle
tutte. Sono troppe!” gridò l’uomo. “E questo succede su
centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non puoi cambiare le
cose!”
Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un’altra
stella di mare e gettandola in acqua rispose: “Ho cambiato le cose
per questa qui”. L’uomo rimase un attimo in silenzio, poi si
chinò, si tolse scarpe e calze e scese in spiaggia. Cominciò a
raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua. Un istante dopo
scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine
nell’acqua. Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento,
duecento, migliaia di persone che buttavano stelle di mare
nell’acqua.
Così furono salvate tutte.
(Tratto da: A volte basta un Raggio di Sole di Bruno Ferre)
(11 giugno 2023, per la Comunità cristiana di base di Pinerolo,
di Via Città di Gap 13)
(Mariolina e M.Grazia B.)