La Chiesa si confronta su donne e Lgbtqia+
"Prendiamo atto che ci sono domande"
L'accoglienza nella Chiesa delle persone Lgbtqia+, il ruolo delle donne e l'eventualità di aprire loro il diaconato, la possibilità di avere sacerdoti sposati. Sono alcuni dei nodi emersi dalle consultazioni del Sinodo in tutto il mondo. I temi vengono elencati nell'Instrumentum laboris, il documento preparatorio all'assemblea dei vescovi di ottobre, senza fornire una soluzione ma con domande aperte. Sarà l'assemblea ad affrontarle e a dare eventualmente delle risposte. Le questioni con le quali la Chiesa di Francesco ha deciso di confrontarsi sono molte ed il rischio è che alla fine non potranno esserci tutte le risposte attese. Almeno nell'immediato, considerato che il sinodo si articolerà in due sessioni, una ad ottobre di quest'anno e l'altra ad ottobre 2024. A mettere le mani avanti è anche il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo: «Non è detto che ad ottobre 2023 e 2024 dovremmo trovare tutte le risposte. Prendiamo atto però che ci sono delle domande». Occorrerà vedere se le varie anime della Chiesa si apriranno ad un vero confronto, dai tedeschi più riformisti all'ala più conservatrice ungherese, polacca o americana. Sullo sfondo resta una Chiesa che ancora deve rialzarsi dalla piaga degli abusi: «Si tratta di ferite aperte, le cui conseguenze non sono ancora state affrontate fino in fondo», si sottolinea senza tanti giri di parole nel documento presentato ieri in Vaticano.
La Stampa, 21 giugno