Il governo vuole censire gli immigrati irregolari e finanzia il progetto pilota in quattro Regioni
di FEDERICO CAPURSO
Il Viminale, guidato da Matteo Piantedosi, vorrebbe avere un quadro più completo del fenomeno migratorio nel nostro Paese. Per questo partirà dopo l'estate un tentativo di censimento dei migranti irregolari, il cui numero viene solitamente "stimato" nelle indagini statistiche tradizionali, che durerà tre anni.
Il primo anno il compito sarà affidato alle prefetture di quattro regioni pilota (Lombardia, Toscana, Campania e Sicilia) e nei successivi due anni si estenderà a tutto il territorio nazionale, con il coinvolgimento di più numerose realtà, anche private, che si occupano di immigrazione, per un costo complessivo di quasi 7 milioni di euro, che rientreranno nei progetti legati al fondo europeo per Asilo, migrazione e integrazione.
Esultano i leghisti all'idea, forse, che si sia aperta una sorta di "caccia al clandestino". L'europarlamentare Susanna Ceccardi saluta il progetto riesumando slogan come «la pacchia è finita», che in questi mesi di enorme aumento dei flussi migratori verso l'Italia era già invecchiato piuttosto male. Ma per l'europarlamentare leghista il monitoraggio sarà un primo passo «per iniziare una seria politica di rimpatri». In Italia, tuona Ceccardi, «resta chi ha le carte in regola per lavorare!». Non sarà così. I rimpatri seguono procedure molto complesse, che nulla hanno a che fare con un censimento, e - come ammettono dal governo - non ci sarà alcuna accelerazione conseguente a questo monitoraggio. Anzi, l'obiettivo dichiarato dal Viminale è quello di fornire un supporto a chi si occupa di integrazione, individuare le best practices per i processi di inclusione, e prevenire e contrastare forme di discriminazione. I questionari, quindi, serviranno a raccogliere informazioni «sulla presenza irregolare, sull'economia sommersa e le attività di contrasto intraprese dalle prefetture».
Vedere chi non vuole essere visto, però, è un affare assai complicato. Lo sa bene l'ex presidente Usa Donald Trump che durante il suo mandato provò a censire gli irregolari presenti negli Stati Uniti, andando incontro a un fallimento: chi era senza permesso aveva paura e, ovviamente, non collaborava. Il rischio di fare un buco nell'acqua anche in Italia, quindi, è alto. Per questo c'è chi al Viminale ipotizza dei questionari «in forma anonima», ma la decisione verrà presa solo più avanti dal "Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione" del ministero, e si valuterà caso per caso, a seconda dei diversi contesti territoriali.
La Stampa, 4 giugno