lunedì 10 luglio 2023

ANCORA RAZZISMO NEL CALCIO

 La Repubblica del 1 luglio 2023


“Basta neri e musulmani in
 squadra” 
L’allenatore del Psg arrestato per
 razzismo

di Mattia Chiusano


«Bisogna prendere in considerazione la realtà di Nizza, non possiamo avere così tanti neri  e musulmani in squadra». 

Attorno a questa frase la Francia si interroga da un paio di mesi, ma intanto il suo presunto autore, l'ormai ex allenatore 

del Psg Christophe Galtier, è finito in arresto a Nizza, mentre il figlio adottivo John Valovic-Galtier, agente, è uscito dalla

custodia della polizia dopo qualche ora. Dopo il lungo interrogatorio l'annuncio che Galtier senior sarà processato a

dicembre per molestie morali e discriminazione, nella stagione 2021-22 in cui allenava il Nizza. La denuncia nasce dal 

pessimo rapporto tra Galtier e il direttore sportivo del Nizza Julien Fournier, che ha dichiarato di aver ascoltato contenuti 

che impedirebbero al tecnico di <<entrare di nuovo in uno spogliatoio>>. Ma quel che ha portato in commissariato 

l'allenatore marsigliese è un colloquio del 9 agosto 2021 raccontato in una mail riconducibile a Fournier indirizzata a 

Dave Brailsford, proprietario del colosso Ineos e del Nizza. <<Galtier è arrivato nel mio ufficio, ha salutato il figlio che 

mi ha detto: "puoi verificare con mio padre quel che ti ho detto". Una volta che suo figlio se n'è andato, lui mi ha detto 

che dovevo prendere in considerazione la realtà della città, e che non potevamo avere così tanti neri e musulmani. 

Mi ha detto di voler cambiare in profondità, limitando il più possibile il numero di musulmani>>. In quella stagione il Nizza

era come tanti club multiculturali francesi della Ligue 1: quattro algerini, francesi di origine maghrebina o africana come 

Khephren Thuram figlio di Lilian paladino dell'antirazzismo. Galtier ha respinto indignato le accuse, ma intanto nel suo 

divorzio dal Psg ha raggiunto due record: facendo indispettire un presidente musulmano come Nasser Al Khelaifi e gli 

Ultras Paris, che hanno ritenuto le sue parole inaccettabili.