sabato 8 luglio 2023

Indelebile

Giovanni De Mauro

 

Era il 28 luglio 1951 quando a Ginevra una conferenza speciale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione relativa allo status dei rifugiati. L'articolo 1 della Convenzione dice che il rifugiato è chi "temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche, si trova fuori del paese di cui ha la cittadinanza, e non può o non vuole, a causa di tale timore, avvalersi della protezione di tale paese". All'epoca era la risposta concreta a una questione urgente: lo spostamento di massa di milioni di persone dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il principio fondamentale della Convenzione, spiega l'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, è quello del non-refoulement, secondo cui "nessun rifugiato può essere respinto verso un paese in cui la propria vita o libertà potrebbero essere seriamente minacciate. Oggi è ormai considerato una norma di diritto internazionale consuetudinario". Di rifugiati si è occupato uno degli ultimi numeri della rivista medica The Lancet, notando come in molti paesi ad alto reddito, di cui molti europei, le politiche sui rifugiati non sono ispirate a principi di accoglienza e inclusività, ma basate su esternalizzazione, deterrenza, contenimento e rimpatrio. Invece, scrive The Lancet, dovremmo cominciare con una verità: "La migrazione è una caratteristica dell'esistenza umana da millenni. Tra i settanta e i centomila anni fa, l'Homo sapiens cominciò a migrare dall'Africa e a popolare parti dell'Europa e dell'Asia. Da allora gli spostamenti umani non si sono mai fermati. Le condizioni che costringono le persone a diventare rifugiati sono cariche di ingiustizia e crudeltà. Richiedono prevenzione, mitigazione, risoluzione e riparazione. Ma il movimento stesso delle persone, volontario o forzato, è una parte indelebile della nostra storia e del nostro futuro". Per questo è necessario che sia "consentito a tutti, nel modo più compassionevole possibile".

 

Internazionale, 23 giugno