lunedì 3 luglio 2023

Se gli ultrà sono in Parlamento

Repubblica, 30 giugno

di Paolo Berizzi

 

Soumahoro come Lukaku, Vinicius, Koulibaly, Osimhen, Anguissa, e l'elenco potrebbe allungarsi a dismisura. Accompagnato dall'insostenibile e fetida leggerezza degli ululati, degli schiamazzi cavernicoli, delle vocali onomatopeiche che piovono dagli spalti: anzi no, macchè spalti. Benvenuti allo stadio, in curva, pardon , in Parlamento. Nella casa delle istituzioni repubblicane. La notizia. Il deputato di Italia Viva Davide Faraone in un intervento alla Camera denuncia che ogni volta che in Aula prende la parola il collega Aboubakar Soumahoro (origini ivoriane, eletto con Alleanza Verdi-Sinistra e passato poi al Gruppo Misto), dai banchi della maggioranza partono - appunto ululati, brusii, schiamazzi, cori che richiamano comportamenti razzisti sanzionati negli ambienti sportivi. Faraone, esprimendo la sua indignazione e condividendo poi un video a sostegno delle dichiarazioni, invita il presidente della Camera a intervenire di fronte a comportamenti intollerabili e inaccettabili in un "luogo della democrazia", quale è Montecitorio. E dunque: a questo siamo. La maggioranza di centrodestra accompagna le parole di un parlamentare – non uno a caso - con gorgheggi razzisti e versi indecenti sparati come proiettili per dileggiare la persona e colpirla non per ciò che dice (legittimamente criticabile) ma per quel che è e rappresenta plasticamente - forse anche e prima di tutto, vedi i calciatori di cui sopra, per il colore della pelle. Se è vero come è vero, e il livello è questo, occorre allora mettere agli atti l'ennesimo cupo sprofondo delle nostre istituzioni. Nel degrado continuo del dibattito politico. Lui, Soumahoro, quel sottofondo beluino proveniente dagli scranni di alcuni parlamentari versione ultrà l'ha definito un "oltraggio alla Costituzione". Volendo, si potrebbe andare subito al punto e chiamarlo per nome: razzismo. Razzismo, ripetiamolo. Razzismo in purezza, razzismo nel Palazzo.

Non occorrono esegeti dell'insulto da stadio né audio-interpreti per accertare la sostanza dell'indignata denuncia di Faraone.

Basta stare ai fatti. E i fatti dicono questo. Che è sufficiente che unuomo dalla cute scura prenda la parola, o a calci un pallone, o entri in campo, o il suo nome venga scandito dallo speaker prima dell'inizio di una partita perché il peggior "pubblico" – sacche di ignoranti suprematisti, imbecilli vari, cialtroni, qualcuno magari affezionato alla teoria della sostituzione etnica cara ad alcuni esponenti di primo piano del governo e della maggioranza che lo sostiene – riproduca, più o meno divertito, da vero bullo, il verso della scimmia. Il fiore all'occhiello del razzismo più becero. Che a indossare la divisa degli ultrà siano parlamentari della Repubblica, e dunque pubblici ufficiali che hanno giurato sulla Costituzione antirazzista, è una vergogna doppia. Né in questo subdolo e odioso gioco al massacro ("adòss al négher", griderebbero nelle curve più razziste del nord Italia) avrebbe senso - in teoria sarebbe superfluo - tirare fuori la vicenda politica, con parabola annessa, del deputato Soumahoro.

Coinvolto con tanto di linciaggio mediatico nella brutta storia della gestione delle Coop di Latina, protagoniste moglie e suocera. Ora: come è noto, da quella storia Soumahoro, per la giustizia, è uscito completamente innocente (posto che il razzismo è razzismo a prescindere da eventuali responsabilità di qualsivoglia tipo). Ma per un attimo, visto che se ne è molto parlato, anche a sproposito, prendiamola in mano, la vicenda Soumahoro marito e genero. Colpisce, sorprende, rattrista che la stessa maggioranza curvaiola degli ululati rivolti al collega del gruppo Misto abbia un atteggiamento decisamente diverso, benevolo, nei confronti della ministra del Turismo Daniela Santanchè, finita nella bufera, lei, per il caso Visibilia. In particolare per l'uso fraudolento della Cig Covid. Due pesi e due misure. Per la bianca "pitonessa" (copyright Dagospia), lady stabilimenti balneari, la sorella d'Italia che si è inventata la Venere influencer d'Italia e che voleva un aeroporto a Cortina, una difesa pelosa d'ufficio. Per il deputato con gli stivali di gomma, il pianeta delle scimmie.