giovedì 6 luglio 2023

SOLIDARIETA' CON ELENA MILASHINA

 Amnesty International - Italia

6/7

“Ti abbiamo avvisata, vattene da qui e non scrivere niente”.
Picchiata, rasata e ricoperta di liquido colorato: ecco "l'avviso" che ha ricevuto Elena Milashina mentre stava andando a Grozny, in Cecenia.
Elena è una giornalista, il suo lavoro è raccontare la verità. Ma fare giornalismo in Russia ha un costo altissimo: ne sono testimoni le uccisioni di Anna Politkovskaja nel 2016 e di Natalia Estemirova, tre anni dopo.
Nel 2017 Elena Milashina ha fatto sapere al mondo che in Cecenia gli omosessuali venivano rapiti, torturati e uccisi. Nel 2020, aveva denunciato che le persone positive al Covid-19 venivano etichettate ufficialmente come “terroristi” e, per questo, rinunciavano a chiamare i medici o a recarsi in ospedale.
I capelli rasati non la fanno vergognare. La vernice blu non la umilia. La mano fratturata non le impedirà di continuare a raccontare la verità.