giovedì 6 luglio 2023

STATI UNITI

La censura viola i diritti umani fondamentali

 

La teoria critica della razza (Crt, dall'inglese Critical Race Theory) è una teoria giuridica nata negli anni '70 e incentrata sulla persistenza del razzismo sistemico nella società americana. A partire dal 2020, in seguito alle proteste per l'uccisione di George Floyd e alla nascita del movimento Black Lives Matter, la Crt è tornata all'attenzione della politica, in particolare dell'ala repubblicana, che ha approvato leggi per limitare la Crt nei programmi scolastici. Dal 2021, 10 Stati hanno approvato leggi sulla censura che regolano le discussioni in classe su razza, genere, sessualità e disuguaglianza sistemica e, nel 2022, 26 nuovi Stati hanno introdotto leggi di censura simili. «Gli sforzi degli stati americani per vietare i programmi scolastici che offrono resoconti storicamente accurati del razzismo negli Stati Uniti sono attacchi ai diritti umani fondamentali», ha affermato Human Rights Watch che, insieme ad altre organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti civili, ha lanciato la campagna Freedom to Learn.

La campagna è nata in risposta alle decisioni delle legislature statali e dei consigli scolastici locali di vietare migliaia di libri e alle leggi proposte o approvate in 36 Stati che limitano l'educazione al razzismo e ad altre discriminazioni, anche nei confronti di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (Lgbtg+), distorcendo o omettendo pezzi di Storia e contributi di specifici gruppi etnici. Le misure per proteggere la libertà di apprendere negli Stati Uniti sono sancite dall'articolo 7 della Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (Icerd), adottata dall'Assemblea generale dell'Onu nel 1965 e ratificata dagli Stati Uniti nel 1994.

La convenzione obbliga i governi ad adottare misure immediate ed efficaci nell'insegnamento, nell'educazione, nella cultura e nell'informazione, per promuovere la tolleranza e combattere i pregiudizi contro i gruppi nazionali, razziali ed etnici. Pertanto «gli attacchi all'istruzione sono attacchi alla democrazia statunitense perché vietano l'accesso al tipo di informazioni che motivano il voto e la partecipazione politica», ha affermato Alison Parker, vicedirettore statunitense di Human Rights Watch. [VB]

 

Confronti, giugno 2023