"L'intera vicenda di Gesù, rivista in chiave queer, offre spunti preziosi di riflessione tanto alla militanza quanto alla fede, senza che appaia tra i due percorsi alcuna sostanziale incompatibilità.
E' da donna, da femminista e da cristiana allo stesso tempo che posso ricercare, praticare e proteggere le soglie, i luoghi di confine tra le gabbie sociali in cui si pretenderebbe che tutte restassimo, in qualunque forma si presentino, anche la più scomoda.
Accettare la queerness come prassi cristiana significa riconoscere che il confine non ci circonda, ma ci attraversa, e che quel che avvertiamo come contraddizione è in realtà uno spazio fecondo di cui non abbiamo ancora compreso il potenziale vitale".
M. Murgia, God Save the queer, pag,115