giovedì 31 agosto 2023

I numeri cancellano la propaganda:

si rischia il record assoluto di sbarchi

 

Quest'anno l'Italia rischia di raggiungere e forse anche superare il record del 2016, anno in cui migranti sbarcati sulle nostre coste raggiunsero in totale quota 180 mila: dal 1 gennaio al 16 agosto 2023 gli arrivi sono infatti già stati 101.386, una cifra più che raddoppiata rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quando se ne registrarono 48.940 a fronte dei 33.881 del 2021. Dati che parlano da sé e che soprattutto impongono un bagno di realtà al centrodestra rispetto alle facili ricette buone per la campagna elettorale.

A GUASTARE la festa al governo Meloni & C. (Matteo Salvini in primis) c'è un elemento ulteriore: dall'entrata in vigore del decreto Cutro, che tra l'altro prevedeva una stretta all'immigrazione irregolare (era stato adottato dopo la strage in mare di febbraio al largo della costa calabrese), sono sbarcati in 79 mila e rotti con un aumento di 26.544 unità rispetto alla situazione fotografata nel 2022.

Stando alle statistiche da ultimo pubblicate sul sito del Viminale, i principali approdi degli attraversamenti irregolari lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono la Sicilia con oltre 78 mila arrivi (erano stati circa 35 mila nel 2022) seguita dalla Calabria (oltre 9 mila), Puglia (2.510) e Toscana (982). Da dove vengono? Le nazionalità dichiarate dai migranti al momento dello sbarco sono la Guinea (11.637), a seguire Costa d'avorio (11.572), poi Egitto (7.814) e Tunisia (7.022).

È proprio da quest'ultimo Paese, con buona pace delle trattative che hanno vista impegnata Giorgia Meloni con il presidente Kais Saied, che si registra il boom delle partenze: sono state circa il 61 per cento del totale dall'inizio del 2023, circa 20 mila solo nel mese di luglio. Questo a fronte del dato della Libia, che lo scorso anno deteneva il primato: da lì hanno preso il mare il 33,73 per cento dei migranti in totale sbarcati in Italia quest'anno a fronte del quasi 55 per cento dello stesso periodo dello scorso anno.

Per sapere dove sono collocati i 132.796 migranti attualmente in regime di accoglienza sul territorio nazionale, bisogna compulsare ancora una volta il cruscotto statistico pubblicato il 15 agosto dal ministero dell'interno: negli hotspot si registrano 2.600 presenze (2.429 solo nelle strutture siciliane), nei centri di accoglienza 95.436. Nei Sai, i centri di accoglienza e integrazione gestiti dai comuni, le presenze sono a quota 34.761 (ma il dato è fermo all'ultimo giorno di luglio). Numeri eloquenti.

 

MA NON È TUTTO. Se il sistema di accoglienza è in affanno, causa aumento vertiginoso degli sbarchi, colpisce anche il dato delle richieste di asilo (72.460) aumentate di oltre il 70 per cento: si fa sapere che il 48 per cento sono state rifiutate (+8,7 per cento), lo status di rifugiato è stato riconosciuto nell'8,6% dei casi (-6,7%), la protezione sussidiaria nel 10,1% (-3,3%). E i rimpatri? Sono passati da 2.000 lo scorso anno a quota 2.561 quest'anno. Il ministro dell'interno Matteo Piantedosi ha già annunciato per settembre un decreto (in tandem con il titolare della Giustizia, Carlo Nordio) per potenziare il sistema delle espulsioni. Un altro grande classico del genere molto rumore per nulla.

Ilaria Proietti

Il Fatto Quotidiano, 18 agosto 2023