"La speranza senza la fede non definisce i credenti, ma gli ottimisti. L'ottimismo , inteso come l'aspettarsi il successo delle proprie imprese, è un sentimento per cui ho sempre provato rispetto, perché migliora la qualità percepita dell'esistenza, almeno finché non interviene la statistica a smentirlo; ma la speranza vissuta nella fede non è la semplice fiducia nel fatto che le cose che facciamo andranno a buon fine.E' piuttosto la certezza che fare determinate cose abbia un senso a prescindere dal modo in cui andranno a finire.
Dall'altra parte, la fede senza speranza è di certo meno ingenua del puro ottimismo, ma ha la faccia rinsecchita del tradizionalismo, si presenta cioè come una gravosa manutenzione di abitudini durate a lungo".
Michela Murgia, God Save the queer; Einaudi Ed. pag.20