lunedì 14 agosto 2023

LA VITA COME CAMMINO

 QOL - agosto 2023


La vita come cammino

Guardando la situazione delicata delle chiese cristiane, più che in esercitazioni su 
quanto potrà accadere in un domani più o meno prossimo, ritengo sia necessario 
concentrarsi sulle loro dinamiche attuali, senza abbandonarsi troppo alla futurologia.
Nondimeno, da alcuni decenni, il cristianesimo, a duemila anni dalla sua origine, sta 
manifestando caratteri nuovi e per molti versi inattesi, con una velocità che ha spinto
lo stesso papa Francesco a ricorrere alla sua lingua di origine per indicare le trasformazioni in atto, dentro e fuori il recinto cristiano: "La continua accelerazione dei cambiamenti dell'umanità e del pianeta si unisce oggi all'intensificazione dei ritmi di vita e di lavoro, in quella che in spagnolo alcuni chiamano rapidacion (rapidizzazione)"
(Laudato sì, n. 8). Da parte sua, del resto, lo ripete spesso. E' un cambiamento d'epoca
non semplicemente una stagione di grandi cambiamenti, quello che stiamo attraversando
e che in grande misura giustifica lo spaesamento che proviamo: "Siamo , dunque, in uno di quei momenti nei quali i cambiamenti non sono più lineari, bensì epocali;
costituiscono delle scelte che trasformano velocemente il modo di vivere, di relazionarsi,
di comunicare ed elaborare il pensiero, di rapportarsi tra le generazioni umane e di
comprendere e di vivere la fede e la scienza." Lo spostamento d'accento non è irrilevante.
Bergoglio non manca di segnalare gli indizi che scorge di un simile rivolgimento, 
connesso a una crisi di civiltà di carattere globale: primo dei quali l'esaurimento del regime di cristianità, paradigma glorioso segnato da ciò che ha rappresentato la cosiddetta svolta costantiniana, ma ormai inservibile per situarsi nell'oggi. Una delle riprese più eloquenti di tale considerazione si è avuta in occasione del suo discorso alla Curia del 21 dicembre 2019, con relativi auguri natalizi (uno dei momenti tradizionali che i papi utilizzano per mettere in evidenza un tema strategico che sta loro particolarmente a cuore).
In quel caso, il pontefice si appoggiò all'autorevolezza del cardinale John Henry Newman,filosofo e teologo inglese nato nel 1801 e morto nel 1890, canonizzato due mesi prima dallo stesso Francesco. Del quale scelse di riprendere un'affermazione - "Quasi un aforisma",rimarcò - tratta dall'opera Lo sviluppo della dottrina cristiana, che storicamente e 
spiritualmente si colloca al crocevia del suo non indolore passaggio dall'anglicanesimo al 
cattolicesimo: "Qui sulla terra vivere è cambiare, e la perfezione è il risultato di molte 
trasformazioni". Precisando, subito dopo, che non si tratterà di cercare il cambiamento
per il cambiamento, né di seguire le mode del momento, ma di custodire la convinzione
che lo sviluppo e la crescita sono la caratteristica della vita terrena e umana, mentre,nella prospettiva del credente, al centro di tutto c'è la stabilità di Dio. E che in realtà,
a ben vedere, è tutta la vita cristiana che potrebbe essere definita un cammino un
pellegrinaggio, sulla scia della storia biblica, segnata da ripetuti avvii e ripartenze.
Homines viatores per eccellenza, i credenti, almeno idealmente. E' stato così per 
Abramo, il patriarca che lasciò la sua Ur per porsi in viaggio verso una terra che Dio
stesso gli aveva promesso, ma senza particolari certezze (Gen 12,1 ss); per gli altri
patriarchi della Genesi, da Isacco a Giuseppe passando per Giacobbe, l'arameo errante
per eccellenza  (Dt 26,5); come per quanti, duemila anni orsono in una sperduta
regione della Palestina detta Galilea, si misero in marcia, trascurando lavoro e 
famiglia, per seguire i racconti di un certo Gesù: "E, tirate le barche a terra, lasciarono 
tutto e lo seguirono" (Lc 5,11). Da allora, secondo Bergoglio, la storia del popolo di Dio
- che si intreccia alla storia della Chiesa - è stata sempre marcata da partenze, 
spostamenti, correzioni di status: un itinerario non puramente geografico, ma anche
e anzitutto simbolico, come un invito a scoprire il moto del cuore che, paradossalmente,
ha bisogno di partire per poter rimanere, di mutare per poter essere fedele.