lunedì 14 agosto 2023

Mondo

Impatto trasporto marittimo

 

L'Organizzazione marittima internazionale (Imo) delle Nazioni Unite, la comunità internazionale e il settore marittimo continuano a fallire nell'affrontare adeguatamente i problemi legati all'impatto ambientale del trasporto marittimo internazionale. È quanto viene denunciato nello studio commissionato dall'associazione di organizzazioni ambientaliste europee per la protezione dei mari, 'Seas At 'Risk, e intitolato «The state of shipping & Oceans», pubblicato in occasione del 50° anniversario della Convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento da navi (Marpol). «Il volume totale di petrolio fuoriuscito e gli altri danni ambientali causati dalla navigazione e dal commercio globale - evidenzia il rapporto - cresce a causa dell'incapacità dei governi di far rispettare le leggi». Si prevede che le emissioni del trasporto marittimo crescano in modo esponenziale, mentre la scienza climatica dell'Ipcc richiede «riduzioni profonde e rapide» in tutti i settori per non superare il limite di 1,5 gradi centigradi di riscaldamento della temperatura fissato dall'Accordo di Parigi. Le navi emettono sostanze tra cui ossidi di zolfo, ossidi di azoto e particolato che possono incidere sulla salute umana. L'inquinamento acustico sottomarino causato dai motori e dalle eliche delle navi può provocare la perdita dell'udito e mutamenti comportamentali negli animali marini. I danni maggiori si registrano nelle comunità portuali soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Gli inquinanti tossici delle navi a combustibile fossile causano ogni anno circa 250.000 morti premature e più di sei milioni di casi di asma infantile in tutto il mondo, mentre i lavoratori che demoliscono le navi sulle spiagge dell'Asia meridionale subiscono gravi violazioni dei diritti umani.

 

Franca Cicoria

Rocca, agosto 2023