giovedì 17 agosto 2023

NOTA SUL LIBRO "SENZA CHIESA E SENZA DIO" DI BRUNETTO SALVARANI

 Ho letto con grande interesse il libro di  Salvarani e ho trovato la ripresa precisa di un lungo percorso storico e teologico.

La parte descrittiva mi è sembrata la più interessante  e coinvolgente. In verità molte di queste pagine mi erano già state rese note oltre 55 anni fa da Hans Kung e da  Edward Schillebeeckx. Le pagine che poi più tardi l'Editrice Queriniana divulgò in una edizione che mise in luce i limiti del rinnovamento conciliare e  fornì una cristologia che rimane preziosa e più coraggiosa.

Il libro di Brunetto Salvarani evidenzia l'urgenza del cambiamento già avvertito da chi, come me, scrisse pagine piuttosto esplicite rispetto a chi si illudeva della rifiorma portata dal Vaticano II.

Ma l'aspetto che mi ha un tantino deluso sta nel fatto che il nostro Autore, con grande perizia illumina le contraddizioni che dominano ancora nel cuore del cristianesimo.

Alludo al fatto che oggi non è più sufficiente elencare gli aspetti scaduti o deliranti di certa dogmatica e di certa liturgia. E' tempo di dichiarare, con l'umiltà di chi propone senza presunzione di infallibilità,alcuni nodi che  non possono essere lasciati a domani.

Abbiamo tutti e tutte noi nella nostra biblioteca il fatto che Gesù è ebreo: abbiamo migliaia di volumi e  dibattiti, ma non riusciamo a dire con chiarezza che il punto digmatico della cristologia stabilita a Nicea nel 325 (dopo mille e mille percorsi) ha creato la chiesa imperiale e che tale decisione diventò il dogma della divinizzazione di Gesù di Nazaret.

Così pochi secoli dopo, l'arte mariana (che regna sovrana ancora oggi, con tutto il nostro rispetto), non trasmise il fatto storico, ma una mitologia infinita e letta come storia e come dogma.

Temi questi  che, come le indulgenze, la presenza reale di Gesù nell'eucarestia, l'etica   sessuale, il potere di assolvere i peccati, le apparizioni....l'esclusione della donna dal ministero, il celibato obbligatorio, l'infallibilità del papa.......ecc,non possono più essere lasciati a domani.

 E che dire del catechismo della chiesa cattolica che, tuttora in vigore,  è un condensato di "barzellette"?.

E' tempo di dichiarare apertamernte l'infodatezza di una dogmatica , di una liturgia, di un culto dei santi : dirlo, scriverlo e praticarlo

Compito del teologo non è soltanto insegnare, ma si tratta di praticare ciò che si ritiene una fondata via evangelica. Ci vuole il coraggio di mettere in atto. 

Altrimenti, (e parlo a ragion veduta) da almeno 40 anni sento parlare di dialogo ebraico - cristiano senza che nulla sia cambiato nella chiesa cattolica romana rispetto ad elementi fondamentali come i dogmi cristologici: "Gesù è Dio", ma allora il dialogo ebraico-cristiano rischia di essere ridotto a buone maniere.

Se Gesù è ebreo non poteva essere Dio questo fa parte della mia fede di discepolo del nazareno e adoratore di Dio.

Franco Barbero