giovedì 17 agosto 2023

RICEVO DA BEPPE MANNI

IL FASCINO DELLA PAGINA BIANCA…

(Gazzetta di Modena)


L’esame di maturità è un traguardo, una prova, un rito di passaggio. 

Lo studente, il 21 giugno aveva un foglio bianco da riempire. Non pulsando tasti ma usando la ‘penna’. I prof per anni hanno insegnato a scrivere, produrre un testo argomentando, con un linguaggio adeguato. Oggi quei ragazzi sono nudi davanti al foglio non possono consultare il cellulare. Sono soli. Senza la protezione benevola dei loro maestri. Non hanno lo schermo luminoso del computer, ma la carta sulla quale non sono più abituati a scrivere. Lo studente è sommerso da alluvioni di immagini, assordato da suoni striduli e mugolii al cellulare. Si esprime in modo sempre più succinto, attraverso simboli e faccine, sembriamo tornati ai tempi delle pitture rupestri o dei geroglifici.

Come un tempo anche oggi il maturando è chiamato a leggere tracce sconosciute, svelate con il rito dell’apertura delle buste ministeriali. Comprenderne il significato e scegliere l’argomento da trattare, fare uno schema e cominciare a scrivere. Ordinatamente e presentare un foglio di protocollo in bella scrittura.

Scrivere è un’operazione originale e creativa. Ti costringe a organizzare mentalmente i contenuti, argomentarli, usare vocaboli appropriati. Anche se nei temi in classe e specialmente nella maturità diversamente dalle prove scientifiche, sei attento a non sbilanciarti e cerchi di andare incontro alla sensibilità dell’insegnate che giudicherà il tuo compito. Già Cicerone e Quintiliano insegnavano nell’Ars oratoria, non quello che dovevi dire ma su come lo dovevi esprimere per convincere e persuadere: il bravo oratore e scrittore era ‘Vir bonus dicendi peritus’ un uomo capace nell’arte del dire. E Catone diceva anche Rem tene verba sequentur: se hai nella testa concetti chiari le parole verranno spontaneamente.

Il saper scrivere è anche uno strumento bellissimo per esprimere al di fuori delle prove scolastiche, i tuoi pensieri, le tue esperienze, le tue emozioni sia che tu lo faccia per un tuo diario sia che tu voglia dialogare con altri anche scrivendo testi da pubblicare. Scrivere è un atto creativo che ti riempie di soddisfazione come Adamo quando dava un nome a tutte le creature che vedeva per la prima volta. 

   Tutti noi abbiamo un tesoro nascosto nel cuore, fatto di esperienze e storie uniche, sentimenti profondi e ricordi preziosi. Ma se non abbiamo gli strumenti e le occasioni, rimarranno per sempre inespressi. Anche una delle tracce della maturità nell’‘Elogio dell’attesa nell’era di WhatsApp’ suggeriva la ricerca della lentezza che si realizza nello scrivere dove bisogna creare uno spazio silenzioso e magico per riflettere e approfondire.